Debiti famigliari: prestiti, mutuo, pignoramento e pericolo di perdere la casa. Cosa fare? La semplice, ma grande, proposta di UCI

Non riesco a pagare il mutuo… Come evitare la perdita della casa per debiti… Rischio il pignoramento della casa, cosa devo fare… Come evitare l’asta immobiliare…“: queste sono le domande tra le più frequenti nei motori di ricerca. Negli ultimi anni il tema dei debiti famigliari è un male che affligge e coinvolge, purtroppo, sempre più persone. Aumentano i nuclei famigliari che faticano a sostenere le spese quotidiane, pagare le rate del mutuo o far fronte agli impegni finanziari presi nel tempo.

Le cause sono diverse e spesso si intrecciano: perdita del lavoro, redditi instabili, aumento del costo della vita e difficoltà ad accedere a strumenti di sostegno tempestivi, complici anche gli effetti del lungo periodo di pandemia, che ha segnato profondamente l’economia del Paese, con la paralisi di molte attività e posti di lavoro e conseguenze ancora visibili sulla stabilità finanziaria di numerose famiglie. Ma quando la situazione peggiora, le conseguenze possono essere pesanti, fino ad arrivare nei casi più gravi alla perdita della casa e all’avvio in procedure esecutive.

In questo contesto, cresce la necessità di strumenti più efficaci per prevenire le crisi e aiutare le famiglie a gestire i debiti prima che la loro situazione diventi insostenibile, e l’intervento delle istituzioni è un passaggio fondamentale per sostenere tutto l’impianto sociale e gestire una crisi economica dalle dimensioni storiche.

Qual è il contesto normativo in cui si inseriscono i nuovi disegni di legge sul sovraindebitamento?

Sono due i disegni di legge attualmente all’esame della Commissione Giustizia del Senato che introducono un intervento organico sul tema del sovraindebitamento.

La Commissione, presieduta dal Sen. Avv. Giulia Buongiorno, sta analizzando proposte che mirano a rivedere profondamente il sistema degli organismi di composizione della crisi e a rafforzare gli strumenti di tutela anticipatoria.

La relatrice, Sen. Avv. Erika Stefani, ha portato avanti un impianto normativo che include misure concrete come l’istituzione di un fondo “salva casa” da 200 milioni di euro annui, una piattaforma digitale per l’autovalutazione della solvibilità e l’introduzione di servizi di consulenza sul debito accessibili e gratuiti. Questo intervento legislativo punta a ridefinire l’approccio alla gestione del debito delle famiglie, con un’attenzione crescente alla prevenzione.

Le norme proposte mostrano una chiara volontà di superare una visione limitata alla gestione delle crisi conclamate, per introdurre un sistema capace di intercettare le difficoltà prima che si aggravino e diventino irreversibili.

debti famigliari - nalla foto il tavolo conferenze del Senato Italiano con seduti un uomo in giacca e cravatta, al centro una donna con camicia bianca e alla sua suiistgra un'altra donna. sopra di loro appeso al murop c'è un televisore che riprende la conferenza

Perché il sovraindebitamento rappresenta oggi un’emergenza sociale in Italia?

Il fenomeno del sovraindebitamento ha assunto dimensioni tali da configurarsi come una vera emergenza sociale. sono oltre sette milioni le persone si trovano in condizioni di difficoltà finanziaria strutturale. È uno scenario che produce effetti profondi sul tessuto economico e sociale del Paese e le ricadute coinvolgono il mercato immobiliare, il sistema creditizio e la stabilità delle famiglie.

A tal proposito, l’audizione in Commissione Giustizia di Massimiliano Albanese, Segretario Federale dell’Unione Italiana Consumatori (UCI) ha offerto un quadro esaustivo della situazione in Italia: «Con oltre sette milioni di persone sovraindebitate, l’Italia sta vivendo una vera e propria emergenza in questo ambito»., evidenziando la sistematicità del problema, che non riguarda più solo singoli casi isolati ma un fenomeno diffuso e persistente. La crescita del costo della vita, l’instabilità lavorativa e l’accesso spesso poco consapevole al credito contribuiscono a un contesto in cui sempre più famiglie faticano a rispettare gli impegni finanziari, con conseguenze che si riflettono direttamente sulla qualità della vita.

Quali limiti presenta l’attuale sistema normativo nella gestione del debito?

L’attuale sistema normativo si basa in larga parte su interventi che si attivano quando la crisi è già conclamata. Questo approccio ex post limita l’efficacia delle misure, perché interviene quando le possibilità di recupero risultano ridotte e i margini di manovra per il debitore sono già compromessi. Durante l’audizione, è emersa con chiarezza la necessità di un cambio di paradigma.

Il modello attuale fatica a prevenire le situazioni di insolvenza e tende a gestire le conseguenze più che le cause. Le procedure esecutive, come il pignoramento immobiliare, rappresentano spesso l’esito finale di un percorso evitabile se intercettato in anticipo.

