Per la prima volta in Italia arriva Georges de La Tour, definito il Maestro della luce, indubbiamente uno dei maggiori maestri del Seicento, in una mostra suggestiva a Milano, Palazzo Reale.
La Tour parte dal popolo. E il popolo rimane la sua fonte di ispirazione preferita. Per cui ecco che dipinge santi senza aureola né con tutto ciò che di solito classicamente lì circonda. Predilige soggetti presi dalla strada, come i mendicanti, dipingendo in generale gente di basso rango più che modelli storici o personaggi altolocati.
Il maestro della luce
De la Tour era quindi un finissimo osservatore della realtà quotidiana. Con un occhio attentissimo ai giochi di luce e ombre. In Francia fu uno dei più originali continuatori della scuola del Caravaggio. Anche se, per assurdo, non vi sono testimonianze che De La Tour abbia visitato Roma e l’Italia. Per cui la palese impronta del Caravaggio sembra essergli stata fornita dalla conoscenza dei lavori dell’olandese Hendrick Terbrugghen. Assiduo frequentatore degli ambienti artistici romani di inizio secolo XVII, nei quali brillava la stella di Caravaggio.
Rispetto a quest’ultimo però, osservava André Malraux, “interpretava la parte serena delle tenebre“. E ancora: “Ci voleva il suo genio per concepire un Caravaggio trasparente“.


Le sue opere si caratterizzano per l’incredibile abilità nel controllo delle fonti di luce. Spesso ambientava le opere in interni illuminati da una semplice candela, pratica assai diffusa nei primi decenni del XVII secolo in Italia, e divulgata poi in tutta Europa. Tutto questo gli vale oggi il titolo di : Georges de La Tour il maestro della luce.
Quadri intimi
I pochi quadri riconosciuti come suoi autentici sono perlopiù di formato medio piccolo. Sono intimi, privi di sfondo paesaggistico, notturni e, soprattutto nella presunta ultima fase artistica, quasi dei monocromi. Dipinti dall’impianto geometrico semplice ma modernissimo per l’epoca. La mostra a Milano, Palazzo Reale, attraverso mirati confronti con altri grandi maestri del suo tempo (Gerrit van Honthorst, Paulus Bor, Trophime Bigot, Frans Hals e altri), vuole portare una nuova riflessione sulle “sperimentazioni luministiche”.
Per la prima volta quindi possiamo ammirare il mondo e le opere di Georges de La Tour. Un mondo di immagini straordinarie, di gesti risoluti, di una contemplazione interiore che avvince ed emoziona.


George de La Tour
La vita di Georges du Mesnil de La Tour (Vic-sur-Seille, 10 marzo 1593 – Lunéville, 30 gennaio 1652) fu molto turbolenta e agitata. Innumerevoli gli atti giudiziari a suo carico, tanto da dare di lui l’immagine di uomo violento e avido.
Inoltre, a causa dell’incendio che nel 1638 distrusse Lunéville, La Tour si trasferì con i dieci figli a Parigi. Precisamente nelle gallerie del Louvre e per quell’anno di soggiorno fu “Pittore ordinario del Re”. Nell’inverno del 1652 un’epidemia di pleurite uccise Georges de La Tour, la moglie e il loro giovane servitore. L’attività di bottega fu proseguita dal figlio Étienne, anch’egli “Pittore ordinario del Re”.
Un progetto complesso 3 continenti 26 prestatori
La mostra di Milano a Palazzo Reale è un progetto che si presenta particolarmente complesso per diversi aspetti, tra i quali il numero di prestatori: ventisei da tre continenti
Ha coinvolto alcune delle più grandi istituzioni internazionali come la National Gallery of Art di Washington D.C., il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, la Frick Collection di New York. Ancora il Chrysler Museum di Norfolk, la National Art Gallery di Lviv, più una grande partecipazione delle istituzioni museali regionali francesi, come il Musée des Beaux-Arts di Nantes, il Musée du Mont-du Piété di Bergues, il Musée départemental d’Art ancien et contemporain di Epinal, il Museée des Beaux-Arts di Digione, il Musée Toulouse-Lautrec di Albi, il Musée départemental Georges de La Tour di Vic-sur-Seille.
La Mostra di Palazzo Reale a Milano è allestita in cinque sezioni tematiche. Incentrate su singoli soggetti e argomenti. Pone la vicenda biografica e artistica del pittore francese al centro di una riflessione
Dal 7 febbraio al 7 giugno 2020. Ulteriori informazioni sul sito