I Distretti del Cibo si confermano sempre più come uno strumento centrale per il futuro dell’agroalimentare italiano e per la crescita sostenibile dei territori. È quanto emerso con chiarezza durante la IV Assemblea della Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo, ospitata nella Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf).
Un appuntamento che ha visto una forte partecipazione istituzionale e una convergenza significativa tra Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ANCI e UNCEM, tutte concordi nel riconoscere ai distretti un ruolo cruciale nella governance territoriale e nella transizione verso modelli agroalimentari più sostenibili.
Una visione condivisa per il futuro
Nel corso dell’assemblea, il sottosegretario Patrizio La Pietra ha sottolineato la necessità di “regole omogenee tra le regioni per il riconoscimento dei distretti”, evidenziando l’importanza di un coordinamento più efficace delle risorse. Sulla stessa linea il collega Luigi D’Eramo, che ha ribadito il valore dei distretti per lo sviluppo sostenibile e la promozione delle produzioni di qualità e biologiche.
Forte anche il sostegno della Conferenza delle Regioni, con l’impegno a individuare nuove risorse per sostenere i progetti già pronti. In particolare, l’assessore calabrese Gianluca Gallo ha sollecitato un maggiore investimento sia a livello nazionale che regionale, aprendo alla possibilità di nuove programmazioni dedicate.
Bond: “Non disperdere competenze e progettualità”
In una nota, il presidente della CPA della Conferenza delle Regioni, Dario Bond, ha evidenziato come sia “essenziale non disperdere il patrimonio di progettualità e competenze già maturato”.
Secondo Bond, la chiave per affrontare sfide come sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e coesione sociale risiede nella cooperazione tra soggetti diversi. Da qui l’invito a rafforzare una visione sistemica, capace di integrare strategie a livello nazionale ed europeo.
La proposta della Consulta
Dal presidente della Consulta, Angelo Barone, è arrivata una proposta concreta: utilizzare la rimodulazione dei fondi di coesione per finanziare i 45 progetti già pronti e immediatamente cantierabili del secondo bando.
“È un’occasione da non perdere – ha spiegato – per trasformare rapidamente idee e progettualità in interventi reali sui territori”.
Cresce il ruolo dei distretti biologici
Tra le novità emerse, anche il rafforzamento della Consulta con l’ingresso dei distretti biologici riconosciuti dalle regioni. Un passo importante verso una maggiore integrazione delle politiche distrettuali, accompagnato dall’annuncio – da parte del vicepresidente Ignazio Garau – dell’apertura di un tavolo tecnico dedicato.


Il sostegno delle istituzioni e del territorio
Presente all’incontro anche Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura della Camera, che ha annunciato una futura audizione parlamentare sul tema.
Dal lato dei comuni, Michele Conti, sindaco di Pisa e delegato ANCI all’agricoltura, ha ribadito l’impegno a valorizzare le produzioni locali e l’enogastronomia come strumenti per contrastare lo spopolamento delle aree interne.
Verso il Salone della Dieta Mediterranea
L’assemblea si è conclusa con uno sguardo al futuro: il presidente della Fondazione DMED, Emilio Ferrara, ha annunciato la nuova edizione del Salone della Dieta Mediterranea, in programma a Napoli dall’11 al 13 giugno.
In quell’occasione, la Consulta chiuderà i lavori rilanciando i Distretti del Cibo come pilastro per la promozione della dieta mediterranea e della cucina italiana, patrimonio UNESCO.
In sostanza, i Distretti del Cibo emergono come un modello sempre più solido e condiviso, capace di coniugare sviluppo economico, sostenibilità e identità territoriale. La sfida ora sarà trasformare questa visione in investimenti concreti e politiche coordinate, per dare piena attuazione al potenziale già espresso sul territorio nazionale.
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