Inoltre, questo meccanismo è penalizzante perchè genera anche inefficienze economiche, causando la liquidazione forzata degli asset e, di conseguenza, riducendo il valore recuperabile. UCI sposa il motto “prevenire è meglio che curare” e sottolinea l’urgenza di costruire strumenti più efficaci, capaci di intervenire nelle fasi iniziali della difficoltà finanziaria, perché un sistema orientato alla prevenzione può ridurre il numero di procedure giudiziarie e favorire soluzioni più sostenibili per tutte le parti coinvolte.

In che modo il fenomeno colpisce le famiglie e il diritto alla casa?

Il sovraindebitamento incide direttamente sulla stabilità abitativa delle famiglie che, non riuscendo a sostenere il pagamento del mutuo, rischiano di perdere la propria casa, e l’attuale sistema di pignoramento e vendita all’asta causano una significativa perdita di valore economico dell’immobile.

Massimiliano Albanese ha descritto in modo chiaro questa dinamica: «Ci sono oltre 150mila famiglie l’anno che, a causa dei debiti, non riescono a pagare i mutui e finiscono per perdere la casa, che viene pignorata e messa all’asta, quasi sempre con una perdita rilevante di valore realizzabile».

La perdita dell’abitazione non rappresenta solo un danno economico, ma è la palla di neve che diventa valanga e che travolge e sconvolge la stabilità di una famiglia minandola alle sue fondamenta e influendo sul suo contesto sociale. In ultimo, ma non certo per importanza, il sistema delle aste immobiliari, caratterizzato da ribassi progressivi, contribuisce a svalutare gli immobili, generando un circolo vizioso che penalizza sia il debitore sia il mercato nel suo complesso.

Che cos’è la cartolarizzazione a valenza sociale proposta dall’UCI?

Tra le proposte più rilevanti emerse durante l’audizione in Senato dell’Avv. Albanese, figura l’introduzione della cartolarizzazione a valenza sociale come strumento di tutela anticipatoria.

Si tratta di un meccanismo già previsto dall’ordinamento dal 1999, ma finora poco utilizzato.

In buona sostanza, è uno strumento che consente di trasferire il credito relativo al mutuo a una società di cartolarizzazione sociale, che estingue il debito e diventa proprietaria dell’immobile. Il punto centrale risiede nelle modalità di gestione dell’immobile stesso. Il bene non entra nel circuito delle aste con ribassi progressivi, ma viene valorizzato attraverso una valutazione di mercato oggettiva.

Successivamente, l’immobile può essere riacquistato dal debitore tramite formule come il rent-to-buy, una tipologia di contratto che permette di continuare ad abitare la casa come inquilino, pagando un canone mensile d’affitto, con la possibilità di acquistarlo in un secondo momento, rivalutando il vecchio meccanismo del “contratto a riscatto”, caduto un pò in disuso negli ultimi decenni.

Quali vantaggi offre la cartolarizzazione alle famiglie?

In pratica, una parte dell’affitto versato viene “scontata” dal prezzo finale di vendita. Dopo un periodo stabilito nel contratto, l’inquilino può decidere se comprare la casa, diventandone proprietario alle condizioni fissate in anticipo, oppure rinunciare all’acquisto.

In questo caso l’immobile viene venduto senza ribassi e l’eventuale plusvalore viene riconosciuto al debitore. Questo modello introduce una logica completamente diversa rispetto alle procedure tradizionali, perché punta a preservare il valore economico e sociale dell’immobile, offrendo alle famiglie due vantaggi: il primo è quello di continuare ad abitare nella loro casa, il secondo, di avere un periodo di tempo per poter risanare i debiti famigliari e risollevare la situazione finanziaria. Il secondo, è mantenere una prospettiva concreta di recuperare l’immobile in qualità di proprietari.

Quali vantaggi offre questo modello rispetto alle procedure esecutive tradizionali?

Da un punto di vista strettamente economico, la cartolarizzazione sociale introduce una serie di vantaggi significativi rispetto alle procedure esecutive tradizionali.

Prima di tutto, evita la svalutazione degli immobili tipica delle aste giudiziarie, dove i ribassi progressivi riducono il prezzo finale di vendita. Questo aspetto consente di preservare il valore degli asset immobiliari e di garantire una maggiore equità nel trattamento del debitore.

Inoltre, il modello favorisce una gestione più efficiente dei crediti deteriorati, trasformando una situazione di crisi in un’opportunità di riorganizzazione finanziaria. Massimiliano Albanese ha sintetizzato questa visione in modo chiaro: «Per questo, nell’ambito dell’audizione in Senato, abbiamo chiesto di inserire la cartolarizzazione a valenza sociale tra le forme di tutela anticipatoria della crisi da sovraindebitamento». L’approccio proposto permette anche di coinvolgere capitali privati in un’ottica sociale, creando un ponte tra finanza e interesse collettivo. Questo elemento rappresenta un punto di svolta nella gestione del debito, perché introduce logiche di sostenibilità e responsabilità.

