Vincenzo Salemme in “…e fuori nevica” una serata per festeggiare insieme al pubblico 50 anni di teatro, prodotto da Chi è di scena, organizzato e distribuito da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci e Stefano Francioni per Stefano Francioni Produzioni.
Lo spettacolo è scritto diretto e interpretato da Vincenzo Salemme
…e fuori nevica
Nel 1994 Vincenzo Salemme scrive … e fuori nevica..!, una commedia che racconta, con ironia e tenerezza, la storia di tre fratelli molto diversi tra loro, accomunati da un profondo bisogno di affetto e di appartenenza.
Francesco, detto Cico, il maggiore, è un uomo con un disturbo dello spettro autistico: alterna straordinarie capacità cognitive a difficoltà nelle azioni più semplici. Quando è felice urla “Nevica, nevica!”, si rifugia nella purea per calmare l’ansia e coinvolge continuamente i fratelli nei suoi giochi di fantasia.
Stefano, il fratello di mezzo, conduce una vita apparentemente ordinaria. Laureato e agente di cambio, sogna di sposare Nora, con la quale però intrattiene una relazione ancora solo telefonica, ostacolata dalla severa madre della ragazza.
Enzo, il più giovane, è uno spirito libero e irresponsabile: finge di fare il musicista, vive alla giornata e torna a casa solo dopo la morte della madre.
La lettura del testamento cambia il destino di tutti. Per ottenere l’eredità, i tre dovranno continuare a vivere insieme, senza lasciare solo Cico. La condizione mette Stefano ed Enzo davanti a una scelta difficile: rinunciare ai propri progetti o assumersi finalmente la responsabilità del fratello.
Tra equivoci, situazioni esilaranti e momenti di intensa umanità, la convivenza farà emergere paure, fragilità e desideri di ciascuno. Dietro la comicità si nasconde una riflessione profonda sui legami familiari, sulla diversità, sulla responsabilità e sul bisogno universale di essere amati e di sentirsi parte di una famiglia.
Vincenzo Salemme
“Ho deciso di rimettere in scena questa commedia dopo trent’anni dall’ultima volta. Con un nuovo cast e una nuova regia. Quando Enzo Iacchetti mi chiese di scrivere una commedia per tre attori, tra i quali lui stesso, accettai con entusiasmo di inventare una storia con al centro un protagonista dalla testa speciale. Un eroe imprevedibile come Cico, capace di vincere i pregiudizi e le ipocrisie del cosiddetto mondo normale. Cico, nella mia commedia, non ha una precisa patologia mentale, non sono un medico per potermi addentrare in tecnicismi psichiatrici. Cico è soltanto una persona con un equilibrio psicofisico molto molto particolare. É un unicum in un mondo di omologati. Ma, in tutti questi anni, è stato capace di arrivare al cuore di tutti quelli che hanno a cuore il disagio e la diversità dei fragili“.


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