Durante il lockdown ne abbiamo lette di tutti i colori. Disinformazione, falsa informazione, informazione isterica e fantascientifica. Sul Covid-19 e la trasmissione del virus si è letto di tutto. Ma oggi non è più pensabile giocare con l’argomento. E’ ora di metabolizzare informazioni razionali, basate su riscontri scientifici e attendibili.

La paura è il risvolto peggiore di tutta questa situazione. Paura di parlare con un amico, di toccare il tavolino di plastica al bar, di prendere in prestito la penna dal collega. La paura di essere contagiati solo perchè si è toccata una superficie o l’abito di qualcuno.

Da mesi, in tutto il mondo, laboratori, ricercatori e istituti si sono concentrati sullo studio della Sars- Cov-2 per raggiungere una conoscenza sempre più approfondita sul come affrontare la pandemia.

Il virus dell’ignoranza

Al di là di quanto si stia facendo per prevenire i contagi e per sconfiggere definitivamente questo maledetto virus, è importante prima di tutto integrare il concetto che dovremo convivere con questa spada di Damocle sulla testa ancora per un bel pò di tempo.

Distanziamento, mascherine e il divieto di assembramenti sono misure cautelari idonee, ma purtroppo ancora gira un virus ben più pericoloso del Coid-19: quello dell’ignoranza.

Sono ancora molti ad aver paura di contrarre la malattia nei modi più disparati. Dagli animali, da una puntura di zanzara, dal tocco delle superfici.

Un pò come quando i genitori degli anni sessanta dicevano a noi ragazze di non baciare un uomo perchè rimanevi incinta.

La vera informazione è la scienza

I ricercatori di diversi istituti in giro per il mondo, precisamente Montefiore Medical Center, Ospedale dell’Università della Pennsylvania, Massachusetts General Hospital, Harvard Medical School e Brigham and Women’s Hospital, sono giunti ad una conclusione importante sul Covid-19 e la sua trasmissione (fonte Ansa.it)

Il contagio attraverso il contatto con le superfici è, citiamo testualmente dalla relazione scritta dai ricercatori, “insolito” ed estremamente raro. “Anche nei pochi casi in cui si presume possa essere avvenuto, la trasmissione respiratoria non poteva del tutto essere esclusa“.

Quindi, uno studio che smonta quanto visto nei mesi scorsi, con le varie slide che passavano in Tv sulle reti nazionali, in merito alla durata del virus sulle superfici e alla sua carica virale. La conclusione dei ricercatori è che i livelli di RNA virale nell’ambiente sono molto bassi e quindi difficile che possano trasmettere il virus.

“Abbiamo compiuto notevoli progressi nella comprensione della trasmissione“, affermano i ricercatori che hanno firmato gli studi. “L’incertezza iniziale sulla trasmissione, a volte alimentata da ondate di disinformazione o sovrainterpretazione degli studi in vitro, ha portato alla paura sia tra gli operatori sanitari che tra il pubblico in generale” (fonte Ansa.it)

Educare senza spaventare

Per cui, nessuna paura a toccare vestiti, plastica, legno, metalli o vetro. Le famose goccioline ( o droplet) restano il modo più rischioso per la trasmissione del Covid-19.

Queste informazioni “dovrebbero aiutare a informare politiche e pratiche basate sull’evidenza per aiutare a educare il pubblico e rallentare la diffusione del coronavirus“, concludono i ricercatori.

Un’ultima informazione utile e vera. Il virus ha una carica virale massima il giorno antecedente i sintomi, per poi diminuire drasticamente nel tempo di una settimana. Un’ulteriore conferma al fatto che la trasmissione del virus avviene nei primi giorni del contagio (fonte: studio pubblicato sugli Annals of Internal medicine).

Non trattate quindi come untori chiunque sfiori la vostra giacca, o il collega che tocca il vostro mouse, a meno che non si sia pulito il naso con le mani. Evitate che vi respiri in faccia, mettete la mascherina e mantenete la distanza di un metro.