(Adnkronos) – La guerra in Iran sta distogliendo l'attenzione globale dall'Ucraina e rinviando potenziali soluzioni tra Kiev e la Russia, con i colloqui di pace "costantemente rimandati" a causa del conflitto. A dirlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha messo in guardia contro le divisioni tra gli alleati occidentali esprimendo, in un'intervista alla Bbc, la preoccupazione che l'aumento delle tensioni e dei disaccordi rischi di indebolire il sostegno coordinato a Kiev. Zelensky ha quindi affermato di avere una "bruttissima sensazione" riguardo alla situazione geopolitica più ampia. Il leader di Kiev ha esortato quindi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro britannico Keir Starmer a incontrarsi e a trovare un terreno comune, in un contesto di crescenti divisioni politiche tra i due leader a causa della guerra contro Teheran. Parlando dopo i colloqui con Starmer a Londra, Zelensky ha dichiarato la necessità di dialogo. "Mi piacerebbe molto che il presidente Trump incontrasse Starmer… in modo che possano avere una posizione comune", ha aggiunto, suggerendo che l'incontro potrebbe contribuire a "rilanciare i rapporti". Zelensky ha poi affermato che l'Ucraina si troverà ad affrontare una carenza di missili per combattere la Russia a causa della guerra in Medio Oriente. Secondo il presidente ucraino, Vladimir Putin desidera una "guerra lunga" tra Stati Uniti, Israele e Iran perché ciò indebolirebbe Kiev, costringendo gli Stati Uniti a dirottare le risorse altrove. Il presidente ucraino ha inoltre affermato che il presidente Trump non si schiera "da nessuna parte" nella guerra tra Russia e Ucraina per non "irritare" Putin. Secondo il leader di Kiev, il conflitto in corso in Medio Oriente avvantaggerebbe Putin perché fa aumentare i prezzi dell'energia, il che rappresentava un problema per l'Ucraina, dove potrebbe verificarsi una "carenza" di missili. "Per Putin, una lunga guerra in Iran è un vantaggio", ha affermato Zelensky. "Oltre ai prezzi dell'energia, significa l'esaurimento delle riserve statunitensi e la riduzione della produzione di sistemi di difesa aerea. Quindi noi subiremmo un esaurimento delle risorse". Il capo dello Stato ha spiegato che ci sarà "sicuramente" una carenza di missili Patriot, il che rappresenterà "una sfida", aggiungendo che la domanda ora è "quando si esauriranno tutte le scorte in Medio Oriente". "Gli Stati Uniti producono dai 60 ai 65 missili al mese. Immaginate, 65 missili al mese sono circa 700-800 missili prodotti ogni anno", ha affermato. "E il primo giorno della guerra in Medio Oriente ne sono stati utilizzati 803". Il presidente ucraino ha affermato di ritenere che Trump "voglia porre fine a questa guerra", ma ha aggiunto che il presidente statunitense e i suoi consiglieri hanno scelto una strategia di stretto dialogo con Putin, "per non irritarlo, perché l'Europa lo ha irritato e Putin non vuole parlare con l'Europa". Una missione di ingegneri dell'Ue è arrivata intanto a Kiev ieri sera per una ispezione, in programma oggi, dell'oleodotto Druzhba che porta il petrolio russo a Ungheria e Slovacchia attraverso l'Ucraina, in deroga alle restrizioni imposte da Bruxelles. L'oleodotto è chiuso dallo scorso gennaio per danni provocati dai bombardamenti russi, rendono noto i media ucraini. Della missione non fanno parte tecnici di Ungheria e Slovacchia secondo cui l'Ucraina sta rallentando la riparazione dell'infrastruttura pretestuosamente. Nel frattempo il segretario del Consiglio di sicurezza in Russia Sergei Shoigu ha riconosciuto una maggior capacità delle forze ucraina di colpire i siti industriali militari in profondità in Russia. I raid contro le "infrastrutture" in Russia nel 2025 sono stati 23mila, contro i 6.200 dell'anno precedente, con un aumento di quasi quattro volte, ha spiegato in una rara ammissione, da parte di Mosca, dell'efficacia del nemico che usualmente viene invece negata. Vengono ora colpiri siti negli Urali che è ora considerata da Mosca, ha ammesso Shoigu, come "zona di minaccia immediata". "Nessuna regione in Russia può essere considerata sicura", ha affermato l'ex ministro della Difesa, considerati i sistemi che alcuni Paesi stanno sviluppando.
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