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Siamo di fronte a un nuovo fenomeno: la crypto art. E molti in questo ultimo periodo si stanno chiedendo se questa nuova forma d’arte sia una grandissima bolla digitale o un vero e proprio fenomeno di arte d’avanguardia come non se ne vedeva da tempo.

Ma andiamo per gradi, o per assurdità. La storica casa d’aste, Christie’s, ha battuto, l’11 marzo 2021, il valore più alto di sempre per un opera crypto digitale: 69 milioni di dollari. La cifra astronomica è stata versata per Beeple, un crypto artista e la sua opera, che è un mosaico delle sue prime cinquemila opere digitali. La cosa incredibile è che questo valore scavalca di molto opere importantissime. E parliamo di nomi come Picasso, Monet, Dalì o Wharol.

Crypto art, bolla digitale o avanguardia? Ma sopratutto, cos'è?
Courtesy of Christie’s place

Crypto Art arte digitale e NFT

Questa vendita, 8 mesi fa, ha sancito ufficialmente l’ingresso degli NFT, la nuova arte digitale, nel mondo dell’arte istituzionale. Ma cosa sarebbe o meglio, cosa sarebbero gli NFT? Sono opere d’arte digitale, rese uniche attraverso un certificato di proprietà scritto in blockhain, che è una tecnologia.

Di fatto sono delle immagini digitali, dei video, delle gift animate, delle musiche che in realtà tutti possono scaricare gratuitamente, ma la cosa pazzesca, o il business, è che ciò che si paga è la proprietà di quell’oggetto, scritta appunto su una particolare blockchain. Complicato? Meno di quanto sembra. Andiamo per esempi.

Morons di Banksy un blockchain da 380mila dollari

Dunque iniziamo a spiegare. Un guppo di crypto artisti, il 14 marzo del 2021, ha dato fuoco in una live su internet a un’opera di Banksy: Morons. Morons rappresentava già di per sé una critica di Bansky al mercato dell’arte. L’opera, infatti, raffigurava un banditore d’asta intento a vendere un quadro con la scritta: “Non posso credere che voi idioti stiate comprando questa merda”. Il gruppo, dopo averla bruciata, ha rimesso in vendita la stessa immagine come NFT, cioè arte digitale.

Crypto art, bolla digitale. Morons dibBanksy
NFT di Morons su OpenSea

Solo come immagine quindi, cioè una foto dell’opera autentica. E se l’opera d’arte originale era stata acquistata dal gruppo, cioè la società di blockchain Injective Protocol per 98mila dollari due anni prima, nel 2019, l’opera di crypto art in NFT è stata venduta per 3880mila dollari, quadruplicando il valore. Capito il passaggio? L’opera vera non esiste più, la sua fotografia in NFT con certificato blockchain vale quattro volte tanto.Abbiamo scelto un’opera di Banksy perché ne aveva distrutta una lui stesso durante un’asta”. Così spiegano dalla Injective Protocol.

Anche Jack Dorsay con un tweet fa cryptoart

Anche il fondatore di Twitter, Jack Dorsay, ha fatto uno screenshot del suo primo tweet e l’ha messo in vendita come NFT, opera d’arte digitale o crypto art che dir si voglia. Venduta? Sì, per due milioni e mezzo di dollari.

Ma il tutto si può applicare anche ad oggetti da collezione. Infatti la NBA, National Basketball Association, principale lega professionistica di pallacanestro degli Stati Uniti d’America, ha creato il progetto top shot. Sono delle videoclip collezionabili salvate come NFT. Come fossero figurine in serie limitata. Hanno raggiunto complessivamente vendite per 400milioni di dollari.

Crypto art, bolla digitale o avanguardia? Ma sopratutto, cos'è?
Topshots, il progetto NBA
Il progetto top shot della NBA dal loro sito.

Ma cosa sono gli NFT?

Ma in pratica cosa sono effettivamente questi NFT che creano soldi più di Re Mida ? È un acronimo e sta per Non Frangible Token. Partiamo da token, cioè gettone virtuale di una tecnologia blockchain, un pò come i bitcoin per intenderci. Non Frangible, cioè senza una individualità specifica, non unica. Indica cioè un bene non replicabile e non sostituibile perché possiede una specifica individualità.

