Fuori su tutte le piattaforme digitali, il nuovo singolo di Pricci, intitolato “Chi lo sa?”. È una canzone nata in pochissimo tempo. Le parole hanno cominciato a uscire dalla penna senza sosta, come se avessero un’urgenza propria di essere messe nero su bianco. Il brano è nato così, di getto, dall’esigenza dell’arista di raccontare ciò che stava accadendo in un determinato periodo della sua vita.
La canzone racconta una situazione di limbo: quel momento in cui un rapporto di amicizia inizia a trasformarsi in qualcosa di più. Pur essendo consapevole di vivere qualcosa di bellissimo e speciale, il protagonista della storia è attraversato dal timore che un passo falso possa compromettere tutto ciò che si sta costruendo. Per questo motivo, nel ritornello viene ripetuta come un mantra la frase “Chi lo sa?”. Le strofe, invece, si susseguono invece come una carrellata di immagini, eventi vissuti e sensazioni che hanno caratterizzato il periodo raccontato nel brano.
Dal punto di vista musicale, il fil rouge che attraversa l’intera canzone è l’unione tra strumenti acustici e sonorità elettroniche, che si amalgamano per creare un’atmosfera di “allegria malinconica”. Un equilibrio che rende “Chi lo sa?” una canzone perfetta da ascoltare in estate, con il finestrino abbassato, mentre si torna dal mare.


Pricci
All’anagrafe Pietro Ricci, è un cantautore anconetano nato nel 1999. La musica lo accompagna fin dall’infanzia, quando ascoltava i CD dei genitori fino a ottenere un suo stereo personale. A 14 anni, durante il liceo, scopre la musica suonata grazie a un incontro con alcuni insegnanti e si appassiona alla batteria, iniziando presto a prendere lezioni.
Dopo circa un anno forma una band con compagni di scuola: dalle prime prove in uno scantinato si passa gradualmente a sale prove, studi di registrazione e concerti nei locali delle Marche. Parallelamente, sviluppa la passione per la scrittura e comincia a comporre le sue prime canzoni con una vecchia chitarra, alcune delle quali entrano nel repertorio della band.
Durante la pandemia il gruppo si scioglie, segnando una svolta: Pietro si dedica completamente al suo progetto solista. La scrittura diventa un mezzo per raccontare la quotidianità e un rifugio personale, capace di mettere a tacere i pensieri e le inquietudini.
Oggi Pietro è insegnante di giorno e musicista di sera. Nei suoi brani, Pricci racconta momenti di transizione e inquietudine, cercando di fondere il passato fatto di rock e batteria con un presente più introspettivo, vicino al cantautorato indie che lo accompagna dal 2016.
Potete seguire Pricci su Instagram e ascoltare il brano su Spotify.
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