Suicidio assistito:”Mario” il primo malato ad avere il via libera in Italia

Primo caso in Italia di “via libera” al suicidio assistito per “Mario” (nome di fantasia), un ragazzo che da 11 anni è paralizzato totalmente, dalle spalle ai piedi, seguito ad un incidente stradale. Il Comitato Etico della regione Marche ha stabilito che esistono i presupposti per accettare la richiesta del paziente.

La storia di Mario

Mario è un ragazzo come tanti, che un maledetto giorno della vita incappa nel suo terribile destino. Un incidente stradale, forse una svista, forse una leggerezza, ma ad oggi e allo stato attuale di salute e dei fatti, non ha più importanza stabilire le colpe.

Ciò che resta di quel giorno è un lungo calvario fatto di cure, speranza, lotta e sofferenza. Una sofferenza e un degradamento inesorabile delle condizioni di salute che Mario non sopporta più.

Sto combattendo come un leone da allora, ma a causa che i continui peggioramenti della mia disabilità e la stanchezza mentale di vivere una vita che di vita naturale e dignitosa non ha più nulla, sono stanco e voglio essere libero di scegliere sul mio fine vita“. Dichiara Mario in un video dell’Associazione Luca Coscioni.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Si batte per l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani. In particolare, si legge sul sito, “quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione”.

Perchè si, in 4 punti

Nel comunicato dell’Associazione si legge: “Il comitato etico ha esaminato la relazione dei medici che nelle scorse settimane hanno attestato la presenza delle 4 condizioni stabilite dalla Corte Costituzionale nella sentenza Cappato-Dj Fabo“.

Di fatto, Mario è tenuto in vita esclusivamente da trattamenti sanitari che, se venissero a mancare, non permetterebbero l’esistenza autonoma del paziente.

Quella di Mario purtroppo, è una patologia irreversibile.

Le sue sofferenze sono atroci, sia dal punto di vista fisico che psicologico. E Mario è perfettamente in grado di intendere e di volere. E’ consapevole ed in grado di prendere decisioni.

Mario non vuole più soffrire. Mario ci ha provato. Fino ad oggi. Mario vuole scegliere in tutta consapevolezza.

E con tale consapevolezza, Mario, da tempo, ha deciso di scegliere il suo fine vita.

Il caso Cappato-Dj Fabo

“La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 580 del codice penale, nella parte in cui non esclude la punibilità di chi, con le modalità previste dagli artt. 1 e 2 della legge 22 dicembre 2017, n. 219 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento) – ovvero, quanto ai fatti anteriori alla pubblicazione della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, con modalità equivalenti nei sensi di cui in motivazione-, agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente”. (Sentenza della Corte Costituzionale n. 242/2019).

E’ il caso Marco Cappato-Dj Fabo, che si chiude con un’assoluzione perchè il reato non sussite.

Marco Cappato è colui che ha aiutato Fabiano Antoniani ad andare in Svizzera per porre fine alle sue sofferenze, attraverso il suicidio assistito.

Con questa sentenza, la corte Costituzionale stabilisce le 4 condizioni che, di fatto, assolvono definitivamente chiunque proceda al suicidio assistito. E non solo.

La Corte ha definitivamente assolto Mario Cappato dalle accuse in quanto il fatto non sussiste.

“Ora mi sento più leggero”

Sulla base di questa sentenza, per la prima volta in Italia, il Comitato Etico dell’ASL di una regione ha dato il via libera alle richieste di Mario.

“Mi sento più leggero, mi sono svuotato di tutta la tensione accumulata in questi anni”. Ha dichiarato Mario al momento della notizia.

Su indicazione di Mario, procederemo ora alla risposta all’Azienda sanitaria unica regionale delle Marche e al comitato etico, per la parte che riguarda  le modalità di attuazione della scelta di Mario, affinché la sentenza Costituzionale e la decisione del Tribunale di Ancona siano rispettate. Forniremo, in collaborazione con un esperto, il dettaglio delle modalità di autosomministrazione del farmaco idoneo per Mario, in base alle sue condizioni. La sentenza della Corte costituzionale pone in capo alla struttura pubblica del servizio sanitario nazionale il solo compito di verifica di tali modalità previo parere del comitato etico territorialmente competente”. Ha dichiarato Filomena Gallo, codifensore di Mario insieme agli avvocati Massimo Clara, Angelo Calandrini, Cinzia Ammirati, Francesca Re, Rocco Berardo e Giordano Gagliardini (fonte sito Associazione Luca Coscioni).

Il caso di Mario è il primo in Italia ed è possibile che apra uno scenario completamente nuovo per le leggi che regolano l’eutanasia.

Ma per questo ci vorrà ancora molto tempo.

Suicidio Assistito - una mano aperta verso il cielo libera una farfalla colorata che vola in alto