“Fammi credere all’ eterno” il nuovo singolo di Rosmy

Noi artisti emergenti siamo sempre un po’ in secondo piano su tutto e avere la possibilità di essere su quel palco è una cosa fortissima, e comunque sia anche la stampa ama sempre intervistare i big e mette in secondo piano gli altri artisti, invece è giusto dare importanza anche ai giovani. Per questo inizio io, ringraziandoti per questa intervista”.

In attesa di salire sul palco di Mestre, nella prestigiosa cornice del Festival Show, lo spettacolo itinerante dell’estate veneta, Rosmy inizia con questa lezione di umiltà questa intervista che mi da l’opportunità di conoscerla meglio.

Un viso solare, incorniciato da dei lunghi capelli bruni e due occhi sinceri, che fanno trasparire la sua bellezza interiore.

E’ Rosmy, una giovane emergente che però ha già un background artistico di tutto rispetto.

Rosmy

Il suo percorso musicale come cantautrice inizia nel 2016, con “Un istante di noi”, prodotto da Enrico “Kikko” Palmosi, si aggiudica il Premio Mia Martini “Nuove Proposte per l’Europa 2016” e il premio“Miglior brano radiofonico”.

Con il singolo“Inutilmente”, finalista al Premio Lunezia 2018. Dopo aver conquistato il primo posto nella tappa di Pistoia è arrivata in Finale a Sanremo Rock 2019 con il brano “Addormentarsi insieme”, esibendosi con una band tutta al femminile sul palco del Teatro Ariston di Sanremo.

Scuola Grazia di Michele, Rosmy è una cantautrice a tutto tondo. Seppur una giovane vita, tutta dedicata alla musica. Un impegno che porta avanti con dedizione, passione, cantando l’amore, in tutti i sensi, con un occhio sempre attento al sociale, amorevolmente amando il pentagramma e le sue spine.

Festival show con Rosmy

Tra poco, tra Dolcenera, Anna Tatangelo, Ivana Spagna e tanti altri, ci sarà anche lei con il suo brano “Fammi credere all’eterno”, ad esibirsi davanti a questa piazza importante del Festival Show, uno degli eventi più importanti, che vede la sua ultima tappa nella data di Trieste, il 7 settembre.

E quindi comincio a soddisfare una prima curiosità.

Fammi credere all’eterno

 “Fammi credere all’eterno”. Cosa ti ha stimolato a scrivere questo brano?

Se tu guardi i miei lavori precedenti, lo stile è quello: unisco testo e musica. Sto sempre molto attenta a cosa voglio dire, a cosa voglio fare arrivare, dalla nota di uno strumento alle parole, nulla è a caso. Nulla.

In questo brano c’è una contrapposizione perché il testo è forte, sembra con tratti più drammatici, ma in realtà ha un arrangiamento più moderno, più solare più positivo. Volevo mettere in evidenza proprio questa duplice situazione, che poi è la situazione interiore di ciò che sto dicendo in quel momento.

Si passa da un’energia forse un po’ più sensuale, no? E poi al fatto che comunque queste due persone, questi due corpi, si avvicinano, ma in realtà si stanno allontanando, quindi una doppia forza ad incastro.

Ho notato delle sonorità particolari, questo era uno stile, una mentalità musicale tipica degli anni 80, credo tu abbia un imprinting rock old school

Lo stile anni ‘80 è uno stile che mi piace molto, non ero ancora nata, non ho memoria fisica ma ho ascoltato molto e ascolto molto la musica di quegli anni. Si… ho un passato di ascolti di questo tipo. Ho una famiglia che fa musica, sono vissuta con la musica e inevitabilmente avverti e senti le cose che poi ti porti dentro e che vengono fuori quando compongo.

Quanto è difficile da donna vivere in un mondo di musica prevalentemente maschile?

E’ giusto, io oggi non vedo ancora la presenza della donna in maniera forte E’ sempre un po’ secondaria. Tante donne cantautrici fanno una fatica immane a lavorare. Io ho lavorato con Grazia Di Michele e vedo quanto è difficile. La donna fa sicuramente più fatica, e purtroppo sembra surreale ma ancora oggi se sei carina viene confusa la parte femminile dalla parte artistica.

Le origini

Cosa ti ha spinto a intraprendere una carriera musicale piuttosto che fare altro nella vita?

