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Esiste un Museo dell’arte non visibile. Si chiama Museum of Non-Visible Art, MoNA. È un museo fatto solo di idee e vende opere d’arte che non esistono. Nessuna pittura da ammirare o statua da toccare. Ci sono soltanto concetti, progetti e descrizioni. Ognuno può immaginare l’opera finita a modo suo. È l’esasperazione dell’arte concettuale, la sua evoluzione estrema. Perchè nell’arte contemporanea non importa il prodotto finale. Conta la novità, l’imprevedibile, l’ispirazione in quanto tale. Conta l’idea.

L’indirizzo è 40 West 120th St. # 3 New York, e l’idea è nata da una collaborazione artistica tra Praxis, il duo composto da Brainard e Delia Carey, e James Franco, attore di Hollywood ma anche artista che vanta esposizioni in tutto il mondo. Nel 2011 inseriscono questo progetto sulla piattaforma Kickstarter e ottengono l’attenzione internazionale.

Arte non visibile : esiste un museo e vende ciò che non esiste.
L’attore James Franco

IL museo d’arte non visibile deve essere visto con l’occhio della mente leggendo un breve testo su un muro. In sostanza, l’opera d’arte stessa è ciò che lo spettatore vede nella sua mente, ma lo spunto per ciò che sta immaginando è scritto su una carta, montata sul muro. In pratica può essere letteralmente qualsiasi cosa, da un dipinto a una scultura a un’opera concettuale a una fantasia che non potrebbe mai essere realizzata fisicamente.

I prezzi dell’arte invisibile

I prezzi delle opere in vendita vanno da un dollaro a diecimila dollari. Per venticinque dollari si può comprare il disegno di Praxis ‘Dust Map'”. Cioè un quadrato di carta bianca appeso al soffitto. Il disegno è stato realizzato in due anni con la punta di una spillo. Misura 40×40.

Arte non visibile : esiste un museo e vende ciò che non esiste.
Esempio di testo su muro

Per 30 o più dollari si può acquistare la scultura ‘Tree of Life’ di Monica Jacobs, un “albero largo abbastanza per raggiungere lo spazio, ma piccolo abbastanza per entrare in una mano. La punta di ogni ramo finisce in un punto di luce che è una stella in un cielo di notte. Le radici si connettono con ogni punto della Terra. Sulla corteccia crescono i nomi di chiunque sia mai vissuto o vivrà”.

Il manifesto

Per chiarire le idee riportiamo il Manifesto del Museo che compare sul sito. Il Museo dell’arte non visibile descrive così sé stesso. “L’arte stessa non è niente. Tutto ciò che conta è ciò che resta. L’unica superficie che vale la pena dipingere è la mente dello spettatore. La visione dell’arte non dovrebbe richiedere occhi. Quello che vedi non ha importanza. Quello che hai visto è tutto. Tutto ciò che acquisti veramente è il bagliore residuo.

NORME PER LA CREAZIONE DEL NON VISIBILE

Non aggiungerai nulla al banale: non costruirai. Non sporcherai il mondo con l’arte: Non farai. Quello che non hai fatto deve essere bello. Quello che non hai fatto deve avere valore. Devi portare sul mercato ciò che non hai fatto: il mercato gli darà valore.

Devi dare all’assenza del mercato: Il denaro è banale finché non viene speso. Bisogna offrire al mercato l’angoscia: ciò che viene speso è doloroso. Devi rendere bello il mercato. Niente di bello senza dolore. Devi aumentare il mondo dietro gli occhi. Il relitto della Medusa. Ci ha lasciato i fosfeni. Devi evocarli e venderli. Solo quando hai fatto questo sei uno di noi.

La leggenda dell Architetto di Shiraz

Per comprendere ancora meglio il concetto del Museo, Brainard e Delia Carey raccontano la storia dell’architetto di Shiraz che aveva progettato la moschea più bella del mondo. Nessuno aveva mai immaginato un tale progetto. Era incredibilmente audace ben proporzionato, divinamente sofisticato.

Tutti i più famosi costruttori imploravano l’architetto di permettere loro di erigere la moschea, le persone più ricche al mondo venivano da lontano per comprare i progetti. I ladri escogitavano schemi per rubarli, i capi di Stato esercitavano pressioni. Eppure l’architetto si chiuse nel suo studio e, dopo aver fissato i progetti per tre giorni e tre notti, li bruciò tutti.

Meglio che rimanga perfetto

L’architetto non sopportava l’idea che l’edificio sarebbe stato soggetto a degrado o crolli per eventi imprevidbili. Durante quei giorni e quelle notti, nel suo studio vide la sua creazione profanata e ridotta in polvere, e fu terribilmente turbato dalla vista. Meglio che rimanga perfetto. Meglio che non sia mai stato costruito.

La storia è una favola, ma la sua idea principale, che lo stato ideale di una cosa è nell’attimo prima che venga all’esistenza, è suggestiva e allo stesso tempo terrificante. È l’idea alla base del Museo dell arte non visibile. L’idea alla base della pura arte concettuale.

Arte non visibile : esiste un museo e vende ciò che non esiste.
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Monica Col
Vicedirettore di Zetatielle Magazine e responsabile della sezione Arte. Un lungo passato come cronista de “Il Corriere Rivoli15" e “Luna Nuova”. Ha collaborato alla redazione del “Giornale indipendente di Pianezza", e di vari altri giornali comunali. Premiata in vari concorsi letterari come Piazza Alfieri ( 2018) e Historica ( salone del libro 2019). Cura l’ufficio stampa di Parco Commerciale Dora per la rassegna estiva , del progetto contro la violenza di genere promosso da "Rossoindelebile", e della galleria d’arte “Ambulatorio dell’Arte “. Ha curato l'ufficio stampa e comunicazione del Movimento artistico spontaneo GoArtFactory per tre anni. Collabora sempre come ufficio stampa in determinati eventi del Rotary distretto 2031. Ė Presidente dell 'Associazione di promozione sociale e culturale "Le tre Dimensioni ", che promuove l' arte , la cultura e l'informazione e formazione artistica in collaborazione con le associazioni e istituzioni del territorio. Segue la comunicazione per varie aziende Piemontesi. Dice di sé: “L’arte dello scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole. È questo secondo me il significato vero della scrittura. Non parole, ma emozioni. Quando riesci ad arrivare al cuore dei lettori, quando scrivi degli altri ma racconti te stesso, quando racconti il mondo, quando racconti l’uomo. Quando la scrittura non è infilare una parola dietro l’altra in modo armonico, ma creare un’armonia di voci, di sensazioni, di corse attraverso i sentimenti più intensi, attraverso anche la realtà più cruda. Questo per me è il vero significato dello scrivere".

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