Il progetto “Filiera Corta” in Appennino è l’iniziativa aperta a produttori, ristorazione, istituzioni e cittadini per valorizzare i prodotti tipici montani, tradizione artigianale e il territorio
C’è un’Italia che non segue le mode e non rincorre i numeri. È l’Italia dei paesi, delle vallate, delle montagne. Un’Italia che produce lentamente, che lavora con le mani, che conosce il valore del tempo. Qui il Made in Italy prende vita e forma in una stalla di pietra, in un laboratorio affacciato sulla piazza del borgo, in un caseificio che profuma di latte appena munto.
Quando si parla di prodotti tipici italiani di montagna e di paese, si parla prima di tutto di tradizione e di antichi rituali, perché è proprio il metodo artigianale a rappresentare il cuore di questa cultura produttiva. Gli artigiani seguono i ritmi naturali, rispettano le stagioni, osservano la materia prima senza cedere alla tentazione di accelerare i processi per aumentare i volumi e ogni gesto ha una funzione precisa, ogni fase risponde a un sapere antico.
Il valore dei prodotti tipici montani, tra gusto, qualità e tradizione
Dalle malghe delle Dolomiti alle masserie dell’Aspromonte, il latte arriva ancora caldo e il formaggio prende forma poche ore dopo la mungitura. Il casaro controlla la temperatura con esperienza e taglia la cagliata a mano, attende il momento giusto, ascolta il suono del siero. Questo processo conserva aromi, profumi e struttura e il risultato è un formaggio che racconta l’erba dei pascoli e l’aria pulita delle montagne e delle vallate del nostro Bel Paese. E lo stesso vale per i nostri salumi e tutti i prodotti agricoli semplici o trasformati.
Il valore artigianale emerge anche nella lavorazione delle carni. In molte aree alpine e appenniniche i norcini preparano salumi seguendo ricette familiari. Macinano la carne fresca, dosano il sale con equilibrio, utilizzano spezie naturali.
Ma c’è un elemento che accomuna casari e norcini e che fa la differenza sulla qualità dei prodotti: è la stagionatura, processo indispensabile che avviene in ambienti ventilati, spesso in case antiche con muri spessi che regolano temperatura e umidità, e dove il tempo diventa l’ingrediente fondamentale.
La naturalezza è l’elemento centrale e la forza della nostra reputazione nel mondo quando si parla di prodotti tipici alimentari italiani. Gli ingredienti semplici, come il latte, il sale e il caglio, così come la carne, gli ortaggi, le spezie, la farina, il lievito madre e, l’acqua sono il segreto di ricette essenziali che hanno attraversato i secoli e garantito autenticità e qualità.
Cosa si può fare per conservare il Made in Italy?
Il Made in Italy montano si fonda su una relazione diretta con il territorio e favorisce un’economia sostenibile. Le aziende agricole mantengono attivi territori fragili, i pascoli curati riducono il rischio di dissesto idrogeologico e le coltivazioni tradizionali preservano varietà antiche che rischierebbero l’estinzione.
Grazie alla preservazione del territorio, le produzioni artigianali conservano gli elementi primari che li contraddistinguono da quelle della grande distribuzione.
Le nuove generazioni di artigiani portano avanti questa eredità con uno sguardo moderno. Investono in formazione, comunicazione, turismo esperienziale. Aprono le porte dei caseifici, organizzano degustazioni, raccontano il processo produttivo.
È proprio in questa prospettiva che si inserisce un progetto che guarda all’Appennino meridionale come a un laboratorio di sviluppo sostenibile.
Che cos’è il progetto “Filiera Corta”
La Comunità Montana Bussento Lambro e Mingardo, insieme a UNCEM e Fondazione Montagne Italia, promuove il progetto “Filiera Corta”, un’iniziativa che punta a rafforzare le filiere agroalimentari locali e a tutelare la salute delle comunità che vivono in questo tratto di Appennino campano.