Io parto dal fatto che ho iniziato con i miei fratelli, avevamo un gruppo musicale, ero sui palchi da quando avevo 12 anni, facevo festival in tutta Italia, ma la cosa bella è che poi ho cominciato a fare teatro e questo l’ho portato avanti in tutta Italia con una compagnia di Roma e mi piaceva, cantavo e recitavo.

Questa esperienza mi ha fatto capire l’importanza di prendere consapevolezza di che cosa sto dicendo che cosa voglio fare arrivare …perché poi questo è il metodo Stanislaskij che portavamo avanti con il teatro, finchè poi ho incontrato Fioretta Mari che mi disse che ero molto portata per la musica, e infatti noi, musicalmente parlando, andavamo in cerca di musiche popolari che riarrangiavamo e riadattavamo. Facevo proprio questo, la stessa cosa che faccio ora. Lei mi ha apprezzato molto e mi ha detto di continuare nella musica.

Feci cosi il mio primo tentativo con “Kikko” Palmosi, il produttore dei Modà, nonchè mio, e scrivemmo il brano “un istante di noi” che presentammo a Sanremo, al premio Mia Martini, nell’ottobre 2016 Lo vinsi ed ebbi la conferma che quella era la strada.

Piano piano è stato un andare a salire, Premio Lunezia, Sanremo Rock, sul palco dell’Ariston…

Com’è stata l’esperienza Sanremo? La rifaresti?

Io a Sanremo vorrei esserci nel Festival, finora non ci ho mai provato, quando e se ci proverò sarà perché sarò abbastanza forte per farlo.

Chi pensi potrebbe interpretare una tua composizione

Mah… a me piacerebbe molto Ermal Meta e anche Ultimo. E’ l’esempio del cantautore che dimostra che la musica italiana, la melodia italiana, funziona ancora

“Universale” L’album

Parliamo del tuo album

Nel 2019 ho voluto mettere insieme tutti i brani del passato che ho portato avanti nell’arco di tre anni con l’aggiunta di quattro brani, in modo da evidenziare tutto il mio lavoro fino ad oggi. Questo perché sono già su un nuovo progetto, una nuova Rosmy, una nuova me.

“Universale” abbraccia tante sfaccettature dell’amore, che è quello che fa muovere tutto, non solo fra due persone. Ho trattato anche diversi temi sociali, come il bullismo, la forza dell’amore, di credere in se stessi.

Parlo di ghosting, cioè lo sparire senza un perché, quindi, il dare importanza alla responsabilità di ciò che si fa…non ci si abbandona cosi come si fa oggi con i social o con questi contatti sempre più rarefatti. Ho voluto affrontare il tema dell’eutanasia con “addormentarsi insieme”, e adesso parlo di eternità, con “fammi credere all’eterno”, ma è un’eternità particolare.

Secondo me ognuno deve essere libero di scegliersi quello che vuole che sia l’eternità, che non è per forza un tempo infinito, può durare un lasso di tempo  ma viverlo pienamente, come si vuole, finchè si vuole.

Rosmy nella foto dell'album seduta con il vis di profilo guarda verso sinistra
Rosmy

“Fammi credere all’eterno” Il video

Ho voluto dare importanza all’immagine, special guest Giovanni del trio Aldo Giovanni e Giacomo, e racconta diversi personaggi e situazioni. E’ un’immagine non superficiale, che richiama tre film. All’inizio il padre che non vede l’ora di liberarsi di questo figlio, “il laureato”, con la sposa (che poi sono io) che abbandona l’altare per vivere qualcosa di libero, per non legarsi a costrizioni anche culturali, e infine Giovanni, “il cosmo sul comò”, il sacrestano, divertendo un po’ tutti gli invitati arrivando a chiedere la questua anche allo sposo.

Geniale e divertente. Forse un po’ meno per lo sposo, ma divinamente orecchiabile e parecchio sopra le righe.

Rosmy, alla fine, è così: geniale, divertente, un po’ sopra le righe, ma tanto tanto pignola e precisa nel suo lavoro. Una voce diversa dalle timbriche comuni, una voce limpida pulita, una penna fluida e attenta quando scrive, una melodia stellare quando compone. Tenetela d’occhio perché sarà “emergente” ancora per poco.

Buona Musica!