“Radici (23)”: il nuovo singolo che racconta la vita e la musica di Stefano Sani

Radici (23)” è il nuovo singolo di Stefano Sani, un brano che segna un passaggio importante nel suo percorso artistico. Nasce da un incontro, prima ancora che musicale, profondamente umano. Infatti, il cantautore fiorentino Gianni Salamone, dopo aver letto l’autobiografia di Stefano, “Sulla giostra della vita” (Felici Editore), pubblicata nel settembre 2024, ha sentito l’esigenza di scrivere una canzone capace di restituirne l’essenza più autentica.

Ma prima di parlare del nuovo singolo, facciamo un piccolo passo indietro, nel passato.

Lisa

Sono molto legato a questa canzone, per almeno tre buoni motivi.

Il primo mi riporta indietro nel tempo, al Festival di Sanremo del 1982, vissuto in diretta nella città dei fiori. Un’edizione vivace, divertente, piena di colpi di scena, polemiche, musica e ospiti internazionali di grande rilievo. Ma soprattutto un festival ricco di nuove proposte. Tra queste, proprio Stefano.

E qui entra in gioco il secondo motivo. Stefano è un mio coetaneo, orgogliosamente classe 1961. Siamo boomer a tutti gli effetti, e lo dico senza esitazioni, con una punta di orgoglio. Abbiamo attraversato in prima persona una stagione di grandi trasformazioni: cambiamenti sociali, politici, economici che hanno segnato profondamente la storia, a partire dalla seconda metà degli anni ’70. Che poi siano stati sempre cambiamenti in meglio, questo è un altro discorso. Naturalmente siamo ancora in pista, in attesa di ulteriori sviluppi…

Il terzo motivo ha il sapore dell’amicizia e dei ricordi vissuti. È legato a Roby Marsella, coautore insieme a Adelmo “Zucchero” Fornaciari, di “Lisa”, che all’epoca frequentava la radio in cui trasmettevo. E ogni volta il pensiero torna lì, a una notte della primavera torinese passata insieme, poco dopo quel Festival: io dietro al mixer, lui davanti al microfono, con la chitarra acustica sulle ginocchia. Gli era stato commissionato uno spot pubblicitario per un’azienda di porte corazzate, e lui lo costruì da zero, dando prova di una fantasia fuori dal comune e di una tecnica chitarristica sorprendente.

E così, tra musica, tempo vissuto e amicizia, questa canzone continua a raccontare anche un pezzo della mia vita.

Radici (23)

Dall’incontro con Gianni Salamone nasce un brano intenso e raccolto, che affonda nelle pagine del libro e le trasforma in musica. Anche la scelta sonora segue la stessa linea di autenticità: il brano è stato realizzato privilegiando strumenti suonati dal vivo, con un uso minimo di campionamenti.

“Radici (23)” parla di identità, memoria e riscatto, lasciando emergere quella passione profonda per la musica che accompagna Stefano da sempre, come una presenza costante, quasi inevitabile. Il racconto procede per immagini e suggestioni, senza mai forzare i toni, mantenendo una dimensione intima e coerente dall’inizio alla fine.

Dal punto di vista musicale, la canzone si muove in una direzione ben precisa: arrangiamento essenziale ma curato, costruito, come già sottolineato, attorno a strumenti “fisici” e a una dinamica che cresce in modo naturale, senza forzature. La struttura richiama quella della canzone d’autore più classica, come si “faceva una volta”, con uno sviluppo lineare e coerente, lontano dalle logiche più immediate e tutte uguali della produzione attuale. Anche la scelta dei suoni privilegia calore e profondità, evitando soluzioni artificiose. Una scelta controcorrente, forse, ma che proprio per questo finisce per distinguersi, puntando tutto sull’emozione e sulla centralità della voce e del testo.

A distanza di anni dagli esordi, la sua voce è oggi più matura, più consapevole, ma resta immediatamente riconoscibile. E per quelli della mia generazione, il suo è un ritorno particolarmente gradito.

stefano sani - la copertna del nuovo singolo radici 23 che raffigura una sedia di legno all'interno di una stanza vuota
“Radici (23)”: il nuovo singolo che racconta la vita e la musica di Stefano Sani

Stefano Sani

Nato a Montevarchi (AR) il 23 febbraio 1961 (alle ore 23:00), Stefano Sani si avvicina alla musica fin da giovanissimo, distinguendosi in numerosi concorsi per voci nuove, spesso con il primo posto. Il debutto ufficiale arriva nel 1981 al Festival di Castrocaro con “Un’altra atmosfera”, scritto da Zucchero Fornaciari, con cui ottiene il secondo posto.