Il progetto si colloca all’interno della strategia di Green Community finanziata dal PNRR. Non si tratta di un intervento isolato, ma di un tassello di una visione più ampia che unisce sostenibilità ambientale, innovazione e sviluppo economico. La montagna diventa così protagonista di una nuova stagione di protagonismo territoriale.
La “Filiera Corta” nasce con obiettivi chiari: valorizzare i prodotti agroalimentari locali, rafforzare l’economia del territorio e promuovere modelli di consumo sostenibili e consapevoli. Obiettivi che trovano significato concreto nella costruzione di una rete territoriale strutturata, capace di mettere in relazione diretta produttori e consumatori.
Ridurre le distanze tra luogo di produzione e luogo di consumo rappresenta una scelta strategica. Significa accorciare la catena distributiva, garantire maggiore freschezza, assicurare tracciabilità. Significa anche trattenere valore economico all’interno della comunità. Ogni euro speso per un formaggio locale o per un salume prodotto in valle alimenta un circuito virtuoso che sostiene aziende agricole, laboratori artigianali, famiglie.
Come funziona e perchè è importante
Il primo passo del progetto consiste in una mappatura puntuale del territorio. La Comunità Montana costruisce un censimento dettagliato dei produttori locali: caseifici, norcini, aziende orticole, trasformatori di prodotti agricoli. Questa fotografia consente di individuare eccellenze, criticità, potenzialità di crescita e, in tal modo, la conoscenza del territorio diventa lo strumento operativo strategico e fondamentale.
Accanto ai produttori, la rete coinvolge esercizi commerciali e attività di ristorazione che scelgono di aderire al progetto. Negozi, botteghe, ristoranti, agriturismi assumono un ruolo centrale e, oltre a vendere o utilizzare prodotti tipici locali, si impegnano a informare i cittadini sull’origine, sulle caratteristiche e sul valore di ciò che propongono, diventando così ambasciatori della filiera.
Questo aspetto culturale assume un peso decisivo perché la filiera corta non riguarda soltanto la logistica, ma riguarda soprattutto la consapevolezza. Quando un ristoratore racconta la provenienza di un formaggio o spiega il metodo di stagionatura di un salume, costruisce fiducia non solo nel prodotto ma anche in tutto l’indotto che lo produce e, per estensione, rafforza il legame tra chi produce e chi consuma.
Chi può partecipare
Il progetto si rivolge a una platea ampia: produttori, imprese, Comuni, amministratori, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, cittadini, studenti, docenti. Un’apertura che favorisce una partecipazione attiva della comunità e che genera una dimensione educativa che è la base di un processo di richiamo e di attenzione per le nuove generazioni, perché coinvolgere scuole e studenti significa investire sul futuro. I ragazzi possono conoscere da vicino le realtà produttive del territorio, comprendere il valore della stagionalità, apprendere l’importanza della biodiversità. Questa formazione crea cittadini più consapevoli e potenziali imprenditori di domani.
La “Filiera Corta” si presenta quindi come un modello integrato di sviluppo locale. Coniuga valorizzazione delle produzioni tipiche, sostenibilità ambientale, innovazione digitale e partecipazione collettiva, dove l’innovazione non sostituisce la tradizione, ma la sostiene nel pieno rispetto della tradizione. Gli strumenti digitali possono facilitare la promozione dei prodotti, migliorare la logistica, favorire la comunicazione tra aziende e consumatori.
In un’area appenninica che spesso affronta spopolamento e carenza di servizi, un progetto di questo tipo rafforza il senso di appartenenza, le imprese locali acquisiscono visibilità, i giovani trovano nuove opportunità e le amministrazioni consolidano una strategia comune.
Come partecipare
La “Filiera Corta” della Comunità Montana Bussento Lambro e Mingardo offre un esempio concreto di come l’Appennino possa trasformare le proprie radici in leva di sviluppo. Il legame tra territorio, produttori e cittadini diventa asse portante di un’economia più equa, più trasparente, più radicata nel contesto locale.
Se hai una azienda agricola, produttiva, trasformi prodotti, sei un consumatore, scopri come aderire. Scrivi una mail a cartolanoa@cmbussento.it e a fondazionemontagneitalia@gmail.com
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