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Telecamere per spiare i dipendenti? A volte si!

Osservare cosa fanno i dipendenti in assenza del titolare, per verificarne la produttività, è una tentazione che almeno una volta attraversa la mente di ogni titolare di impresa, grande o piccola che sia.

Telecamere?

Ma si possono mettere le telecamere nascoste per spiare come e quanto lavorano?

No, ma ci sono delle eccezioni.

Tutela della privacy. Lo statuto dei lavoratori, in particolare  l’art. 4 del cd. Statuto dei Lavoratori (L. n. 300/1970), vieta l’installazione di telecamere per violazione della privacy e la Cassazione integra il reato con la possibilità per il dipende di denunciare il datore di lavoro.

L’eccezione

La Corte Europea dei Diritti dell’uomo però ha sollevato un eccezione con la recente sentenza del 19 ottobre 2019.

Infatti ritiene che adottare un sistema di video sorveglianza senza informare i dipendente può essere in taluni casi lecito.

Funzione investigativa e non preventiva.

L’installazione di telecamere nascoste deve sempre avvenire previo accordo con i sindacati aziendali e comunque, in mancanza, informando sempre i lavoratori.

Il caso

Se all’interno di un supermercato avvengono furti anomali ed il sospetto è che a compierli siano uno o più dipendenti, si possono installare le telecamere per un periodo limitato di tempo e al solo scopo di tutelare il patrimonio aziendale.

In generale non è l’unico caso in cui la sorveglianza è prevista. Si pensi ad esempio all’uso per motivi di sicurezza sul lavoro. La sorveglianza ad esempio all’interno di banche o uffici postali, diventa necessaria come deterrente per le rapine e quindi come fonte di sicurezza per i dipendenti stessi e naturalmente per i clienti.

Oppure come nel caso già citato di tutela del patrimonio, porre le telecamere all’interno di un supermercato, diventa importante per tutelare l’impresa dai quotidiani furti.

A differenza del precedente caso, in questa situazione i dipendenti ne sarebbero informati, nel precedente, come detto, la funzione sarebbe investigativa, limitata nel tempo e quindi sconosciuta ai dipendenti.

Telecamere riprendono un reparto di  supermercato

In ultimo, la sorveglianza, è prevista per esigenze organizzative e produttive.

Una telecamera posta all’ingresso di un grande negozio permette agli addetti di riceverli tempestivamente, così come una telecamera posta nei pressi di un macchinario pericoloso, permette il costante controllo e l’eventuale gestione del pericolo in caso di malfunzionamento.

Esclusi i casi su citati, l’uso delle telecamere è sempre illecito. Sempre.

La stessa decisone della Corte Europea entra in contrasto con la normativa italiana, ma nello specifico caso, la sorveglianza era giustificata da ragionevoli sospetti ed in caso la durata era limitata nel tempo.

La giurisprudenza come sempre è in divenire.

Il cambiamento culturale, economico, sociale, impone al legislatore un adeguamento nel giudizio senza naturalmente dimenticare la tutela di ogni singolo cittadino.

Equilibrio sempre più precario e soprattutto difficile da trovare tra il diritto alla propria privacy e il rispetto di regole comuni.

Avete delle curiosità? Volete un parere legale? Rispondete con un commento sotto l’articolo o inviate la vostra mail a info@zetatielle.com . L’Avvocato Zagarrigo vi risponderà.

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Luciano Zagarrigo
Avvocato dal 1997, Cassazionista dal 2016 Dice di sè :“Il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi e parlare; il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare” diceva Sir Winston Churchill… Nella vita come nel lavoro resta sempre un buon consiglio, e nella mia professione spesso ti salva la vita. In questo incredibile mestiere, si incrociano molte storie, coppie che si separano, bambini confusi, aziende che falliscono e lavoratori in difficoltà, ma anche famiglie che nascono così come imprese che si creano. Qualunque sia la divergenza da risolvere, la lite da sedare, non si deve mai dimenticare che al centro di ognuna di queste storie, ci sono persone, donne, uomini, bambini, imprenditori, persone che a volte hanno solo sbagliato il tempo, il tempo giusto per parlare o quello per ascoltare…Oltre 20 anni di professione con l’entusiasmo di chi vuole sempre immaginare, costruire ed osservare, cosa accadrà nei prossimi 20...”

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