Una piscina sul tetto di Notre Dame? Gli architetti si sfidano in un duello mondiale

Sono stati centinaia i progetti presentati per La cattedrale Notre-Dame di Parigi, devastata dall’incendio del 15 aprile 2019, persino una piscina sul tetto! La cattedrale più famosa del modo potrebbe riaprire al pubblico già nel 2024. Lo ha annunciato la ministra della Cultura francese, Rima Abdul Malak, in occasione di una visita al cantiere: “Siamo fiduciosi che nel 2024 si chiuderà una gran parte di questo cantiere e che sarà possibile un’apertura della cattedrale al culto e al pubblico”.

Ecco la carrellata dei progetti che hanno scatenato la fervida fantasia sulla ricostruzione della guglia di Notre Dame. Tra le ipotesi, dicevamo, persino quella di una piscina sul tetto.

Infatti, opo l’incendio del 15 aprile 2019 che ha devastato il tetto medievale e la guglia ottocentesca, la fatidica frase pronunciata da Édouard Philippe, Primo Ministro francese:L’obiettivo è ricostruire una guglia adatta alle tecniche e alle sfide del nostro tempo”, ha tolto i freni inibitori agli architetti.

Il pinnacolo di Cristallo di Massimiliano Fuksas

Apriamo dunque la top ten in modo assolutamente campanilistico con il nostro archistar Massimiliano Fuksas.Una specie di pinnacolo altissimo – dichiara l’architetto – fatto in cristallo Baccarat, che, come il tetto, può essere illuminato di notte e riempirsi di luce” presentato come un “mix tra tradizione e innovazione”. Un simbolo di fragilità storica e elevazione spirituale.

Notre Dame brandizzata Louis Vuitton

Pedro Ribs, art director dello studio brasiliano Entrequadra-Novas-Midias, offre una Notre Dame completamente brandizzata Louis Vuitton. Il rosone centrale riporta il logo del marchio e la famosa stampa delle borse fa da rivestimento per il tetto medievale. C’entrerà qualcosa la donazione fatta dalla Maison di 200 milioni di euro? ( lvmh-arnault-donation-notre-dame)

I vetri a cattedrale  la proposta che arriva dallo studio AJ6

Notre Dame.

Una proposta senza dubbio tra le più suggestive quella che arriva dallo studio architettura AJ6 (San Paolo, Brasile) che vorrebbe per il tetto e la guglia vetrate  colorate. I classici vetri a cattedrale, simbolo senza tempo di Notre Dame. L’idea è quella di inondare i fedeli con fasci di luce che riflettono mille caleidoscopi colorati a seconda dei raggi solari che li colpiscono.

Una piscina pubblica sul tetto per la Svezia

Piscina sul tetto di Notre Dame

Possiamo immaginare un Quasimodo in costume con il progetto dello studio Ulf Mejergren Architects di Stoccolma  “ La maggior parte delle proposte che abbiamo visto pone troppa attenzione e sforzi sulla guglia; – si legge sul sito dello studio -, un’aggiunta piuttosto recente costruita nella ristrutturazione del XIX secolo.

Uno spazio pubblico meditativo

Pensiamo che la cattedrale abbia un aspetto molto migliore senza la guglia e il tetto rivestito di piombo. Invece lasciamo parlare i campanili, i contrafforti volanti e i rosoni. Dato che siamo nell’epicentro di Parigi, la capitale culturale del mondo e una città piena di gioia di vivere, dove non si prevede di ricostruire il tetto com’era. Invece proponiamo uno spazio pubblico meditativo; un’esperienza spaziale complementare all’edificio con viste impareggiabili su Parigi.

La guglia è sparita, ma le dodici statue degli apostoli che sono state messe via durante il restauro e sono riuscite a sfuggire al fuoco, sono di nuovo sul tetto, ora come guardiani attorno a una grande piscina pubblica che occupa l’intero tetto“.

I parcheggi panoramici di Ross

Parcheggio sul tetto della cattedrale di notre dame, un'idea per la ricostruzione, tra le altre, quella di una piscina

Un capitolo a parte meritano le proposte arrivate con fotomontaggi. Come quella di Yung Yonge che ha postato sul suo profilo il tetto modificato in un parcheggio, con il post “Se i nordamericani fossero incaricati della ricostruzione di Notre-Dame”.

A ruota abbiamo l’architetto irlandese Rob Cross che ha aggiunto ulteriori piani al parcheggio. “Ho modificato l’immagine – ha dichiarato Cross alla rivista online Dezeen-  per evidenziare l’effetto che il parcheggio multipiano, e l’auto in generale, sta avendo sull’ambiente costruito, e per evidenziare la dipendenza dell’automobile della società nell’era dei cambiamenti climatici”.

E se invece fosse un circo?

