ABSTRACT SEX: WE DON’T HAVE ANY CLOTHES, ONLY EQUIPMENT. (sesso astratto: noi non abbiamo vestiti, solo attrezzature).


Questo il titolo dell’innovativo progetto espositivo di Artissima che la storica boutique torinese Jana ospita. Incentrato sul tema del desiderio, in linea con il fil rouge di questa ventiseiesima edizione.

Le bombe diventano caschi asciugapelli

Dopo la seconda guerra mondiale, un industriale decise di convertire i macchinari fino a quel momento utilizzati per la fusione delle bombe in apparati per la produzione di caschi asciugacapelli per i saloni di bellezza. Le sofisticate tecnologie della guerra si trasformarono così in dispositivi per il perfezionamento del “corpo”.

 La vetrina è l'ingresso di via Maria Vittoria
L’ingresso di Jana boutique

Abstract Sex: We don’t have any clothes, only equipment

Da questo antefatto parte l’idea di un nuovo progetto di Artissima che porta la fiera in città negli outique di moda di Via Maria Vittoria. Considerati a tutti gli effetti come lo storico punto di riferimento per artisti, scrittori e protagonisti della cultura.

Il progetto include fotografie, video, sculture, opere su tela o carta e oggetti in prestito dalle gallerie che partecipano ad Artissima.

La mostra, nata da un’idea di Ilaria Bonacossa e curata da Lucrezia Calabrò Visconti e Guido Costa, è incentrata sul tema del desiderio.

Boutique una donna vestita di nero appende abiti neri

Il desiderio tra corpi batteri e altre strane alleanze

La mostra Abstract Sex: We don’t have any clothes, only equipment disarma le rappresentazioni tradizionali del desiderio suggerendo alleanze inattese tra corpi, batteri, oggetti, macchinari e tecnologie. Attraverso un intreccio di narrazioni minori, storiche e contemporanee, propone una prospettiva trasversale tra virtualità e materialità, secondo la quale tutto ciò che ci circonda può venire ripensato come equipaggiamento.

L’esplorazione dei territori del desiderio comporta la possibilità di inciampare in oggetti inaspettati, dispositivi ibridi e tecnologie stravaganti. Infatti, il percorso della mostra Abstract Sex è disseminato da questo tipo di oggetti: We don’t have any clothes, only equipment, incarnando il complesso insieme di ruoli che il desiderio ha interpretato nella storia recente.

Logo Artissima per Abstract sex immagini rosse rosa e fucsia spuntano in cerchi su fondo nero

Desiderio come fuga o desiderio addomesticato?

Nelle parole dei curatori: “Se le esperienze radicali degli anni Settanta invocavano le strategie emancipatorie e rivoluzionarie del desiderio come possibilità di fuga dagli apparati di controllo capitalistici. Per contro la ‘società libidinale’ contemporanea sembra aver addomesticato il desiderio. Indirizzandolo verso oggetti di consumo e stili di vita normalizzati, suggeriti online da strutture algoritimiche. Termini come piacere, sesso e amore sembrano essere stati così completamente integrati in quello che è stato definito da Paul B. Preciado un ‘regime farmacopornografico’. Che tipo di strategie e alleati esistono oggi per riappropriarsi del desiderio, emancipandolo dalle dicotomie e dai valori imposti dal tecno-patriarcato?”.

Mutuando il titolo dell’omonimo saggio di Luciana Parisi, la mostra Abstract S 8ex opera in un contesto in cui la nostra soggettività è solo una delle forze che attraversano il corpo. Che è diventato una piattaforma di scambio di informazioni, dove le micro-politiche di batteri e virus si scontrano con le macro-politiche del sistema socio-culturali ed economico che ci circonda. In un’epoca storica in cui la definizione stessa di “essere umano” è sempre più negoziabile, Abstract Sex suggerisce temi come la disidentificazione, la post-pornografia, l’opacità e l’ibridazione come possibili ambiti di produzione di autonomia.

Info e orari

Jana, via Maria Vittoria 45/A
30 ottobre 2019 | Preview su invito, ore 22.30–24.00
31 ottobre 2019 | ore 10.00–21.00
1 novembre 2019 | ore 10.00–21.00
2 novembre 2019 | ore 10.00–24.00
3 novembre 2019 | ore 10.00–18.00
Ingresso gratuito

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Monica Col
Un lungo passato come cronista de “Il Corriere Rivoli15" e “Luna Nuova”. Ha collaborato alla redazione del “Giornale indipendente di Pianezza", e di vari altri giornali comunali. Premiata in vari concorsi letterari come Piazza Alfieri e Historica ( salone del libro 2019). Cura l’ufficio stampa di Parco Commerciale Dora, del progetto contro la violenza di genere promosso da "Rossoindelebile", e della galleria d’arte “Ambulatorio dell’Arte “. Collabora sempre come ufficio stampa in determinati eventi del Rotary distretto 2031. Ė VicePresidente dell 'Associazione di promozione sociale e culturale "Le tre Dimensioni ", che promuove arte visiva e arteterapia in collaborazione con le istituzioni del territorio. Segue la comunicazione per varie aziende Piemontesi. Ha seguito come ufficio stampa la campagna elettorale di diversi politici sia locali che regionali. Dice di sé: “L’arte dello scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole” . È questo secondo me il significato vero della scrittura. Non parole, ma emozioni. Quando riesci ad arrivare al cuore dei lettori, quando scrivi degli altri ma racconti te stesso, quando racconti il mondo, quando racconti l’uomo. Quando la scrittura non è infilare una parola dietro l’altra in modo armonico, ma creare un’armonia di voci, di sensazioni, di corse attraverso i sentimenti più intensi, attraverso anche la realtà più cruda. Questo per me è il vero significato dello scrivere.