Agcom invia segnalazione alla Commissione europea sui servizi AI Overview di Google: penalizzanti per la libertà di espressione e di informazione e sul pluralismo delle fonti
Finalmente è arrivato un segnale chiaro e forte da parte dell’Autorità, in merito alla presenza dell’AI – Overview di Google come primo risultato sul motore di ricerca più utilizzato al mondo.
Da quando esiste “AI Overview” tutte le redazioni, compresa la nostra, hanno registrato un significativo calo di visualizzazioni dei contenuti, indifferentemente che si tratti di notizie di cronaca, di informazioni mediche, legali o di ricette di cucina.
Come ti propongono le informazioni quando cerchi qualcosa nel web?
Quando apri Google e digiti una domanda (query), il motore di ricerca ti fornisce immediatamente dei risultati utili per assolvere la tua richiesta. Li fornisce in base a parametri di indicizzazione che le testate, i siti e le piattaforme devono soddisfare per “piacere” a Google e essere considerati idonei e meritevoli dei primi risultati suggeriti.
Abbiamo già parlato in un altro articolo come funziona (leggi qui) ma riassumo in breve.
Le testate giornalistiche, soprattutto quelle indipendenti o meno conosciute rispetto alle realtà editoriali storiche, economicamente si mantengono già con grande difficoltà e non hanno i requisiti delle grandi testate per proporre abbonamenti. Inoltre – e questo è un fattore comune – per essere indicizzabili (cioè posizionarsi tra i primi risultati di ricerca quando un utente interroga il web), i contenuti pubblicati devono rispettare regole SEO ben precise – sono tante, credetemi – il più delle volte, anche a discapito della libera creatività dell’autore. Titoli “catching”, parole chiave ripetute sistematicamente, inserimento di link interni e link esterni, paragrafi corti, frasi di non più di 25 parole… Un lavoro nel lavoro, che con la creatività non ha nulla a che fare ma che, se manca, viene penalizzato fortemente da Google.
AI Overviews? No grazie
Dopo tutto questo impegno per ottenere un minimo di visibilità, ogni sforzo è vanificato dalla presenza dell’AI Overview che si piglia di default il primo posto nel rispondere alle query degli utenti, compromettendo quel famoso parametro di indicizzazione tanto caro a Google che tutti faticosamente inseguiamo.
E oltre il danno, la beffa, perché molto spesso le risposte non sono corrette, contengono errori o sono addirittura fuorvianti, soprattutto quando si tratta di salute o giustizia.
Ma l’utente medio, si sa, spesso si ferma alla prima osteria e tanti saluti ai contenuti realizzati con impegno e professionalità da noi poveri comuni mortali scribacchini.
Dulcis in fundo, AI Overview non si può disattivare.
La segnalazione della Federazione Italiana Editori Giornali
Nella seduta del 29 aprile scorso, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella sua qualità di Coordinatore per i servizi digitali per l’Italia, ha deciso di trasmettere alla Commissione europea una richiesta di valutazione dei servizi offerti da Google Ireland LTD mediante le interfacce aperte al pubblico AIO (AI Overviews) e AI Mode, alla luce degli articoli 27, 34 e 35 del Digital Service Act – DSA. La decisione è stata assunta con il voto contrario della Commissaria Elisa Giomi.
L’iniziativa ha preso avvio da una segnalazione all’Autorità da parte della Federazione Italiana Editori Giornali – FIEG, che asserisce alcuni effetti pregiudizievoli per utenti, consumatori e imprese italiane derivanti dall’introduzione del servizio “AI Overview” in Italia.
In particolare, FIEG ha segnalato una significativa riduzione della visibilità e reperibilità dei contenuti editoriali che, da un lato, metterebbe a repentaglio la sostenibilità economica degli editori e degli autori, in particolare di quelli più piccoli e indipendenti e, dall’altro, inciderebbe sulla libertà di espressione e di informazione e sul pluralismo delle fonti. Segnala inoltre il rischio che le risposte prodotte dall’IA contengano errori, imprecisioni o persino informazioni inventate (le cd. “allucinazioni”), senza offrire all’utente la possibilità di verificarne facilmente le fonti.
L’azione di AGCOM
A seguito dell’acquisizione di informazioni fornite da Google e delle audizioni di Google, FIEG e FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), l’Autorità ha ritenuto di sottoporre la questione alla Commissione europea, ai sensi dell’articolo 65 del DSA, affinché quest’ultima ne valuti la fondatezza, ai fini dell’eventuale avvio di una indagine per la possibile violazione di alcuni obblighi previsti dal DSA in capo alle piattaforme e ai motori di ricerca di dimensioni molto grandi (le cd. VLOP/VLOSE) in materia di mitigazione dei rischi sistemici, tra cui quelli legati alla libertà di informazione e al pluralismo dei media (articoli 34 e 35 DSA), e di trasparenza dei sistemi di raccomandazione (articolo 27 DSA).
Nella medesima seduta, su proposta del Presidente, il Consiglio dell’Autorità ha inoltre deciso, anche alla luce delle sue competenze in materia di tutela del diritto d’autore e di determinazione dell’equo compenso per l’utilizzo online di contenuti editoriali, l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Google, altre piattaforme che intendessero aderire ed editori, con l’obiettivo di sviluppare un dialogo sui temi del copyright, dell’Intelligenza Artificiale e della tutela del pluralismo.
La risposta di FIEG
La Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) ha espresso apprezzamento per la decisione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) e il Presidente Andrea Riffeser Monti ha dichiarato: “Tale iniziativa, che trae origine da una nostra istanza presentata nell’ottobre scorso giunge al termine di un’istruttoria articolata e approfondita e testimonia l’attenzione dell’Autorità rispetto agli effetti di questi sistemi sul traffico verso i siti editoriali e, più in generale, sulle dinamiche del settore”.
FIEG ha manifestato anche la propria disponibilità ad avviare, in sede Agcom, un confronto concreto e costruttivo con le piattaforme digitali sull’utilizzo dei contenuti editoriali.
“La proposta dell’Agcom di istituire un tavolo permanente di confronto” – continua Riffeser – “rappresenta un elemento distintivo e di rilievo nel panorama europeo e costituisce, nelle more delle iniziative a livello dell’Unione, un segnale operativo di attenzione al settore”.
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