La terza serata di Sanremo 2026 è stata una sfilata travestita da gara canora. Più che l’ordine di uscita, contava la palette. Più che le tonalità vocali, quelle Pantone. E tra archivio couture, velluti strategici e make-up che urlano (o sussurrano) “guardami”, ecco le pagelle moda – con amore, ma senza sconti.
Laura Pausini: archivio sì, beauty nì
Apre la serata Laura Pausini con un abito dall’archivio FW 2020 firmato Alberta Ferretti. L’abito è oggettivamente splendido: costruzione impeccabile, silhouette elegante, presenza scenica da vera opening queen.
Ma Il beauty look, dichiaratamente ispirato a Sex and the City, non regge il confronto con la potenza dell’abito. Il fiocco tra i capelli è oversize, quasi invadente, e la riga centrale sottolinea il profilo senza valorizzarlo. È un caso da manuale di “accessorio che comanda troppo”.
Si riscatta nella performance in total white una mermaid luminosa e coerente. Poi vira sul voile giallo mimosa con gioielli importanti (forse troppo per chi ama la sottrazione) e chiude con un rosso mattone decisamente “mamma della sposa deluxe”. Eleganza sì, ma con qualche esitazione di styling.
Gianluca Gazzoli: maître di sala, più che presentatore
Gianluca Gazzoli introduce le Nuove Proposte con una giacca di velluto blu spezzata da pantalone bianco. L’effetto? Più “e ora vi porto il menù degustazione” che “benvenuti sul palco dell’Ariston”. Chic, ma da ristorante stellato.
Nuove Proposte: vince il nero (e Nicolò)
Nicolò Filippucci punta su un rock romantico total black: pantalone scintillante e camicia in chiffon trasparente. Molto chic, molto consapevole. Vince la sfida canora e, senza troppi dubbi, anche quella di stile.
Angela Bove passa dal bianco al nero, top knot bun e suggestioni anni ’70 con vita bassa. Meno impattante rispetto alla sera precedente, ma coerente.
Coppie e contrasti
Maria Antonietta insiste con il mood ’60: minidress con oblò, stivali azzurri a contrasto, cut crease grafica e mini eyeliner che cita Twiggy. I capelli rossi amplificano il contrasto.In coppia con Colombre, camicia a pois e mocassini verdi: sembra uscito da una copertina indie ben studiata. Funzionano, insieme e separati.
Irina Shayk: lezione di stile
E passerella (nero, sempre nero)
La bellezza algida di Irina Shayk lascia senza fiato. Primo look: abito lingerie dall’archivio Givenchy by Riccardo Tisci, guanti, collant, sandali piumati.
Poi una salopette con cappello, quindi pelliccia con scollo laterale vertiginoso. Il nero domina ogni cambio, ma si accende di frange, paillettes, inserti oro. Il beauty resta coerente: no make-up make-up, labbra ultra gloss, capelli sciolti e ondulati. È una masterclass su come cambiare tutto senza cambiare mai identità.
Gli uomini: tra velluti e nostalgie
Leo Gassman: pantalone nero e polo con scollo a V che valorizza (fin troppo) il torace. Mancava solo la collana gold per completare il quadro anni ’80.
Sal Da Vinci ingessato in total black, in contrasto con la sua solarità partenopea.
Raf in velluto da principe azzurro. Prima di entrare cerca le chiavi in tasca o compie un gesto scaramantico? Poco bon ton, ma molto umano.
Eros Ramazzotti sceglie Armani, total black e camicia luccicante, duettando con Alicia Keys, jumpsuit in pelle nera e hairstyle da standing ovation.
Francesco Renga: no, i cristalli non fanno per te.
Eddie Brock vibes per un doppio petto color cioccolato latte che non rende giustizia.
Le donne che convincono (e quelle meno)
Malika Ayane tra le top assolute: abito nero in macro-paillettes, guanti lunghi in pelle, beauty intenso ma calibratissimo, capello wet à la garçonne. Très chic.
Virginia Raffaele impeccabile nel trucco, meno nell’abito in paillettes: convince a metà.
Serena Brancale sceglie la sottrazione, ma tra abito, pelle e capelli il minimal diventa “troppo”. Nude make-up e liscio ultra basic: manca un punto luce, un twist.
Poi finalmente la luce invade il palco con Arisa: tempestata di cristalli, coda alta che slancia la silhouette, make-up perfetto che esalta senza mascherare. Applausi.
Gli indecifrabili (o quasi)
13 Pietro sembra uscito da un editoriale anni di piombo: verde oliva, fango, occhiali da intellettuale-esploratore.
Samurai Jay: copia e incolla di Achille Lauro? L’ispirazione è evidente, l’originalità meno.
Sayf in camicia effetto lurex: brillante sì, ma quasi accecante. Servono gli occhiali da sole.
Luche in pelliccia e occhiali da sole forse ha sbagliato località non è saint moritz
Eleganza d’autore e pelle di luna
Michele Bravi sceglie un tailor made firmato Antonio Marras, bagliori di rosso e linea anni ’50. Coerente, raffinato.
Subito dopo Mara Sattei: pelle di luna, capelli di grano, occhi accesi da oro e bronzo, labbra definite con precisione sartoriale. Bellezza costruita con misura.
Pagella finale?
- Top look: Malika Ayane, Arisa, Irina Shayk, Mara sattei , Michele bravi ex equo con raf
- Vincitore stile Nuove Proposte: Nicolò Filippucci
- Archivio usato meglio: Givenchy by Tisci
- Vorrei ma non posso: cristalli maschili fuori controllo Renga e Sayf
- Troppo basic: minimal senza accento Eddie Brock e 13 Pietro
Seguimi sul mio sito ufficiale e suoi social instagram e facebook
Potrebbe interessarti anche:
Sanremo 2026 terza serata: Carlo Conti a caccia di audience e di consensi
Abiti e make up di Sanremo 2026: cronaca semiseria di una passerella emotiva
Sanremo 2026 seconda serata: Glamour strategico e minimalismi coraggiosi
Sanremo 2026, gelo tra Achille Lauro e Fedez? Il mistero della scaletta
immaigne di copertina screenshot da video youtube


