WhatsApp ha sicuramente rivoluzionato il modo di “connettere” le persone, tramite lo smartphone, naturalmente.

Nato nel 2009, come alternativa al classico “messaggino”, SMS per gli amici, si è pian piano trasformato, dal giorno dell’acquisizione da parte del gruppo Facebbok Inc, 19 febbraio 2014, in un vero e proprio social.

Lo sappiamo tutti, con Whatsapp è possibile scambiare messaggi di testo, immagini, video, file audio, nonché informazioni sulla propria posizione, documenti e informazioni in genere. Insomma, occupare il tempo libero, le pause pranzo, ma soprattutto comunicare anche con l’estero a costo zero.

Il tutto gratis, nonostante le “catene” che ogni tanto saltano fuori, il mitico “fai girare”, che alla lunga fa girare gli zebedei, che preannuncia, ad una certa data, che il servizio diventerà a pagamento.

WhatsApp è, e rimarrà, gratuito, mentre il servizio di messaggistica “ufficiale”, SMS e MMS, continua ad essere offerto a pagamento, dai vari gestori telefonici.

Personalmente continuo a preferire la telefonata classica, si, perché WhatsApp, ormai h sostituito anche la classica telefonata: trovo atroce la sequenza ragistra-ascolta-rispondi, che comunque viaggia su linee dati anziché telefoniche, ma è un parere del tutto personale.

Preferisco anche e ancora, “parlare” di persona, ma è per via dell’età. Perdonatemi.

Tutto bene? Tutto a posto?

Pare proprio di no.

Purtroppo ci sono brutte notizie per chi possiede uno smartphone non di ultima generazione, soprattutto dotati di sistemi operativi non aggiornati.

Gli sviluppatori della piattaforma, fanno sapere infatti che, dal 1 febbraio 2020, alcuni device con sistema operativo non aggiornato, non potranno più ricevere gli update dell’applicazione.

Come accaduto mesi orsono, l’azienda vuole mettere da parte alcuni modelli di telefono, fa ridere chiamarlo ancora così, ritenuti obsoleti per le novità del protocollo.

Come già sottolineato, ormai WhatsApp, permette di fare di tutto, rendendo però l’applicazione pesante, a scapito di device con poca memoria e processori non troppo veloci.

La lista dei device non supportati

  • Android con versione 2.3.7 o precedente (dal 1° Febbraio 2020)
  • iPhone con versione di iOS 7 o precedente (dal 1° Febbraio 2020)
  • Nokia S40 e S60 (già disattivato dal Dicembre 2017)
  • Smartphone con Windows Phone (da Dicembre 2019), BlackBerry OS (già disattivato da Dicembre 2017), BlackBerry 10 (già disattivato da Dicembre 2017)

Per capire quale tipo di versione del sistema operativo è installata sul vostro smartphone, basterà seguire la seguente procedura:

  • Android: Impostazioni –> Sistema –> Informazioni su…e troverete la versione di Android
  • iOS: Impostazioni –> Generali –> Info/Aggiornamento software…e troverete la versione di iOS

Resta il fatto che, fra poco meno di un mese, alcuni telefonini potranno utilizzare il servizio, ma col rischio di trovarsi il telefono stesso “inpallato”, e di non poter usufruire di tutti i servizi previsti da WhatsApp.

Una mossa per far cambiare lo smartphone a parecchi utenti? Può darsi.

WhatsApp: l’Unione Nazionale Consumatori non ci sta

Abbiamo scritto a WhatsApp, chiedendo chiarimenti e garanzie” riferisce l’avvocato Massimiliano Dona, presidente dell’Unc.

Dona spiega di avere chiesto a WhatsApp “in particolare, se sarà possibile utilizzare l’App e con quali limitazioni, se si correranno rischi per la sicurezza e la privacy, se sarà comunque garantito l’accesso all’archivio dei vecchi messaggi e relativi allegati, come foto e video“.

Anche se i modelli di smartphone interessati sono relativamente datati, il consumatore deve poter continuare ad accedere all’applicazione, senza rischi” chiarisce il presidente dell’associazione italiana dei consumatori.

Secondo Dona, infine, “vanno poi tutelate le fasce più deboli della popolazione, magari anziane, che non hanno possibilità di cambiare apparecchio“.

Staremo a vedere. Vi tengo aggiornati su Zetatielle, o vi mando un whatsapp…