Come può la finanza privata contribuire alla coesione sociale?

Uno degli aspetti più innovativi delle proposte riguarda il ruolo della finanza privata. Il modello di cartolarizzazione sociale consente di orientare gli investimenti verso obiettivi di interesse generale, creando un equilibrio tra rendimento economico e impatto sociale. In questo contesto, la gestione dei crediti deteriorati assume una funzione diversa, diventando uno strumento per sostenere le famiglie e rafforzare la coesione sociale. Massimiliano Albanese ha evidenziato questo passaggio con una dichiarazione significativa: «Questo modello può trasformare la gestione dei crediti deteriorati in un’opportunità di coesione sociale, orientando la finanza privata verso obiettivi di interesse generale e superando la logica puramente liquidatoria delle procedure esecutive».

La possibilità di superare la logica puramente liquidatoria delle procedure esecutive apre la strada a un sistema più equilibrato, in cui gli interessi degli investitori si integrano con quelli dei cittadini. Questo approccio contribuisce anche a ridurre la pressione sul settore pubblico, grazie all’attivazione di risorse private in ambito sociale.

Massimiliano Albanese indossa giacca e cravatta camicia bianca, è seduto ad una scrivania e sta parlando
Avv. Massimiliano Albanese – Segretario Federale Unione Consumatori Italiani

Qual è il ruolo della consulenza sul debito nel nuovo impianto normativo?

La consulenza sul debito rappresenta uno degli elementi centrali del nuovo impianto normativo. I disegni di legge prevedono l’introduzione di servizi gratuiti e accessibili a tutti i cittadini, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per la gestione delle difficoltà finanziarie.

Questo servizio assume un ruolo strategico, perché consente di intervenire nelle fasi iniziali della crisi, quando esistono ancora margini per una soluzione sostenibile. L’UCI ha sottolineato l’importanza di garantire standard qualitativi elevati nella selezione dei soggetti eroganti, evitando un approccio basato esclusivamente su criteri quantitativi.

La qualità della consulenza incide direttamente sull’efficacia delle misure di prevenzione, perché orienta le scelte dei cittadini e favorisce una maggiore consapevolezza finanziaria. Un sistema di consulenza ben strutturato può ridurre il rischio di sovraindebitamento e migliorare la gestione delle risorse familiari, contribuendo alla stabilità economica complessiva.

In che modo le piattaforme digitali possono supportare i cittadini?

Le nuove piattaforme digitali previste dai disegni di legge introducono strumenti innovativi per l’autovalutazione della sostenibilità finanziaria. Questi sistemi consentono ai cittadini di analizzare la propria situazione economica in modo semplice e immediato, favorendo una maggiore consapevolezza. L’utilizzo di strumenti digitali rappresenta un passo avanti significativo, perché rende accessibili informazioni che spesso risultano complesse da interpretare. Tuttavia, l’UCI ha evidenziato la necessità di evitare distorsioni nel mercato del credito.

Le piattaforme devono essere utilizzate esclusivamente come strumenti di supporto, senza influenzare in modo improprio le decisioni degli intermediari finanziari. Questo equilibrio risulta fondamentale per garantire la trasparenza e la tutela dei consumatori. Un uso corretto delle tecnologie digitali può migliorare la gestione del debito e favorire comportamenti più responsabili, contribuendo a prevenire situazioni di crisi.

Qual è l’obiettivo finale delle riforme in discussione?

Le riforme in esame puntano a costruire un sistema più efficace, capace di affrontare il sovraindebitamento in modo strutturale. L’obiettivo non riguarda solo la gestione delle crisi, ma anche la prevenzione e la re-inclusione economica dei cittadini. Questo approccio introduce una visione più ampia, che considera il debito come un fenomeno complesso, legato a dinamiche economiche e sociali.

La conclusione dell’intervento di Massimiliano Albanese riassume chiaramente questa prospettiva: «L’obiettivo deve essere quello di costruire un sistema capace non solo di gestire la crisi ma di prevenirla e trasformarla in un’occasione di ripartenza per famiglie e consumatori». Questo orientamento segna un cambiamento importante nella politica economica e sociale, perché pone al centro la sostenibilità e la dignità delle persone. Le misure proposte offrono una base concreta per sviluppare un sistema più equo ed efficiente, in grado di rispondere alle esigenze di un contesto in continua evoluzione, garantendo alle famiglie un sostegno reale e incidendo positivamente sull’economia nazionale.

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Tina Rossi
Tina Rossi
(a.k.a. Fulvia Andreatta) Editrice. Una, nessuna e centomila, il suo motto è “è meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani” Dice di sé:” Per attimi rimango sospeso nel vuoto,giuro qualche volta mi sento perduto, io mi fido solo del mio strano istinto, non mi ha mai tradito, non mi sento vinto, volo sul trapezio rischiando ogni giorno, eroe per un minuto e poi...bestia ritorno...poi ancora sul trapezio ad inventare un amore magari...è solo invenzione, per non lasciarsi morire...”
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