Dopo l’intenso esordio di “Camilla”, Nemesi torna con “Agave lo sa”, il suo nuovo singolo e secondo capitolo di un percorso artistico sempre più personale e autentico. A soli diciannove anni, l’artista continua a costruire una scrittura consapevole e profondamente emotiva, capace di trasformare esperienze intime in immagini universali.
“Agave lo sa” si muove in una dimensione sospesa e silenziosa, dove la solitudine non appare più soltanto come una paura da combattere, ma come una presenza costante con cui imparare a convivere. Il brano nasce da un interrogativo semplice quanto destabilizzante: la tranquillità coincide davvero con il benessere, oppure può nascondere un senso di vuoto difficile da riconoscere?
Attraverso scene quotidiane, pensieri frammentati e sensazioni trattenute, Nemesi costruisce un racconto delicato e diretto, in cui la normalità mostra tutta la sua fragilità. Le emozioni si intrecciano a dubbi e contraddizioni, dando vita a un’atmosfera intima, malinconica e al tempo stesso familiare. La solitudine diventa così qualcosa di ambiguo: una condizione che può rassicurare, ma che non riesce mai a trasformarsi in una pace completa.
Con “Agave lo sa”, Nemesi conferma la propria identità artistica in continua evoluzione, scegliendo ancora una volta di mettere al centro la sincerità delle emozioni e la forza delle domande, senza cercare risposte definitive. Un brano capace di parlare con delicatezza a chiunque abbia imparato a convivere con i propri silenzi.


Intervista
Ho avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con questa giovane artista: giovane, ma dalle idee chiare, determinata e consapevole. Ne è venuta fuori una intervista davvero interessante.
Come nasce Nemesi?
Nemesi nasce come un bisogno. Non sapevo come comunicare, con me stessa e con il mondo, e questa cosa iniziava a pesarmi fin troppo. Il silenzio, soprattutto il mio silenzio, è sempre stato il mio peggior nemico, l’unico modo per scappare dal silenzio è sempre stato la musica. Il mio primo approccio con la scrittura c’è stato intorno ai 10\11 anni, ma ancora non riuscivo a dare un senso a ciò che scrivevo: erano parole, poesie, testi, che rimanevano chiusi in un cassetto e che avevano come unico scopo quello di farmi tirare fuori qualcosa dalla mente.
Ho iniziato a scrivere accompagnandomi con la musica intorno ai 16 anni, un po’ come se fosse un urlo d’aiuto, ma non per il mondo, nei confronti di me stessa. Dopo quella mia ‘’prima volta’’ non ho mai smesso, la musica, che era già dentro di me, è diventata mia compagna di vita: ogni esperienza, ogni pensiero, ogni gesto, diventa per me musica. La mia musica è la parte più intima del rapporto che ho con me stessa.
Quale situazione ha stimolato la nascita del nuovo singolo?
Quando ho scritto ‘’Agave lo sa’’ ero in un periodo di riflessione: su come mi sentivo, su cosa stessi vivendo e come lo stavo vivendo, insomma cercavo di farmi più domande possibili. Quando mi sono resa conto che non sempre alle domande posso darmi una risposta ho iniziato a far pace con me stessa e ho iniziato a guardare il mondo e le storie altrui con occhi diversi, in maniera più consapevole.
Se dovessi fare una collaborazione importante/featuring quale sarebbe l’artista con cui vorresti confrontarti e perché?
Sicuramente mi piacerebbe confrontarmi con artisti come Madame, Blanco, Federica Abbate e Davide Petrella, perché penso siano le migliori penne della musica contemporanea italiana. Penso che da loro e dalla loro esperienza sul campo musicale potrei imparare molto e crescere da un punto di vista autorale.
Madonna o Lady Gaga?
Lady Gaga senza dubbio, senza nulla togliere a Madonna, ma io sono cresciuta con Bad Romance, Poker Face e Alejandro. Oltretutto credo sia una delle artiste che porta in live un vero e proprio spettacolo che vale la pena vedere almeno una volta nella vita, anche non conoscendo le canzoni.
La pandemia, anche se è alle spalle, ha cambiato le regole. Come vedi il futuro della musica?
Lavoro da troppo poco tempo in questo ambito per riuscire a dare un giudizio credibile. Posso dire che ci sono molti più artisti rispetto a tanti anni fa, ma credo ci siano anche molte più occasioni per emergere. Certo il tema dell’algoritmo spaventa perché sembra una schiavitù più che uno stimolo. Il problema è infatti rimanere a galla anche dopo avere fatto il pezzo del secolo, quello che ha soddisfatto l’algoritmo. Credo ci voglia un attimo per tornare nel dimenticatoio dopo aver fatto una hit.
E come vedi il tuo di futuro?
Ho tanta speranza per il mio futuro: vorrei riuscire ad emergere e far sì che le persone conoscano la ma musica e Nemesi a 360 gradi. Non ho nessuna fretta, solo tanta voglia di mettermi in gioco e di fare musica. Quindi spero in un futuro pieno di musica, della mia musica.
Nemesi
Non è vendetta. Nemesi è ordine, redenzione, rinascita. Nemesi è l’equilibrio ritrovato dopo la distruzione, l’autosabotaggio quotidiano. Nemesi è il disagio che sta dietro alle canzoni scritte, e a quelle non ancora pensate. Nemesi è Sara che non ce la fa più a essere Sara. Quel confine impercettibile tra ciò che si è, ciò che si rifiuta di essere, ciò che si vuole diventare e ciò che si vuole distruggere.
Potete seguire Nemesi su Instagram e sul canale YouTube.
“Agave lo sa” (Garbo Dischi – distribuzione Sony Music Entertainment) è disponibile in radio e in digitale dal 24 aprile 2026.


