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La prima edizione degli Showcase Italy viene presentata sulla prestigiosa passerella del Marché du Film di Cannes, che quest’anno per l’ emergenza Covid-19 si terrà online dal 22 al 26 Giugno. Lo spazio è quello di Cannes Docs, la vetrina che il Marché du Film dedica ogni anno al cinema del reale.

Martedì 23 giugno alle 14:30 gli Showcase Italy saliranno alla ribalta, all’interno di Cannes Docs, con quattro documentari realizzati grazie alla collaborazione tra Torino Film Festival e Festival dei Popoli, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e Toscana Film Commission. Una collaborazione che si pone come punto di partenza per una promozione internazionale del cinema documentario sempre più attenta e strutturata.

Quattro documentari quindi, due piemontesi e due toscani, di cui ci sarà presentazione e proiezione di un estratto. Il tutto alla presenza di professionisti, produttori, sales agents e selezionatori internazionali.

Showcase Italy: i progetti selezionati

Siamo orgogliosi di aver contribuito a realizzare il primo “Italian Showcase” di film documentari presentato a Cannes Docs del Marché du Film 2020 – dichiarano Claudia Maci, Managing Director del Festival dei Popoli, e Stefania Ippoliti, Responsabile della Mediateca e dell’Area Cinema della Fondazione Sistema Toscana -. Crediamo sia importante sottolineare come questa iniziativa sia il frutto della collaborazione tra due storici festival italiani da sempre impegnati nella promozione del cinema documentario d’autore, Festival dei Popoli e Torino Film Festival, e delle rispettive Film Commission.

Showcase Italy sbarca a Cannes Docs, Piemonte e Toscana protagoniste assolute. Locandina della manifestazi9ne

Toscana

Due progetti di documentario innovativi in termini di sguardo e di linguaggio cinematografico. Due storie, una corale e l’altra individuale, due diversi modi di resistere nel tempo e nello spazio e di salvaguardare la memoria. Storie raccontate da giovani autori, Alicia Caino e Tommaso Landucci.

BOSCO

Alicia Cano, regista – Agustina Chirino, produttrice.

In un paesino nel cuore di un bosco, i suoi 13 abitanti passano i giorni badando alle pecore e parlando con i proprio morti. Dall’altro lato dell’oceano, in Uruguay, Orlando con 102 anni, abita quella stessa terra con l’immaginazione. Questo film, girato lungo 13 anni, esplora cosa rimane quando tutto sembra destinato a scomparire.

CAVEMAN

Tommaso Landucci, regista; Marco Visalberghi, produttore

Quasi trent’anni fa, Filippo Dobrilla ha iniziato a scolpire un colosso di marmo nelle viscere di una grotta a 650 metri di profondità. Questo luogo, oscuro e inaccessibile, ha protetto il segreto del suo primo grande amore per un compagno speleologo. L’inaspettata scoperta di un tumore cambia radicalmente la sua vita, costringendo Filippo a confrontarsi con il dolore e con i ricordi dell’amore perduto. Ancora una volta, si trova a scivolare nell’oscurità, ma questa volta non c’è modo di tornare alla luce.

Piemonte

Torino Film Festival e Film Commission Torino Piemonte stanno collaborando per favorire la crescita e l’internazionalizzazione delle produzioni locali – sottolineano Stefano Francia di Celle, direttore del Torino Film Festival, e Paolo Manera, direttore di Film Commission Torino Piemonte – e la presenza a Cannes è senz’altro un’occasione di rilievo“.

“I due progetti scelti per Cannes Docs – spiega Davide Oberto, curatore di TFFDoc – propongono due idee di cinema tra loro molto differenti, due visioni di racconto del reale distanti e ugualmente efficaci e feconde.

La Vita in mezzo – BabyDoc Film

Andrea Parena, regista e produttore

Dopo vent’anni di lavoro in Italia e in seguito alla crisi economica, Hassan ha deciso di riportare la sua famiglia in Marocco. Omar, il suo unico figlio maschio, ha deciso invece di rimanere dove sta progettando il suo futuro e dove ha avuto un bambino con la sua fidanzata italiana. Ma qualcosa va storto, dal momento che la ragazza rifiuta di convertirsi, rendendo così impossibile un regolare matrimonio islamico, come quello che Hassan vorrebbe per il figlio. In reazione al fallimento del suo progetto familiare, Omar accetta un matrimonio combinato con una ragazza marocchina.

LASSÙ – GRAFFITI DOC

Enrica Capra, produttrice; Bartolomeo Pampaloni, regista

La storia di Nino alias Isravele, un semplice muratore che vent’anni fa ha abbandonato la famiglia in un quartiere popolare di Palermo per ritirarsi in cime a Monte Gallo e dedicare tutta la sua energia a ricoprire di scintillanti mosaici naif il vecchio forte militare abbandonato, diventa nello sguardo di Bartolomeo Pampaloni una meditazione sul rapporto tra l’arte e la società contemporanea.

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Monica Col
Vicedirettore di Zetatielle Magazine e responsabile della sezione Arte. Un lungo passato come cronista de “Il Corriere Rivoli15" e “Luna Nuova”. Ha collaborato alla redazione del “Giornale indipendente di Pianezza", e di vari altri giornali comunali. Premiata in vari concorsi letterari come Piazza Alfieri ( 2018) e Historica ( salone del libro 2019). Cura l’ufficio stampa di Parco Commerciale Dora per la rassegna estiva , del progetto contro la violenza di genere promosso da "Rossoindelebile", e della galleria d’arte “Ambulatorio dell’Arte “. Ha curato l'ufficio stampa e comunicazione del Movimento artistico spontaneo GoArtFactory per tre anni. Collabora sempre come ufficio stampa in determinati eventi del Rotary distretto 2031. Ė Presidente dell 'Associazione di promozione sociale e culturale "Le tre Dimensioni ", che promuove l' arte , la cultura e l'informazione e formazione artistica in collaborazione con le associazioni e istituzioni del territorio. Segue la comunicazione per varie aziende Piemontesi. Dice di sé: “L’arte dello scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole. È questo secondo me il significato vero della scrittura. Non parole, ma emozioni. Quando riesci ad arrivare al cuore dei lettori, quando scrivi degli altri ma racconti te stesso, quando racconti il mondo, quando racconti l’uomo. Quando la scrittura non è infilare una parola dietro l’altra in modo armonico, ma creare un’armonia di voci, di sensazioni, di corse attraverso i sentimenti più intensi, attraverso anche la realtà più cruda. Questo per me è il vero significato dello scrivere".