Per capire meglio partiamo dalle monete “fisiche”, cioè fungibili. Dove fungibile significa che è possibile cambiare una banconota da venti euro per un’altra da venti. Oppure un Bitcoin per un altro Bitcoin, e in mano ho sempre lo stesso valore. Ebbene, con gli NFT questo non è possibile poiché ognuno di essi è unico nel suo genere e non può essere sostituito, non fungible appunto.Quindi un NFT è qualcosa di unico, che rappresenta un’opera d’arte unica.

I market digitali

Ma dove si comprano questi NFT? Queste opere d’arte, di crypto art uniche? Nei market digitali, i cosiddetti marketplace. Ma non sono tutti uguali. Esistono dei market come SuperRare in cui possono vendere solo artisti accreditati. Altri invece sono aperti come OpenSea, il nome già la dice lunga, in cui chiunque, ma davvero chiunque può andare a pubblicare le proprie opere d’arte, o in realtà, ciò che gli pare.

Tra l’altro è una pubblicazione molto veloce. Ci vogliono meno di cinque minuti per creare un NFT. Ma ora la domanda che sorge spontanea….. É una bolla digitale? Cioè qualcosa che ci può scoppiare in mano come una bolla di sapone? Un contenitore vuoto?

È una bolla?

Allora, ovviamente chi compra NFT, lo fa perchè si aspetta che il valore di ciò che ha comprato aumenti nel tempo. Ma questo è un dato in comune a tutto il mondo finanziario delle azioni, così come a tutto il mondo dell’arte e del collezionismo e non da ultimo anche al mondo dei Bitcoin. Solo il tempo in realtà potrà rispondere a questa domanda. Anche internet agli esordi era visto come una grande bolla, ora muove il mondo intero.

Quel che si può dire con certezza è che gli NFT con le loro blockchain sono tecnologie d’avanguardia e, come la maggior parte delle tecnologie, sono qui per restare e progredire nel tempo. Se mai si potrà sicuramente assistere a degli assestamenti. Molti NFT andranno alle stelle, molti altri subiranno un netto ridimensionamento

L’importante è la tecnologia

La cosa che resta interessante è la tecnologia, perchè la tecnologia NFT permette di certificare, senza intermediari di alcun tipo, la proprietà di un bene. E questo potrebbe essere molto utile per utilizzi futuri in cui tramite un semplice NFT si potrà certificare la proprietà di un bene, come una macchina o una casa.

Per ora…. Impazzano su YouTube milioni di video in cui spiegano come diventare milionari con l’arte 2.0, la crypto art appunto. Ma attenzione.. se fosse così facile, saremmo tutti crypotartisti. E milionari.

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Monica Col
Vicedirettore di Zetatielle Magazine e responsabile della sezione Arte. Un lungo passato come cronista de “Il Corriere Rivoli15" e “Luna Nuova”. Ha collaborato alla redazione del “Giornale indipendente di Pianezza", e di vari altri giornali comunali. Premiata in vari concorsi letterari come Piazza Alfieri ( 2018) e Historica ( salone del libro 2019). Cura l’ufficio stampa di Parco Commerciale Dora per la rassegna estiva , del progetto contro la violenza di genere promosso da "Rossoindelebile", e della galleria d’arte “Ambulatorio dell’Arte “. Ha curato l'ufficio stampa e comunicazione del Movimento artistico spontaneo GoArtFactory per tre anni. Collabora sempre come ufficio stampa in determinati eventi del Rotary distretto 2031. Ė Presidente dell 'Associazione di promozione sociale e culturale "Le tre Dimensioni ", che promuove l' arte , la cultura e l'informazione e formazione artistica in collaborazione con le associazioni e istituzioni del territorio. Segue la comunicazione per varie aziende Piemontesi. Dice di sé: “L’arte dello scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole. È questo secondo me il significato vero della scrittura. Non parole, ma emozioni. Quando riesci ad arrivare al cuore dei lettori, quando scrivi degli altri ma racconti te stesso, quando racconti il mondo, quando racconti l’uomo. Quando la scrittura non è infilare una parola dietro l’altra in modo armonico, ma creare un’armonia di voci, di sensazioni, di corse attraverso i sentimenti più intensi, attraverso anche la realtà più cruda. Questo per me è il vero significato dello scrivere".