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Stabilimento prenotato, borsa pronta, tutti in spiaggia.

Ecco la nostra spiaggia, il nostro ombrellone e i due lettini, teli stesi, sguardo attento a destra ed a sinistra che, a seconda del carattere, sarà soddisfatto se ci sarà pubblico a cui mostrare un anno di palestra, o sollevato se non ci sarà nessuno che noterà la nostra inguaribile pigrizia che agli addominali sceglie un piatto di spaghetti con le vongole, magari consumato in un bel ristorantino sulla spiaggia.

Ormai in costume ci adagiamo sul lettino in compagnia del giornale, di un libro e dell’immancabile cellulare.

Ed ecco sopraggiungere i nostri vicini di ombrellone. Coppie, famiglie, single e magari i simpatici amici a quattro zampe. La calma sta per finire…buongiorno!

Buongiorno a voi caldo oggi, eh?

Formazione pronta: a destra la famiglia, papà fuma, la mamma al cellulare con un’amica a dettagliare la serata appena trascorsa, il figlio che guarda un video rap costringendo tutta la spiaggia a cantare insieme a Fedez, la figlia pronta all’ennesimo shooting per Instagram, il cane che scodinzola intento a scavare una buca ma solo per decidere chi sarà il primo componente della famiglia da sotterrare.

A sinistra: coppia giovane, bambini piccoli, carini, seri, timidi per i primi 8 minuti, poi urlanti, affamati, scatenati e curiosi fino al tramonto.

Noi potremmo essere ognuno di questi, il lettore riflessivo, il papà fumatore, il figlio youtuber, la donna fashionvictim, chiunque insomma.

Tutti insieme viviamo un quotidiano estivo che ci costringe a condividere spazi sempre più ristretti per far stare una fila di ombrelloni in più per intere giornate.

Il miglior reality senza casting prescelto che si possa vedere.

Le regole ci sono, ma non è sempre fondamentale conoscere le leggi per non sbagliare, spesso è sufficiente conoscere le buone maniere ed è proprio dove queste mancano che, a volte, si è costretti a finire davanti ad un giudice.

Oggi, quindi, la fonte di questo articolo è l’Accademia Italiana del Galateo, sito da cui attingere le regole di buone maniere per ogni occasione.

Piccole cose, il volume della voce, della suoneria del telefono cellulare, della musica.

La sabbia sollevata da un telo, il copricostume in un bar o più semplicemente dire al bambino che lo sentiamo anche se non urla perché così diventerà anche un adulto educato, e Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di adulti educati!

Se poi non resistiamo e giochiamo sulla battigia a racchettoni o similari, oltre ad essere maleducati, si infrange anche una legge, perché, salvo rare eccezioni, è vietato.

E’ poi vietato farsi fare massaggi sulla spiaggia da terapisti improvvisati (per mancanza di condizioni igienico-sanitarie idonee che potrebbero provocare gravi danni alla salute), lasciare l’ombrellone in spiaggia (in conformità con l’articolo 1161 del codice della navigazione che vieta l’occupazione arbitraria di spiagge demaniali), ed effettuare acquisti dagli ambulanti (legge 99/2009).

Infine attenzione al fumo, perché prende sempre più piede la lotta al fumo in spiaggia che vede sempre più comuni affiancare al divieto di gettare mozziconi a terra o in acqua (legge 221/2015), il divieto totale di fumare.

E se né il galateo né il codice civile vi ha convinti, mi appello alla più temuta regola d’oro o etica della reciprocità che ha radici profonde, dalla filosofia antica  all’ebraismo, dal confucianesimo al buddismo, dall’islam al cristianesimo e che tutti conosciamo più comunemente così:

non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.

Meditate gente.

Avete delle curiosità? Volete un parere legale? Inviate la vostra mail a info@zetatielle.com . L’Avvocato Zagarrigo vi risponderà.

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Luciano Zagarrigo
Avvocato dal 1997, Cassazionista dal 2016 Dice di sè :“Il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi e parlare; il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare” diceva Sir Winston Churchill… Nella vita come nel lavoro resta sempre un buon consiglio, e nella mia professione spesso ti salva la vita. In questo incredibile mestiere, si incrociano molte storie, coppie che si separano, bambini confusi, aziende che falliscono e lavoratori in difficoltà, ma anche famiglie che nascono così come imprese che si creano. Qualunque sia la divergenza da risolvere, la lite da sedare, non si deve mai dimenticare che al centro di ognuna di queste storie, ci sono persone, donne, uomini, bambini, imprenditori, persone che a volte hanno solo sbagliato il tempo, il tempo giusto per parlare o quello per ascoltare…Oltre 20 anni di professione con l’entusiasmo di chi vuole sempre immaginare, costruire ed osservare, cosa accadrà nei prossimi 20...”

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