Annegamenti in piscina: non basta fare attenzione

Sebbene i dati evidenzino un calo degli annegamenti in piscina, ogni singola vita persa rimane una tragedia inaccettabile. E quando la vittima è un bambino, la tragedia è doppia. L’unico obiettivo tollerabile per il futuro è raggiungere lo zero assoluto”.

Con queste parole, Federalberghi, commenta il rapporto realizzato dal Centro studi della federazione, che ha passato al setaccio le notizie riportate dagli organi di informazione nazionali e locali negli ultimi cinque anni.

La corretta prevenzione nasce dalla sinergia tra una gestione rigorosa, la responsabilità degli ospiti e la vigilanza assoluta sui più piccoli. In vista dell’apertura della stagione balneare, Federalberghi ha stilato un pacchetto di raccomandazioni, rivolto a turisti e operatori, per favorire la prevenzione degli incidenti e aiutare tutti a trascorre un’estate sicura e serena”.

Il rapporto di Federalberghi

Il Centro studi di Federalberghi ha rilevato 63 annegamenti avvenuti nelle piscine italiane nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2022 e il 31 maggio 2026, con una media di circa 14 casi per anno.

Il dato è più che dimezzato rispetto alla media di 30 – 40 annegamenti per anno rilevata dall’Istituto Superiore di Sanità nel quinquennio precedente (2016 – 2021), ricorrendo a un’analoga metodologia.

L’indagine ha riguardato tutte le tipologie di piscine: quelle annesse alle abitazioni, gli impianti aperti al pubblico e le piscine riservate agli ospiti delle strutture ricettive.

Il 57% degli annegamenti (36) riguarda i bambini, con 17 casi tra i piccolissimi (sino a 4 anni di età) e 19 nella fascia tra 5 e 14 anni.

La principale causa di annegamento è il malore in acqua, con 28 casi su 63 (44,4%).

Seguono, con 23 casi (36,5%), gli episodi in cui un minore è sfuggito al controllo degli adulti.

Il 44,4% degli annegamenti (28) è avvenuto in piscine aperte al pubblico, quali i centri sportivi (12), i parchi acquatici (7), le piscine comunali (5), gli stabilimenti termali (2) e le piscine delle strutture ricettive aperte anche al pubblico esterno (2).

Il 28,6% dei casi (18) si è verificato in piscine annesse a private abitazioni (in proprietà o in affitto).

Un ulteriore 27% (17) è avvenuto in piscine riservate agli ospiti delle strutture ricettive, tra cui 9 in strutture extralberghiere (agriturismi, bed and breakfast, campeggi, etc.) e 8 in strutture alberghiere.

12 raccomandazioni per un’estate serena

Una corretta prevenzione nasce dalla sinergia tra una gestione rigorosa, la responsabilità degli ospiti e la vigilanza assoluta sui più piccoli.

Per la direzione e lo staff

La prevenzione comincia da una gestione impeccabile e da un team preparato.

1. Conformità agli standard. Rispetta scrupolosamente le norme e le buone prassi in materia di sicurezza igienico-sanitaria e strutturale degli impianti natatori.

2. Controlli frequenti. Verifica costantemente l’efficienza di sistemi di sicurezza, impianti e attrezzature. Rivolgi particolare attenzione a sistemi di filtraggio, griglie e bocchettoni di aspirazione.

3. Formazione del team. Addestra i collaboratori sulle procedure di prevenzione del rischio di annegamento, primo soccorso e gestione delle emergenze.

4. Segnaletica chiara. Predisponi cartelli multilingue ben visibili che indichino gli orari di apertura, i livelli di profondità dell’acqua, il regolamento della vasca (es. divieto di tuffi e di apnea) e la presenza o meno degli assistenti ai bagnanti.

Per gli ospiti

Il divertimento è tale solo se vissuto con consapevolezza e responsabilità.

5. Rispetto delle regole. Utilizza la piscina esclusivamente durante gli orari di apertura consentiti. Attieniti diligentemente alle indicazioni della segnaletica e alle istruzioni del personale di vigilanza.

6. Autotutela. Se non sai nuotare, resta dove tocchi il fondo con i piedi. Prima di entrare in acqua, indossa ausili al galleggiamento (braccioli, salvagente, etc.).

7. Valutazione del proprio stato di salute. Non entrare in acqua se sei affaticato, infreddolito o sotto l’effetto di alcol/farmaci. Evita gli sbalzi termici improvvisi, specialmente dopo i pasti, dopo una lunga esposizione al sole o in presenza di cardiopatie. Fai una doccia prima di entrare in acqua per acclimatare gradualmente il corpo.

8. Pronti all’emergenza. All’arrivo in piscina, individua la posizione dei dispositivi di salvataggio e dei punti di chiamata. In caso di necessità, allerta immediatamente i bagnini o lo staff.

Per la tutela dei minori

I bambini non percepiscono il pericolo: la nostra attenzione deve essere assoluta.

9. Educazione all’acqua. Ricorda che insegnare ai bambini a nuotare fin da piccoli è la prima forma di prevenzione.

10. Sorveglianza attiva. Vigila sui minori costantemente, anche quando non sono in acqua. Evita distrazioni prolungate come smartphone, letture o conversazioni.

11. Contatto visivo costante. Mantieni sempre gli occhi sui bambini. Ricorda che è possibile annegare anche in poche decine di centimetri d’acqua e che chi si trova in difficoltà spesso non riesce a gridare per chiedere aiuto.

12. A portata di mano. Entra in acqua con i più piccoli e con chi non sa nuotare, rimanendo abbastanza vicino da poterli afferrare in caso di necessità. Non delegare mai la vigilanza su un bambino a un altro bambino.

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Foto copertina di Corrie Miracle da Pixabay

Gloria Delbosco
Gloria Delbosco
Chef de rang, torinese dentro, da anni alsaziana d'adozione.. «nessun rimpianto, nessun rimorso», non solo in amore, ma soprattutto nella vita. La vita è fatta di occasioni, ed arrivano sempre nel momento giusto, lasciare tutto per ricominciare, per me questa è un’occasione. Faccio del mio lavoro la mia passione, vedere gli altri soddisfatti è come une vittoria. Lavorare in ristorazione non è sempre facile, o lo odi o lo ami, e per me è il lavoro più bello del mondo.
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