Probabilmente ispirato alla joie de vivre parigina o molto più prosaicamente derivato dal circo mediatico che si  è aperto  l’attimo subito dopo l’incendio, è un altro fotomontaggio. Un grandissimo tendone da circo ripara tetto e guglia di Notre Dame, rendendola visibilissima anche dall’alto. L’autore è anonimo, ma sarebbe interessante conoscerlo.

90 metri di fibra di carbonio

Ora, in tutto ciò, questa è sicuramente la più evocativa. La versione più inerente, quella che per i secoli a venire sarebbe la memoria storica dell’incendio, quella che da sola, in un secondo, spiegherebbe il disastro subito da Notre Dame. Una fiamma stilizzata in fibra di carbonio, alta 90 metri, a futura memoria dell’incendio e proposta dal francese Mathieu Lehanneur. 

La guglia in vetro e acciaio  di Foster

Ancora Norman Foster, fondatore e presidente dello studio Foster and Partners di Londra ha proposto una struttura in vetro e acciaio, “leggera e ariosa. Non una ricostruzione, quindi, di come abbiamo sempre visto la guglia, ma piuttosto la realizzazione di un nuovo elemento. Il risultato ideale sarebbe una rispettosa combinazione tra la parte più vecchia e dominante con il meglio del nuovo” racconta Norman Foster al The Guardian

Un superattico per Quasimodo?

Quindi, per lo studio Who Cares Design il problema si risolve ideando un superattico per lo storico abitante (o i suoi molto benestanti inquilini) di Notre Dame: Quasimodo. Per lui un superattico luminosissimo,con due grandi giardini, un eliporto e un centro benessere con piscina interna ed esterna. Vista Ville Lumiere assicurata tutto l’anno.

Spazio ai dilettanti

Ebbene sì. C’è un concorso bandito da Rethinking Notre Dame che  invita progettisti internazionali – professionisti o studenti – a proporre le loro idee. Il concorso ha scelto di articolarsi in tre diverse categorie. Conservazione, incentrata sugli aspetti di mantenimento. Sostenibilità, attenta agli aspetti ambientali. Installazioni, usi contemporanei per lo spazio storico di Notre Dame adibito a luogo per eventi, arte e spettacoli. La quota di partecipazione parte da 35 euro. Cosa state aspettando? Forza, non è da tutti i giorni poter mandare un progetto che potrebbe invidiarvi il mondo intero!

Niente paura c’è l’UNESCO

In breve, nonostante Macron abbia urgenza di chiudere i lavori entro le Olimpiadi del 2024, possiamo rassicurare i lettori che Notre Dame non si trasformerà in un gigantesco Mcdonald’s (scusate, è sfuggito, ma anche questo era un progetto).

“Emozione profonda, dunque, di fronte a questo drammatico incendio nella cattedrale di Notre Dame a Parigi, iscritta come Patrimonio dell’umanità dal 1991”, è il messaggio dell’UNESCO che in una nota si dichiara “dalla parte della Francia per salvaguardare e ripristinare questo patrimonio inestimabile” mentre “sta monitorando da vicino la situazione”.

Per cui Quasimodo, la Francia e, sinceramente, anche noi, possiamo dormire sonni tranquilli. Nessuno modificherà Notre Dame.

Monica Col
Monica Col
Vicedirettore di Zetatielle Magazine e responsabile della sezione Arte. Un lungo passato come cronista de “Il Corriere Rivoli15" e “Luna Nuova”. Ha collaborato alla redazione del “Giornale indipendente di Pianezza", e di vari altri giornali comunali. Premiata in vari concorsi letterari come Piazza Alfieri ( 2018) e Historica ( salone del libro 2019). Cura l’ufficio stampa di Parco Commerciale Dora per la rassegna estiva .Cura dal due anni la promozione della Fondazione Carlo Bossone,. Ha curato per quattro anni l'ufficio stampa del progetto contro la violenza di genere promosso da "Rossoindelebile", e della galleria d’arte “Ambulatorio dell’Arte “. Ha curato l'ufficio stampa e comunicazione del Movimento artistico spontaneo GoArtFactory per tre anni. Ha collaborato come ufficio stampa in determinati eventi del Rotary distretto 2031. Ė Presidente dell 'Associazione di promozione sociale e culturale "Le tre Dimensioni ", che promuove l' arte , la cultura e l'informazione e formazione artistica in collaborazione con le associazioni e istituzioni del territorio. Segue la comunicazione per varie aziende Piemontesi. Dice di sé: “L’arte dello scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole. È questo secondo me il significato vero della scrittura. Non parole, ma emozioni. Quando riesci ad arrivare al cuore dei lettori, quando scrivi degli altri ma racconti te stesso, quando racconti il mondo, quando racconti l’uomo. Quando la scrittura non è infilare una parola dietro l’altra in modo armonico, ma creare un’armonia di voci, di sensazioni, di corse attraverso i sentimenti più intensi, attraverso anche la realtà più cruda. Questo per me è il vero significato dello scrivere".