Caccia, anche sulla spiaggia: “Attentato alla sicurezza e alla natura”

La seduta delle Commissioni congiunte Ambiente e Agricoltura del Senato, ha concluso l’esame degli emendamenti apportati al DDL 1552 a prima firma Malan che stravolge i contenuti della Legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica a esclusivo vantaggio dei cacciatori
Il testo, già grave nella sua prima formulazione, risulta ulteriormente peggiorare nel corso di un iter parlamentare a dir poco contraddittorio: dalla reintroduzione della caccia in spiaggia alla retromarcia sulla cacciabilità dello stambecco, fino al bluff dell’aumento delle sanzioni contro i bracconieri. 

A ciò si aggiunge la legalizzazione di numerose pratiche oggi vietate: dalla possibilità di uccidere specie finora protette, quali l’oca selvatica e il piccione di città, per periodi più lunghi che virtualmente possono arrivare a coprire tutto il corso dell’anno, anche su territori fino a oggi preclusi alla caccia, quali i parchi, le foreste demaniali, i terreni innevati e le spiagge, sino alla possibilità di “importare” cacciatori stranieri in numero illimitato e senza alcuna garanzia che conoscano le regole italiane e che le rispettino. 

Un’estate balneare con i cacciatori sulla spiaggia

Proprio sulla caccia in spiaggia, lo scorso anno il Ministro Lollobrigida, dopo avere frettolosamente eliminato questa possibilità, prevista nella prima bozza del testo, aveva tuonato contro le associazioni animaliste e ambientaliste, accusandole di diffondere fake news. Ma ora l’approvazione dell’emendamento 6.71, a firma della Senatrice Fallucchi (FdI), conferma che era lo stesso Ministro a diffondere fake news, visto che una sua compagna di partito, peraltro imprenditrice balneare, ha dato seguito alle pretese del mondo venatorio ottenendo l’apertura della caccia nel demanio marittimo” affermano le associazioni in un accorato comunicato stampa.

Se quindi il DDL dovesse essere approvato, l’estate del 2026 potrebbe essere ricordata come l’ultima nella quale i bagnanti hanno potuto godere del mare e delle spiagge in sicurezza. 

Considerato che i fucili già oggi possono sparare a partire dai primi giorni di settembre, dall’estate 2027 potrebbero trovarsi circondati da cacciatori, anche stranieri, armati di tutto punto che reclamano il diritto di occupare le aree naturali, compresi i terreni privati a scapito di tutti gli altri cittadini. 

Cosa contiene il DDL

Il DDL renderà di fatto impossibile chiedere l’esclusione dei propri terreni da quelli in cui si può praticare la caccia, rendendo i piani faunistico-venatori sostanzialmente eterni. In altri termini, una vera e propria occupazione armata del territorio a scapito della fauna selvatica, della libertà e della sicurezza dei cittadini. La parziale retromarcia della maggioranza parlamentare sulla caccia allo stambecco, sino ad oggi difesa, non è altro che la conferma di quanto il testo non sia frutto di valutazioni scientifiche, né risponda a reali esigenze faunistiche ma sia fondato su un approccio puramente ideologico rappresentando solo un modo per soddisfare richieste o pretese di gruppi di pressione economici con finalità elettorali. 

Per non parlare del fatto di aver ignorato in modo del tutto irresponsabile la lettera della Commissione europea che mette in guardia l’Italia sulle violazioni della Direttiva Uccelli che il DDL 1552 contiene, facendo pagare così ai cittadini tutti il costo di una modifica legislativa che confligge con il diritto europeo e con la richiesta della stragrande maggioranza degli italiani di avere più tutele per la fauna selvatica” proseguono le associazioni. 

Infatti, nel mese di maggio, ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia sono venute in possesso di una lettera ufficiale della Commissione europea, inviata già a dicembre 2025 al Governo italiano che, di fatto, boccia duramente parti fondamentali del disegno di legge n. 1552 di stravolgimento della legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica – bene costituzionalmente protetto – per favorire il mondo venatorio con una serie di concessioni ingiustificabili, dannose e illegittime.  

Cosa denuncia la lettera della Comunità Europea

Il documento evidenzia gravi violazioni delle Direttive Uccelli e Habitat, che riguardano l’ossatura stessa del DDL tra cui: estensione della caccia fuori stagione; indebolimento del parere scientifico di ISPRA; uso di visori ottici; liberalizzazione dei richiami vivi con rischi concreti di bracconaggio e traffici illegali. 

Nonostante questi chiari rilievi dell’Unione europea, il Governo non solo non ha fatto alcun cenno all’esistenza della nota, ma non ne ha tenuto conto in alcun modo, lasciando proseguire l’iter parlamentare.

I numerosi emendamenti presentati dalla maggioranza aggravano ulteriormente il testo, tutti mirati a fare ulteriori concessioni alle lobby venatorie e a quella parte delle associazioni agricole che intendono sfruttare anche la caccia come strumento per ottenere profitti, a scapito dei veri interessi di migliaia di agricoltori e non tenendo conto del sentire comune: Infine, non ha tenuto conto di tutte le modifiche migliorative presentate dall’opposizione respingendole in toto.

Siamo davanti a un comportamento gravissimo del Governo – commentano le associazioni – il fatto che la Commissione europea è intervenuta ancor prima dell’entrata in vigore della legge in una materia come la caccia non è usuale e conferma la pericolosità di quanto contenuto nel DDL 1552 a prima firma Malan. Nonostante ciò, l’Esecutivo sapeva ed è rimasto fermo. Hanno continuato ad accusare noi di diffondere fake news mentre provavano a nascondere e mascherare la verità e oggi sono stati ancora una volta clamorosamente smentiti. Un atto irresponsabile che antepone gli interessi elettorali alla tutela dei beni comuni, esponendo l’Italia a nuove procedure d’infrazione col serio rischio di far pagare ai cittadini – la stragrande maggioranza contrari alla caccia – i costi di eventuali sanzioni”.

La richiesta delle Associazioni

Le associazioni chiedono lo stop immediato del provvedimento e la cancellazione delle norme censurate dalla Commissione europea, prima che il Parlamento approvi una legge palesemente illegittima e dannosa per tutti.

Per queste ragioni, considerato che il Ddl 1552 mette a rischio la fauna selvatica e gli ecosistemi che sono patrimonio di tutti e devono essere preservate anche nell’interesse delle future generazioni chiediamo che venga interamente cestinato per manifesta pericolosità per gli animali, per la natura e per i cittadini” concludono Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e WWF Italia.

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Foto copertina di mtorben da Pixabay

Tina Rossi
Tina Rossi
(a.k.a. Fulvia Andreatta) Editrice. Una, nessuna e centomila, il suo motto è “è meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani” Dice di sé:” Per attimi rimango sospeso nel vuoto,giuro qualche volta mi sento perduto, io mi fido solo del mio strano istinto, non mi ha mai tradito, non mi sento vinto, volo sul trapezio rischiando ogni giorno, eroe per un minuto e poi...bestia ritorno...poi ancora sul trapezio ad inventare un amore magari...è solo invenzione, per non lasciarsi morire...”
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