Fino al 17 ottobre 2021, è possibile vedere, nelle sale principali di CAMERA, Transformations, mostra personale di Walter Niedermayr (Bolzano, 1952) un approfondimento sul tema dei cambiamenti dello spazio.
Curato da Walter Guadagnini, con la collaborazione di Claudio Composti e Giangavino Pazzola, il percorso espositivo include gli ultimi vent’anni di ricerca artistica di uno fra i più importanti fotografi italiani contemporanei.
“Il merito di queste opere potrebbe essere in modo particolare che in esse viene fissata una trasformazione ad un tempo fisica e culturale del mondo nel quale abitiamo, e del quale conosciamo ormai i limiti”. Così già nel 1998 Guy Tortosa individuava nel termine “trasformazione” una delle caratteristiche che saranno primarie nell’opera di Niedermayr.


Transformations, mutamenti continui
Niedermayr deve indubbiamente la propria fama alle riprese realizzate a partire dagli anni Novanta sulle montagne italiane, europee e mondiali. Occorre però anche evidenziare l’importanza concettuale degli altri suoi interessi nei confronti dell’architettura contemporanea. Dalle letture delle opere dello Studio SANAA agli interni degli ospedali e delle fabbriche, per giungere fino alla dimensione urbanistica di grandi opere come la TAV o il Mosè.
Infatti uno dei principi essenziali sui quali si basa la fotografia di Niedermayr, come spiega il direttore di CAMERA Walter Guadagnini, è proprio quello del mutamento, da cui il titolo della mostra,Transformations. Le sue
fotografie si fondano, infatti, sulle mutazioni che il paesaggio alpino ha subito e continua a subire.


La fotografia come lettura sociale
In Transformations troviamo quindi non solo i temi ricorrenti della sua opera come i paesaggi alpini, le architetture e il rapporto fra lo spazio pubblico e lo spazio privato, ma anche l’interesse per l’indagine sociale. Per il fotografo altoatesino, infatti, oggi lo spazio fisico non può essere approcciato con un’esclusiva intenzione documentaria, ma appare come perno di una relazione in continuo mutamento tra ecologia, architettura e società.
In lavori come Portraits, Ritratti, i cannoni sparaneve ripresi durante la stagione estiva, quindi “a riposo”, diventano presenze che abitano il paesaggio insieme agli umani. Crea le sue opere associando diverse immagini, in un’interpretazione soggettiva e in movimento dall’esito talvolta quasi astratto. Sono opere presentate nella formula del dittico e del trittico, caratterizzate da toni neutriche raccontano di attività umane e non. Un coesistere in equilibri e in costante mutamento, come nella serie Raumfolgen (Spazi Con/Sequenze).


L’introduzione di Walter Guadagnini, direttore di CAMERA
È evidente che il lavoro sul paesaggio di Niedermayr sia un lavoro interamente concentrato sulla sua modificazione: Le fotografie di Niedermayr, infatti, si fondano sulla mutazione che il paesaggio alpino ha subito e continua a subire. Trovano la loro ragion d’essere e la loro identità proprio in questo elemento, nella presenza di qualcuno o qualcosa che ha cambiato – e continua a cambiare – l’elemento naturale, fino a far scomparire – o comunque a modificare – persino la roccia e il ghiaccio.
È dunque una natura in movimento – sebbene indotto dall’uomo – quella che Niedermayr riprende, sempre più di frequente da un’altezza che attraverso l’appiattimento dello spazio aumenta il suo grado di astrazione. Un movimento lento, lo stesso che si percepisce nell’ampia campagna svolta in Val di Fiemme nel corso di ben sette anni.
Una coesistenza di sovrapposizioni
Una coesistenza resa visibile dal sovrapporsi di forme, stili e materiali diversi in spazi estremamente ridotti, che peraltro rispondono alla spazialità percepita nella valle chiusa dalle montagne, e anche per questo capace di mantenere forte la propria identità anche nel momento dell’apertura a un mondo, quello del turismo, destinato naturalmente a scardinare determinati equilibri sociali e identitari“.
La mostra è realizzata in collaborazione con la galleria Ncontemporary di Milano e con il sostegno di Ediltecno Restauri, Building S.p.a., Sipal S.p.a, Pro-Tec Milano, GAe Engineering e BMS Progetti. Sponsorizzazione tecnica: Fast Events.

