È una bella città Torino, bella come un set cinematografico e in un certo senso per tutto quest’ anno lo sarà, con “Torino Città del Cinema 2020”, un film lungo un anno. Tutto da vedere.

Perché il 2020 è il compleanno del Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana (nasce il 20 luglio 2000). Ma è anche il compleanno della Film Commission Torino Piemonte (nata lo stesso giorno), che ha come obiettivo quello di promuovere Torino e il Piemonte come location cinematografiche e televisive. Torino celebra quindi il suo profondo e indissolubile rapporto con la Settima Arte diventando Città del Cinema 2020.

Un film lungo un anno

Un ricco calendario di iniziative, con l’obiettivo di creare ‘contaminazioni cinematografiche’. Dall’editoria alla musica, dall’arte contemporanea al teatro, sviluppando innovazione, tecnologia, multimedialità, educazione, formazione e accessibilità.

In altre parole prende vita ‘Torino Città del Cinema 2020. Un film lungo un anno’. Un progetto di Città di Torino, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione Piemonte, Fondazione per la Cultura Torino, media partner Rai.

Il culmine sarà nell’estate, ma già da ora possiamo partire con due appuntamenti imperdibili: PORTOFRANCO – RASSEGNA PERMANENTE DI CINEMA INVISIBILE al cineteatro Baretti e A QUALCUNO PIACE “CALL” al Museo del Risparmio.

Portofranco – Rassegna permanente di Cinema Invisibile


Trenta opere di fiction con tematiche sociali, politiche e di impegno, trascurate dai circuiti ufficiali delle grandi distribuzioni e, pertanto, invisibili. Il pubblico è accolto nel foyer dai ragazzi dell’Associazione “DOWN!” che promuove questa attività per favorire lo sviluppo delle loro potenzialità e un miglioramento della qualità di vita.

Per questa dodicesima edizione, PORTOFRANCO partecipa alle celebrazioni di Torino 2020 Città del Cinema, con due film passati in concorso al Torino Film Festival.

LA PATOTA (Paulina) di Santiago Mitre/TORINO 33 (2015), vincitore del Premio Speciale della Giuria e miglior attrice. Proiezione Martedì 11 febbraio 2020, ore 21 e Sabato 15 febbraio 2020, ore 18.

E ATLAS (THE MOVER) di David Nawrath/TORINO 36 (2018), vincitore del Premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Proiezioni: Martedì 3 marzo 2020, ore 21 e Sabato 7 marzo 2020, ore 18.

Torino Città del Cinema 2020 prendete posto inizia il film - rassegna 2020

A qualcuno piace “Call”

Al Museo del Risparmio, venerdi 13 febbraio, l’appuntamento A QUALCUNO PIACE CALL. In questa rassegna, un economista e un esperto di cinema guidano il pubblico in un viaggio tra educazione finanziaria e grandi film del presente e del passato.

Capolavori quali “Il colore dei soldi”, “La banda degli onesti”, “Una poltrona per due”, “La ragazza dei tulipani” consentono di ragionare, in maniera semplice e intuitiva, su alcuni fondamentali meccanismi finanziari.

Su questo tema intervengono: Alessandro Gaido, Presidente Associazione Piemonte Movie e Giovanna Paladino, Direttore e curatore del Museo del Risparmio. Ci saranno anche interessanti letture tratte da “Prendi i soldi e scappa. La finanza spiegata con il cinema” a cura di Luigi Sefusatti e Valentina Duretto.

INGRESSO LIBEROPrenotazione obbligatoria, ulteriori informazioni sul sito del MdR

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Monica Col
Laurea in lettere e filosofia un lungo passato come cronista de “Il Corriere Rivoli15" e “Luna Nuova”. Ha collaborato alla redazione del “Giornale indipendente di Pianezza", e di vari altri giornali comunali. Premiata in vari concorsi letterari come piazza alfieri e historica ( salone del libro 2019). Cura l’ufficio stampa di Parco Commerciale Dora, di "Rossoindelebile", dell’artista di Land Art Osvaldo Neirotti, della galleria d’arte “Ambulatorio dell’Arte “ , collabora sempre come ufficio stampa in determinati eventi del Rotary distretto 2031 e del Movimento Artistico GoArtFactory. Segue la comunicazione per varie aziende del territorio. Ha seguito come ufficio stampa la campagna elettorale di diversi politici sia locali che regionali. Dice di sé: “L’arte dello scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole” (Bergson).È questo secondo me il significato vero della scrittura. Non parole, ma emozioni. Quando riesci ad arrivare al cuore dei lettori, quando scrivi degli altri ma racconti te stesso, quando racconti il mondo, quando racconti l’uomo. Quando la scrittura non è infilare una parola dietro l’altra in modo armonico, ma creare un’armonia di voci, di sensazioni, di corse attraverso i sentimenti più intensi, attraverso anche la realtà più cruda. Questo per me è il vero significato dello scrivere.