Un nuovo pericolo corre sul filo del telefono, o meglio via sms: è la truffa dell’ SMS dell’ispettore della Polizia di Stato
Concedetemi, la battuta: visto quanto emerge dalla indagine riguardante la presunta corruzione nel caso Garlasco e il presunto coinvolgimento di alcuni elementi delle forze dell’ordine che, parrebbe, abbiano contattato personalmente e dal proprio cellulare l’indagato, è altamente probabile che qualcuno pensi che un sms da parte di un ispettore possa anche essere veritiero.
Forse è su questo che si basa l’idea criminale della truffa dell’ispettore e “a pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina” diceva qualcuno più famoso di me.
Comunque sia, se ricevete un sms del genere, non richiamate, se c’è un link, non cliccate e segnalatelo immediatamente al 112 o sul sito ufficiale della Polizia Postale nella sezione “segnalazioni“.
Cosa succede a chi risponde?
Chi ha risposto all’SMS e/o ha richiamato il numero indicato sostiene di aver parlato con dei poliziotti che lo hanno informato in merito ad un incidente, altri sostengono che sono stati informati di denunce a loro carico o a carico di famigliari, altri ancora parlano di problemi con carte di credito e addirittura di pacchi sospetti.
Ovviamente dall’altra parte del telefono non erano poliziotti ma truffatori che carpiscono informazioni mentre siete in linea o vi chiedono soldi.
La Polizia non manda sms: se vi vuole parlare vi convoca con i suoi canali ufficiali che non passano dalla messaggistica, né tantomeno lasciandovi un numero di cellulare per richiamarli.
Il post sui social della Polizia di Stato
“La Polizia di Stato informa la cittadinanza di numerosi tentativi di truffa recentemente segnalati, invitando tutti i cittadini a prestare la massima attenzione. I cittadini ricevono SMS apparentemente provenienti dalla Polizia di Stato con l’invito a contattare un sedicente “Ispettore……..”, indicando un numero di telefono cellulare.
La Polizia di Stato ricorda che non convoca i cittadini mediante SMS, né invita a contattare telefonicamente funzionari o ispettori attraverso numeri indicati in messaggi ricevuti sul telefono cellulare.
- In caso di comunicazioni sospette è fondamentale:
- non seguire le indicazioni contenute nel messaggio;
- non richiamare i numeri telefonici indicati;
- verificare sempre la veridicità della comunicazione contattando direttamente gli uffici della Polizia di Stato attraverso i recapiti ufficiali;
- segnalare immediatamente episodi analoghi al Numero Unico di Emergenza 112 o al più vicino ufficio di Polizia.
La collaborazione dei cittadini è essenziale per prevenire questo tipo di raggiri. Si invita pertanto a condividere queste informazioni con familiari, amici e, in particolare, con le persone anziane, spesso maggiormente esposte ai tentativi di truffa. La prevenzione è il primo strumento di difesa: un cittadino informato è un cittadino più sicuro”.
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Immagine di copertina generata con AI


