Ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio ma solo dodici per sorridere. Provaci per una volta. (Mordecai Richler)

Il CAB41 chiude la rassegna #parcodoralive 2019

Immaginate di trovarvi in un bel ristorante con gli amici di sempre. Avete appena gustato un’ottima cena dove ogni portata era squisita e con porzioni abbondanti. Siete completamente appagati ma sentite l’esigenza di una degna conclusione, possibilmente dolce e gustosa.

Non c’è modo migliore di terminare la serata, se non con un tiramisù o un bel gelato per renderla ancora più soddisfacente. Ecco, la stessa sensazione dell’arrivo del dolce, l’ho provata al termine dell’evento conclusivo dell’edizione #parcodoralive 2019 (in un precedente articolo, troverete l’intervista al Direttore del centro commerciale, Enrico Manca, e alla responsabile dell’ufficio stampa Monica Col).

La rassegna estiva del centro commerciale è terminata nel modo migliore: una performance di tutto rispetto, da parte di un gruppo di comici ed artisti veramente in gamba.

Sto parlando della squadra titolare del Cab41, la fucina piemontese che forgia ogni anno giovani cabarettisti.

La formazione vincente formata da Nicola Virdis, Francesco Damiano, Davide Allena, Fabrizio Brignolo, Leo Mas, Luca Bartolino, Giancarlo Aiosa, Marco Turano, allenata e diretta dall’allenatore eccezionale Gianpiero Perone, ha preso possesso del palco presentando personaggi originali e unici nel loro genere.

La serata

Gianpiero Perone

Gianpiero Perone

Ad aprire le danze è stato proprio il capocomico del CAB41, il quale, come un preciso metronomo, ha scandito i tempi comici degli attori in maniera perfetta, dando lo spazio necessario ad ognuno di essi: insomma la spalla ideale per chiunque. L’alchimia è stata perfetta con ogni interprete che ha calcato la scena, rendendo lo spettacolo divertentissimo e coinvolgente.

Nicola Virdis

Cab41: Nicola Virdis con giubbotto rosso e caschetto giallo, tra le braccia tiene dei tubi colorati ride divertito, Sulla destra Giampiero perone, con camicia bianca e jeans

finalista quest’anno del programma televisivo Italia’s Got Talent, è stato in grado di creare una melodia solamente con l’uso di appositi tubi di plastica di varie dimensioni. Quest’uomo è un genio, non solo suona i tubi sbattendoseli in testa, ma riesce anche a far intuire il brano al pubblico. Il tutto con un vestito che ricorda il classico compagno di classe al quale rubavano costantemente la merenda a scuola. Il risultato è epico: un karaoke alternativo che sancisce la rivincita dei nerd.

Francesco Damiano

Cab41: Francesc Damiano indossa maglietta scura e pantaloni scuri, a bocca aperta e il braccio destro teso verso il pubblico

già noto al grande pubblico per la sua partecipazione a Zelig, ha preso spunto da situazioni di vita quotidiana come il furto di una bicicletta, immaginando le eventuali reazioni che potrebbe avere un tipico uomo italiano, analizzando le differenze tra contesti diversi nelle varie regioni della nostra penisola. È una parabola ascendente che inizia con la calma e il perfetto aplomb mostrato da una coppia di amici veneti e termina in un tripudio di risate, quando si arriva nella regione più sobria e pacata quando si parla di conversazione: la Puglia. Il colpo di scena finale, ovvero la preparazione di un pranzo collettivo tra sconosciuti, è degno di un oscar.

Successivamente ha omaggiato l’anniversario dei 50 anni dall’allunaggio, con una divertente rappresentazione di un viaggio all’interno dello Space Shuttle.

Davide Allena

cab41 davide allena con t shirt bianca, gillet rosso e jeans guarda il pubblico con espressione sorpresa

bravissimo attore e prestigiatore, ha stravolto l’atmosfera creatasi fino a quel momento con un tocco di magia. Davide ha messo subito le cose in chiaro in merito al suo modo particolare di vivere la professione di mago: non credo di aver mai visto un illusionista che svela i propri trucchi e paga il suo pubblico con banconote lanciate dal palco.

Fabrizio Brignolo

cab41: Fabrizio Brignolo vestito da monaco buddista parla con Giampiero Perone

dopo la sua esperienza a Colorado, ha trovato la pace interiore diventando un monaco tibetano. Armato solo della sua saggezza, una parrucca pelata e un antico libro sacro di salmi intitolato “si salmi chi può”, ha donato a tutto il pubblico la sua esperienza di vita come ad esempio il suo celeberrimo viaggio sul monte piumato, il famoso “Moncler”.

Leo Mas

Leo Mas nell'imitazione di Adriano Celentano

ha conquistato la notorietà grazie a Striscia la Notizia e oltre ad avere una stupenda voce, credo sia il figlio segreto di Adriano Celentano. Sono convinto che la sua non sia solo semplice bravura, ma c’entri direttamente la genetica: deve necessariamente possedere qualche cromosoma del molleggiato perchè non si limita solo ad imitarlo, Leo è identico a lui.

