Gentile signora Fumero, una domanda che spero non le risulti inopportuna, ma perché lei con le conoscenze che aveva, con  le persone con cui ha lavorato (senza far nomi!!), non ha fatto carriera politica? Almeno lei come politica ci avrebbe fatto sorridere, mentre i nostri politici ci fanno purtroppo solo ridere! Con simpatia. Gustavo, Trani

Caro Gustavo,

è vero che molti personaggi dello spettacolo (o di altri settori completamente diversi), nel tempo, si ritrovano ad avere mansioni politiche. Io, però, sono un’attrice e mi sento solo tale, per cui non sarebbe stato il percorso giusto per me.

Oh, non pensare che non me l’abbiano offerto – tra le righe o meno -, ma la vita pubblica per me è solo su di un palcoscenico!

Se devo far sorridere (o meglio ridere!) voglio farlo in un teatro o in tv piuttosto che in parlamento! Ahah! Poi, per carità, dobbiamo essere sinceri: come in tutte le categorie umane, ci sono i professionisti seri e quelli…magari più discutibili! Così anche tra i politici.

Io personalmente, pur avendo idee ben chiare, ho preferito non mischiare mai arte e politica. Ho sempre lavorato per tutti (entro quei limiti che io sento come etici) e tutti hanno lavorato con me, con rispetto e stima, pur nella differenza delle idee che ognuno di noi è normale che abbia.

E questo non è svendersi; è, per il mio modo di vedere le cose, fare dell’arte qualcosa di eletto, estraneo alle lotte umane…insomma, non di parte!

Perché il bello della creatività e dell’arte stessa è la sua capacità di riuscire ad unire ciò che è separato, a unificare ciò che è frammentato, trasformare in universale ciò che è personale, rendere di tutti ciò che è di pochi. L’arte è democratica e io, caro Gustavo, mi sento un suo umile strumento!

Un bacione, Margherita

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Margherita Fumero
Attrice teatrale televisiva e cinematografica. Allieva di Macario, ha lavorato per anni in coppia con Enrico Beruschi. Tra le sue partecipazioni più famose: Drive In di Antonio Ricci e Camera Cafè nel ruolo della stagista Wanda. Dice di sè: Descrivermi? Io? Già è difficile descrivere una persona che si conosce da diverso tempo, figuriamoci se stessi, ma...ci proverò! Anche perché non è così scontato che un individuo si conosca in tutte le sue sfaccettature, nonostante sia in “compagnia di se stesso” da tutta una vita. Infatti, ci sono parti di noi che ci sfuggono, altre che sono sotterrate negli strati più profondi del nostro animo, oppure altre che semplicemente non vogliamo vedere. Io, complice il lavoro che faccio, ho dovuto scavare dentro di me, anche per fare arrivare al pubblico l'emozione che deriva dall'essere in una particolare situazione. In più – e lo dico per chi non conosce la mia formazione – ho frequentato l'Accademia di arte drammatica, non di “arte Comica”! Fu Macario che mi consigliò di dedicarmi al comico, attraverso la frase che cito in tutte le interviste dove mi chiedono dei miei esordi: “con quella faccia lì, devi far ridere”, mi disse. Tuttavia, non si deve pensare che essere attori comici significhi per forza conoscere solo il lato divertente della vita; anzi! Si dice che i più grandi comici della storia siano stati dei depressi; un po' come i clown che, in alcune scuole di mimo e recitazione, vengono presentati come personaggi in realtà tristi. Io, in realtà, a parte qualche triste e naturale accadimento – come quelli che la vita riserva più o meno ad ognuno di noi – non posso sicuramente dire che sia o sia stata una persona infelice. Al contrario: la mia “voglia di far ridere” deriva da quella serenità che ho sempre respirato in famiglia. Mia mamma Luisa era un po' come me: ironica, sorridente e con la battuta pronta. Il mio papà Gino era più riflessivo, più incline alla saggezza, ma sempre sereno. Io ho fatto un bel frullato di queste caratteristiche, ci ho aggiunto quello che la natura mi ha regalato attraverso il temperamento et voilà: signore e signori, questa è la Fumero! Una signora buffa ma dignitosa; un soggetto autoironico ma profondamente rispettoso degli altri; una donna che può interpretare mille personaggi, pur rimanendo sempre se stessa. Una persona che finge sul palcoscenico ma che è profondamente vera nella vita reale.