Dopo qualche settimana di silenzio e dopo aver lentamente metabolizzato la difficile situazione attuale, rinchiuso tra le quattro mura domestiche in una forzata “detenzione” domiciliare, mi accingo a riprendere il mio fedele computer per lanciare un grido di allarme. Nel decreto Cura Italia, i soliti esclusi non stupiscono ormai più, ma questa volta fa più male.

Decreto Cura Italia: i soliti esclusi

Grido in favore di tutti quei lavoratori inopinatamente esclusi dal decreto “Cura Italia” e financo dall’aiuto, se di aiuto possiamo parlare, rappresentato dal bonus di 600 euro per il momento limitato al solo mese di marzo.

Nel decreto Cura Italia, i soliti esclusi sono tutti quei lavoratori iscritti a Casse di previdenza privata. Avvocati, commercialisti, giornalisti, architetti in sostanza tutti quei professionisti con partita iva che non potranno attingere al bonus una tantum per il solo fatto di essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie come le singole casse.

Governo nuovo – Vecchi pregiudizi

Evidentemente il Governo ritiene, ed oggi lo conferma in maniera inequivocabile, che tali classi di lavoratori siano perfettamente in grado di mantenersi da soli durante i mesi di lockdown.

Evidentemente ritiene che tali categorie, siano formate da lavoratori che hanno o appartengono a studi professionali stile hollywood, difensori di grandi aziende, costruttori di palazzi, commercialisti di multinazionali sparse su paradisiaci atolli che nel corso degli anni hanno accumulato immense ricchezze perché, naturalmente, sono i primi evasori fiscali dell’universo.

Partita IVA – Oneri e Oneri e non è un refuso

In realtà si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di normali lavoratori con partita IVA; immaginate tutti i giovani professionisti che dopo aver fatto la gavetta (e la pratica professionale meriterebbe un articolo a parte) che in un ottimistico slancio imprenditoriale decidono di mettersi in proprio. Pensate abbiano già l’appalto per costruire un palazzo, o rappresentare un nome importante, o occuparsi del bilancio di grosse società. Ovviamente no.

Il peso dell’autonomia

Un affitto da pagare, le bollette della luce e del telefono, qualcuno la segretaria, magari le rate della fotocopiatrice. Per non dire del mutuo di casa o di un secondo affitto per l’abitazione principale.

Ma quanti avvocati ci sono in Italia?

La popolazione degli avvocati, per citare la mia categoria, è salita al 1 gennaio 2018 ad oltre 242 mila professionisti (fonte cassaforense.it) quasi mille in più dell’anno precedente.

Negli ultimi venti anni gli avvocati italiani sono passati dai 90.000 circa della seconda metà degli anni novanta agli oltre 242.000 nel 2017 (fonte cassaforense.it), in media 4 avvocati ogni mille abitanti, con età media di quasi 45 anni, ed in numero sostanzialmente pari tra uomini e donne, con ancora una leggera prevalenza maschile.

E quanti ingegneri ed architetti?

Inarcassa, la Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti liberi professionisti ha un numero di iscritti di circa 170.000 unità, di cui il 35% con meno di 40 anni.

Basta citare solo queste categorie di professionisti per rendersi conto del numero davvero importante di lavoratori che sono stati discriminati dal Governo del Paese in questo momento di grave difficoltà.

Studi aperti o chiusi a incasso zero

Gli studi legali possono rimanere aperti, ma io per primo non ricevo nessuno, resta fondamentale la tutela della salute reciproca. I Tribunali sono chiusi, significa udienze rinviate con l’evidente risultato di posticipare la conclusione di una causa e di vederne il riconoscimento economico.

Altre categorie escluse

Per non parlare delle badanti, delle collaboratrici domestiche, delle baby sitter, delle colf, una popolazione secondo l’ISTAT di 2 milioni di persone che non rientrano purtroppo nel decreto Cura Italia.

Come pensa il Governo di aiutare questa grande fetta della popolazione italiana?

E cosa pensa di fare per loro?

Sospensione dei pagamenti creativa

L’aver spostato le scadenze fiscali, l’aver sospeso i pagamenti all’erario solo per la cosiddetta rottamazione dopo l’invio delle cartelle esattoriali (penalizzando chi aveva scelto il concordato bonario che invece dovrà pagare), suona come una enorme presa in giro.

