image_pdfimage_print

Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto dalla fiera d’arte Flashback, è un racconto che mese dopo mese si dispiega in questa settima edizione prosegue ora con la sua quarta puntata, con l’opera Gates di Lucrezia Testa Iannilli (2021), fotografa e performer. Il focus del suo manifesto sono gli animali come cura pe la nostra salute mentale.

Gates, il manifesto di Lucrezia Testa Iannilli

La ricerca della Iannilli predilige come strumento di percezione il corpo umano e quello animale, che diventa il soggetto delle sue azioni e immagini fotografiche.

Secondo il suo pensiero, infatti, la condizione non-umana è probabilmente l’unica in grado di salvare l’essere umano. Anche il suo lavoro riflette dunque – da un ulteriore punto di vista rispetto a quello delle precedenti autrici – sulle conseguenze drammatiche ma anche interessanti della pandemia, in particolare sulla psiche umana.

Iannilli si sofferma sull’animale come cura: “Ansia e depressione, catalizzati da solitudine, paura del contagio, disagio e limitazioni delle libertà personali, sono stati diagnosticati sempre più diffusamente, e si sono trasformati per molti in uno stress post-traumatico. Gli animali hanno fatto in qualche arrimodo scudo alla nostra salute mentale. Se avevano già una buona connessione, questa è stata ulteriormente rafforzata.”

Nell’immagine l’autrice propone una fusione ‘dolce’ tra animali e umani, all’insegna della reciprocità e dell’interscambio continuo dei ruoli. Questi Nuovi Umani – a loro volta vere e proprie ‘porte’, varchi verso altre dimensioni – ricordano da vicino le “Nuove Creature” indagate da Jim Morrison nella sua seconda raccolta poetica, pubblicata nel 1970: “Donna lucertola / con i tuoi occhi d’insetto / con la tua selvaggia sorpresa. / Calda figlia del silenzio. (…) Cani dormono distesi. / Il lupo ulula. / Una creatura sopravvive alla guerra. / Una foresta. / Un fruscìo di parole spezzate, soffocante / fiume” (Jim Morrison, I Signori. Le Nuove Creature, Kaos Edizioni, Milano 1993, p. 93).

La visione di Lucrezia Testa Iannilli disegna dunque uno scenario in cui, dopo la fine – dopo una fine – il nuovo inizio si presenta come un fecondo cedimento di quote e porzioni identitarie, una fiduciosa ibridazione delle specie e un superamento felice dell’ottica unicamente umana, occidentale, tecnologica che evidentemente oggi mostra tutte le sue crepe e le sue criticità.

Lucrezia Testa Iannilli

Lucrezia Testa Iannilli (Roma, 1977) fotografa e performer utilizza strumenti di indagine inter-disciplinari. Nelle sue pratiche di ricerca interviene con installazioni e cicli performativi in spazi decontestualizzanti, utilizzando come strumento di visione il corpo umano e quello animale, soprattutto cavalli, leitmotiv di molte azioni e opere fotografiche.

Nel 2015 inizia la collaborazione con la Galleria FPAC di Francesco Pantaleone con il quale presenta una serie di scatti a MIART 2015 e 2016 e nel gennaio 2016 partecipa – nella sezione Open Wall – alla mostra Fuori Formato: una collezione working-pro di 22 scatti selezionati in un anno di lavoro e trasferte a fianco l’attrice italiana Sabina Guzzanti.

Dal 2016 inizia il progetto Game of Vanth dove riunisce uomini e animali in performance e installazioni site-specific per dare forma all’immateriale visione dei Varchi in cornici decontestualizzanti.

Infine, nel 2021 inizia il lavoro a lungo termine New Humans, un’indagine sulla preservazione dell’essere umano in una prospettiva inusuale, non-umana.

Opera Viva, Barriera di Milano (TO)

L’appuntamento è per Mercoledì 28 luglio alle ore 18.30, in piazza Bottesini a Torino e in diretta Facebook.

#flashbackartfair #flashbackfair #allartiscontemporary #art #artist #artlovers #arteantica #artecontemporanea #OperaViva #barrieradimilano #torino #manifesto #artisti #piazzabottesini #artistadiquartiere #quartiere #edizione2021