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Sarà una nuova piattaforma on line, sarà una TV on demand e sarà tutta italiana. Nessuna serie TV o anteprime cinematografiche, ma una TV di contenuti culturali.

Ad annunciarla non è un colosso americano, ma il ministro Dario Franceschini, che l’ha definita “La Netflix della cultura italiana”.

La cultura on demand

Il progetto nasce nell’aprile 2020:”Stiamo ragionando sulla creazione di una piattaforma italiana che consenta di offrire a tutto il mondo la cultura italiana a pagamento“. Lo comunicava lo stesso ministro dei Beni Culturali.

Una sorta di Netflix della cultura, che può servire in questa fase di emergenza per offrire i contenuti culturali con un’altra modalità, ma sono convinto che l’offerta online continuerà anche dopo“.

L’investimento iniziale prevede una partecipazione di 10 milioni di euro finanziati dal ministero stesso e altri 10 emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti (Cdp). Altri 9 milioni arriverebbero dalla partnership con Chili, la società specializzata nei servizi di TV on Demand già presente sul mercato da anni.

Un progetto a sostegno della cultura

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di sostenere la cultura e l’arte, duramente colpite dallo straordinario e prolungato periodo di inattività dovuto alla pandemia.

Il progetto vuole promuovere la cultura italiana non solo nei confini nazionali, ma in tutto il mondo, con l’intenzione di dare massima visibilità non solo al nostro patrimonio artistico conosciuto, ma anche far crescere nuovi progetti e performing arts.

Non è la Rai

Poichè di progetto governativo trattasi, andava da se che fosse coinvolta la RAI, ente nazionale televisivo. E invece no.

Parrebbe risultare, citiamo testualmente l’Ansa, “una incompatibilità da diversi punti di vista con il contratto di servizio”, malgrado la Rai resti uno dei principali canali di programmazione culturale in Italia.

Decisione che ha sollevato malcotenti e polemiche da parte della dirigenza di Viale Mazzini.

Quindi, malgrado una prima valutazione, la scelta è caduta su Chili. Ma non si escludono eventuali cambiamenti e innesti in corsa.

Prossima apertura: febbraio 2021

La nuova TV on demand non ha ancora un nome, ma sappiamo per certo quali saranno i contenuti.

Ci saranno canali dedicati al teatro, all’arte, con tour virtuali nei musei più importanti d’Italia. Potremo seguire, vedere e rivedere mostre, rassegne, festival e fiere.

Un ampio spazio è dedicato alla musica lirica, pop o classica, a seconda dei gusti.

Non mancheranno film e documentari tematici, free e a pagamento.

Diversi contenuti live, con la possibilità di acquistare un biglietto “virtuale” per assistere a spettacoli in streaming. Un pò come è successo per la prima a La Scala di Milano, andata in onda il 7 dicembre e che ha visto quasi 3 milioni di spettatori.

Una visione che va inesorabilmente verso un nuovo modo di fruire dell’arte e della cultura, purtroppo a discapito dell’emozione insostituibile della performance live e di condivisione reale collettiva, che è intrinseca dell’essere umano.