Ma come fa un professionista che nel mese di marzo, e si presume anche in quello di aprile, non ha guadagnato neppure un euro a pagare le tasse non versate una volta che l’emergenza finirà.

Affitto e utenze

In altre parole, il paradosso è servito, perché lo studio legale aperto, il Tribunale è chiuso, quindi la professione si esercita ad intermittenza ma l’affitto si deve pagare, perché il locale commerciale è di fatto praticabile, nessun decreto lo ha chiuso e quindi nessun beneficio per l’affitto.

Luce e gas – consumi in aumento

Il Decreto Cura Italia, inoltre, non prevede alcun blocco delle bollette, tranne che per la “ex zona rossa” Lombardia e Veneto. Peccato che ormai zona rossa sia diventata l’Italia intera!

Infatti, i gestori dei vari servizi, luce, gas e telefono, continuano ad inviare le bollette a casa di milioni di consumatori e negli uffici professionali chiusi? Bollette che, almeno per quelle casalinghe, cresceranno a dismisura vista la forzata presenza a casa delle persone. Cosa succederà se il cittadino impossibilitato a lavorare, non pagherà?

Si muove anche il Codacons

Il Codacons sta rivolgendo richieste ai parlamentari per risolvere la questione ma mai come in questo momento il Parlamento, che dovrebbe essere l’organismo più importante dello Stato, risulta essere confinato ad un ruolo di semplice uditore delle decisioni del Governo, svuotato da ogni suo potere.

Qualcuno deve aver letto, tra chi ci governa, la biografia di De Gaulle e deve essersi montato la testa.

Fondo per il reddito di ultima istanza

Per i professionisti iscritti alle casse private rimane forse la sola speranza del Fondo per il reddito di ultima istanza, nome piuttosto sinistro, istituito a favore dei lavoratori danneggiati dal virus Covid 19 e destinato a garantire ai lavoratori dipendenti ed autonomi che a causa del virus abbiano cessato, sospeso o ridotto la propria attività di beneficiare di una indennità.

Poi c’è l’incognita a fondo limitato.

Incognita a fondo limitato

Di questo fondo però non si sa praticamente nulla e bisognerà aspettare che definiscano regole e criteri nonché modalità di attribuzione dell’indennità. Ma il limite di spesa di tale fondo è pari a 300 milioni di euro…

Consapevolezza e sconforto

La consapevolezza di trovarci in un momento drammatico per il paese l’abbiamo tutti acquisita. Comunque, resta sempre l’amarezza e lo sconforto che il cambiamento, la giustizia, l’equità cosi tanto reclamati nei più recenti slogan elettorali siano per l’ennesima volta disattesi. Nuovo governo, vecchi pregiudizi.

You’ll never walk alone

“Non sarete soli” ripete il Governo. Slogan preso in prestito dal You’ll never walk alone dei tifosi del Liverpool e per questo mi suona ancor più come una presa in giro. Ci rialzeremo ne sono sicuro e come al solito lo faremo rimboccandoci le maniche, senza il concreto aiuto da parte dello Stato, sempre pronto a chiedere e bacchettare ma mai disposto a concedere.

Avete delle curiosità o volete un parere legale? Inviate la vostra mail a info@zetatielle.com. L’avvocato Zagarrigo vi risponderà

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Luciano Zagarrigo
Avvocato dal 1997, Cassazionista dal 2016 Dice di sè :“Il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi e parlare; il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare” diceva Sir Winston Churchill… Nella vita come nel lavoro resta sempre un buon consiglio, e nella mia professione spesso ti salva la vita. In questo incredibile mestiere, si incrociano molte storie, coppie che si separano, bambini confusi, aziende che falliscono e lavoratori in difficoltà, ma anche famiglie che nascono così come imprese che si creano. Qualunque sia la divergenza da risolvere, la lite da sedare, non si deve mai dimenticare che al centro di ognuna di queste storie, ci sono persone, donne, uomini, bambini, imprenditori, persone che a volte hanno solo sbagliato il tempo, il tempo giusto per parlare o quello per ascoltare…Oltre 20 anni di professione con l’entusiasmo di chi vuole sempre immaginare, costruire ed osservare, cosa accadrà nei prossimi 20...”