Il nostro paese è famoso per aver creato nel corso degli ultimi 60 anni intere generazioni di imitatori eccellenti, Leo Mas è sicuramente uno di questi, ha un grande talento ed è un piacere ascoltarlo.

Luca Bartolino

CAb41: Luca Bartolino con tshirt bianca e cappellino giallo

Mentre gli occhi di tutti sono rivolti verso il palco, un tamarro si fa largo tra la folla e inizia a provocare qualsiasi essere vivente intralci il suo cammino, zanzare comprese. Il ragazzo maleducato e irascibile, ha cercato disperatamente la rissa per tutta il tempo. In realtà non cercava di scatenare una colluttazione, semplicemente non riusciva a trovare la sua fidanzata Larissa. Il giovane comico apparso anche nella trasmissione “Made in Sud”, fortunatamente non ha litigato con nessuno, anche perché le poche volte che si è trovato coinvolto in pestaggi veri, è sempre stato usato come pungiball da qualsiasi persona di età compresa dai 4 ai 90 anni.

Giancarlo Aiosa

Cab41: Giancarolo Aiosa con giacca e cravatta suona la chitarra facendo una smorfia. Sulla destra un leggio

È giunto il momento del menestrello del gruppo armato di chitarra e cartelle…di Equitalia. Vi siete mai chiesti se anche i cantanti ricevono le cartelle di Equitalia? Quale sarebbe secondo voi la loro reazione? Chiedetelo a lui. Vorrei ringraziare pubblicamente Giancarlo per averci svelato segreti impensabili sulla nascita di alcuni capolavori di Claudio Baglioni: “E tu” inizialmente doveva chiamarsi “Ciao tr..a” perchè raccontava di un tradimento, anche il testo era completamente diverso. Un’altra rivelazione scandalosa è stato sapere che Ligabue, dopo che “ha perso le fatture”, è rimasto senza casa. Fortunatamente pare abbia trovato una soluzione temporanea, d’altronde è risaputo che “certe notti la macchina è calda”.

Marco Turano

Marco Turano nell imitazione di Antonio Banderas tiene un pollo di gomma in mano e lo contempla assorto

Dulcis in fundo è arrivato l’ospite internazionale, direttamente dal mulino bianco: Antonio Banderas. Oggigiorno è importante avere la certezza di mangiare cibi nutrienti, cucinati in modo sano e naturale. La platea ha potuto scoprire diversi tipi di pane fatto in casa, anzi fatto direttamente nel mulino: il pane da tenere sempre in casa è “la ciabatta”, persone con gusti particolari potrebbero invece preferire “la minchietta”, infine per i più anziani abbiamo “le prostatine”. Tutto rigorosamente preparato a mano in compagnia dell’inseparabile Rosita.

Il finale a sorpresa

Gli applausi finali si trasformano in un bis di Nicola Virdis che ha ipnotizzato gli attori sul palco e il pubblico con le note di “Total eclypse of the heart” di Bonnie Tyler. Se avete il coraggio, provate a resistere ascoltando la canzone e a non girare su voi stessi una volta giunti alle parole “turn around”, ve lo dico io è letteralmente impossibile!

cab 41 sul palco con tutti gli attori dello spettacolo

Ho cercato di esemplificare la bravura di questi ragazzi con questa breve descrizione della serata, ma il mio consiglio è senza dubbio di andarli a vedere dal vivo perché solo così è possibile percepire realmente la loro bravura.

Quale occasione migliore della nuova stagione 2019-2020 in arrivo al Cab41!

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Alfonso Milano
Dice di se: Il nostro primo innamoramento sconvolgerà definitivamente la nostra esistenza. Questo impulso inarrestabile in grado di coinvolgere tutte queste emozioni e sentimenti, credo meriti una maggiore considerazione da parte nostra. Io ricordo perfettamente la prima volta che mi sono innamorato: avevo quindici anni ed ero seduto su una poltrona del teatro Leonardo di via Ampère a Milano. Quella sera i miei sensi sono stati testimoni della loro rinascita, come se fossero stati solo parzialmente utilizzati fino a quel momento. La vista era inebriata da quelle magnifiche scenografie, l'udito rapito dalla voce di Puck, il tatto accarezzava il legno della poltrona, il gusto assaporava la paura scatenata dalle parole di Oberon, l'olfatto percepiva l'odore del sudore degli attori. "Sogno di una notte di mezza estate" non aveva semplicemente suscitato in me la mia prima catarsi, bensì un sentimento più nobile, era amore puro. Da allora non ho più abbandonato il teatro e anche adesso che ho 34 anni, le sensazioni che provo ogni volta che il sipario si apre dinanzi ai miei occhi sono le medesime. Adoro interrogarmi continuamente durante una rappresentazione teatrale o cinematografica: cerco di carpire il percorso che hanno svolto gli attori e il regista con lo studio del personaggio, mi nutro di dettagli in modo da poter recepire ancor meglio il messaggio dell'opera. Perché diciamolo a gran voce: "il primo amore non si scorda mai!". Spero solo non sia gelosa mia moglie.

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