La svolta arriva nel 1982 al Festival di Sanremo con “Lisa”, ancora firmata da Zucchero: il brano diventa un grande successo, imponendolo come rivelazione dell’anno e portandolo rapidamente alla notorietà nazionale. Nello stesso periodo pubblica anche “Quando lei ritornerà”. Nel 1983 torna a Sanremo con “Complimenti”, classificandosi quarto tra i Big, e pubblica l’album “Stefano Sani ’83”. L’anno successivo ottiene un altro quarto posto al Festival di Saint-Vincent con “Notte amarena”.

Nel 1986 esce “Delicatamente due”, disco che segna una fase di maturazione artistica e lo porta in importanti programmi televisivi. Parallelamente amplia i suoi interessi nel mondo dello spettacolo: conduce su Rai 3 il rotocalco musicale “L’Orecchiocchio” e intraprende un percorso teatrale, recitando in opere di Machiavelli e in operette.

Nel 1996 pubblica “Per un minuto di poesia” e prosegue la sua formazione al DAMS dell’Università di Firenze. Negli anni continua a esibirsi dal vivo in Italia e all’estero, alternando musica e televisione.

Torna all’attenzione del grande pubblico nel 2018 con il talent “Ora o mai più”. Nel 2013 pubblica “Lo zucchero e il sale”.

Sulla giostra della vita

Nel 2024 esce la sua autobiografia “Sulla giostra della vita”, testimonianza di un percorso artistico e umano intenso, tra successi, difficoltà e una costante passione per la musica.

Il libro racconta senza filtri luci e ombre di una vita nello spettacolo. I proventi destinati all’artista sono devoluti al reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale Meyer di Firenze.

Video & Credits

Il brano è stato scritto dal cantautore Gianni Salamone, che è anche ideatore del soggetto, della sceneggiatura e regista del videoclip.

Più che un videoclip, uno short movie che racconta frammenti di vita vissuta, tra passato, presente e futuro. Copertine di dischi e di rotocalchi, si alternano a momenti di assoluta serenità, tra casa e spiaggia e quella strada, sui titoli di coda, che porta chissà dove.

Sapiente e azzeccata la scelta di alternare immagi in bianco/nero e a colori, a sottolineare i diversi momenti della sceneggiatura.

Il video di “Radici (23)” è stato girato anche nella casa di Stefano, scelta come ambientazione principale e per la copertina, così da mantenere un forte legame con la storia del brano. Per rendere il racconto più autentico, gli attori sono membri della sua famiglia: il bambino che canta è il nipotino, mentre la madre e la nonna sono interpretate rispettivamente dalla nipote Lucrezia e dalla madre Graziella. Il gesto simbolico della nonna, che interra il cordone ombelicale sotto un rosaio, richiama un’antica credenza popolare legata alla trasmissione della passione per la musica.

Produzione artistica: Simone Papi e Gianni Salamone.

Arrangiamenti: Simone Papi.

Coordinamento: Marzio Benelli.

Hanno suonato: Simone Papi: pianoforte, testiere, arrangiamento e produzione artistica: Lallo Mauro: basso; Giacomo Guatteri: chitarre; Massimo Pacciani: batteria.

Potete seguire Stefano Sani su Facebook, Instagram, Spotify e sul canale YouTube.

Lele Boccardo
Lele Boccardo
(a.k.a. Giovanni Delbosco) Direttore Responsabile. Critico musicale, opinionista sportivo, pioniere delle radio “libere” torinesi. Autore del romanzo “Un futuro da scrivere insieme” e del thriller “Il rullante insanguinato”. Dice di sè: “Il mio cuore batte a tempo di musica, ma non è un battito normale, è un battito animale. Stare seduto dietro una Ludwig, o in sella alla mia Harley Davidson, non fa differenza, l’importante è che ci sia del ritmo: una cassa, dei piatti, un rullante o un bicilindrico, per me sono la stessa cosa. Un martello pneumatico in quattro: i tempi di un motore che diventano un beat costante. Naturalmente a tinte granata”.
Logo Radio