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Ogni film è di per sé, di fatto, un viaggio nel tempo; un loop infinito di film dentro gli stessi stereotipi.

Film che trattano quasi sempre gli stessi argomenti, con una qualità artistica tristemente livellata verso il basso.

Per questo, oggi più che mai, entrando al cinema abbiamo la sensazione di vedere continuamente le solite storie.

Abbiamo avventure di supereroi in costume svendute un tanto al chilo, sgonfie storie d’amore ed erotismo spicciolo, e commedie basate quasi solo su rutti e scoregge.

Quindi chi più di un amante del cinema vorrebbe davvero fare un bel viaggio indietro nel tempo in un’epoca diversa?

Abbiamo avuto diverse ere cinematografiche dal neorealismo italiano, la nouvelle vague francese e l’ondata di registi della nuova Hollywood.

Oggi invece la crisi sembra essere dei produttori, ormai soltanto tristi contabili senza anima ne’ idee.

Produzioni che sono impegnate ormai soltanto a creare remake, spinoff e sequel di film di successo dei bei giorni andati.

Ma non facciamo di tutta l’erba un fascio, visto che in fondo i film che andremo a consigliare oggi sono tutti abbastanza recenti.

Tre storie che vertono ovviamente sui loop temporali, dentro una confezione di genere che sappia sfruttare efficacemente il tema.

Perciò diamoci sotto e facciamo saltellare avanti e indietro le lancette dell’orologio, lo spettacolo comincia.

Leggi l’articolo in inglese

1- Timecrimes (2007)

Uomo mascherato

Una coppia sposata si trasferisce nella campagne spagnole, lontano dalla confusione della città.

La moglie sopporta il carattere intrattabile del suo uomo, convinta che la pace di quel luogo tranquillo lo aiuterà a rilassarsi.

Ma proprio mentre stanno completando il trasloco, l’uomo si allontana nei boschi, incuriosito da qualcosa in lontananza.

Infatti, una bellissima ragazza completamente nuda attira la sua attenzione, ma poi nota uno strano individuo dal volto mascherato.

Questi lo aggredisce con l’intenzione di ucciderlo, cosi deve fuggire di gran carriera trovando riparo in un piccolo edificio lì vicino.

La struttura si rivela però essere il laboratorio di un giovane scienziato, il quale sta compiendo ricerche nel campo del viaggio nel tempo.

A quel punto per lui inizia una giornata interminabile, dentro un loop di tragici eventi che sembrano impossibili da evitare.

Una giornata di scelte dalle conseguenze tragiche e imprevedibili, che l’uomo non sapeva neppure d’aver compiuto.

Dovrà così impegnarsi per rimettere a posto i danni che ha involontariamente causato, prima che scenda l’inevitabile tramonto.

Ma questo gioco mortale di causa ed effetto alla fine avrà una soluzione inaspettata, che lo porterà a ingannare perfino sé stesso.

Il mio peggior nemico sono io

Timecrimes è una piccola produzione tutta spagnola, tanto limitata nel budget quanto geniale nella sua realizzazione.

Con una manciata di attori e poche location, Nacho Vigalondo mette in scena un convincente film di fantascienza dalla inquietante atmosfera horror.

Una spirale che risucchia il protagonista in un vortice sempre più senza via di uscita, con una unica scelta finale possibile.

Karra Elejalde non è un attore bello o palestrato, ma fa ciò di cui un film ha più bisogno, recitando divinamente.

Il suo personaggio è odioso e antipatico, comportandosi sempre in modo arrogante e sprezzante verso gli altri.

Detto questo, l’unico nemico che poteva trovare sulla sua strada, capace di cambiarlo, è soltanto sè stesso.

E sarà solo in questo modo che scoprirà di amare davvero la sua dolce moglie Candela Fernández, dovendo fare di tutto per salvarla.

Tenendo presente, ovvio, la piccante tentazione della sexy sconosciuta Bárbara Goenaga, involontariamente coinvolta dentro il suo loop.

Il film risulta giustamente macchinoso nella prima parte, dove non abbiamo ancora tutti gli indizi per comprenderlo.

Ma arrivati alla fine le varie parti del meccanismo combaciano con grande soddisfazione e senza eccessive sbavature.

Una vittoria della buona sceneggiatura e regia, capace di convincere con una storia povera nei mezzi, ma davvero ricca di idee e atmosfera.

2- Time trap (2017)

donna sospesa nel tempo

La storia inizia con un professore universitario che si avventura in una remota foresta del Texas, alla ricerca della famiglia scomparsa molti anni prima.

Ironia della sorte, il professore scompare a sua volta e alcuni studenti iniziano a cercarlo nelle caverne di cui lui aveva accennato l’esistenza.

Convinti di fare semplice spereologia senza alcun pericolo, portano con loro alcuni ragazzini per un allegro weekend in compagnia.

Ma una volta calatisi dentro le grotte, le corde cedono improvvisamente facendoli precipitare e ferendo seriamente alcuni di loro.

Impossibilitati a tornare in superficie, il gruppo deve guardarsi attorno in cerca di un’altra uscita.

Inoltre, osservano sbalorditi che le loro corde si sono spezzate, come fossero consumate dopo anni di logorante usura.

Molto presto iniziano a capire che il tempo in quella caverna funziona in modo molto diverso che all’esterno.

Infatti, più si avvicinano al centro e più esso rallenta fino a quasi fermarsi, mentre all’esterno tutto procede molto più velocemente.

Di conseguenza le loro poche ore passate nelle grotte sono durate anni nel resto del mondo, immensamente cambiato nel frattempo.

A quel punto non hanno altra scelta che proseguire, trovare il professore e risolvere il mistero di quel luogo maledetto.

Tempus fugit, anche più di quanto pensi

Ammetto di ingannarvi un pochino inserendo questo film, che in realtà non ha dentro nessun loop o viaggio nel tempo.

Ma ho visto che in generale il pubblico ha deciso di sminuirlo e snobbarlo, quindi ho pensato fosse il caso di difenderlo.

In realtà, il film non ha una grande regia, con uno stile più televisivo che cinematografico alla sua base.

Comunque, la coppia Mark Dennis e Ben Foster riesce a portare a casa un lavoro dignitoso, gestendo bene i colpi di scena e i ritmi dell’avventura.

I protagonisti, mentre si trovano nelle grotte, passano letteralmente secoli che per loro sembrano minuti.

Si trovano quindi bloccati dentro un loop popolato di vittime ignare quanto loro del potere di quel luogo, tanto spaventate quanto pericolose.

Nel corso dei secoli le caverne si sono popolate di barbari selvaggi, conquistadores spagnoli, cowboys e perfino un guerriero gigante venuto dal futuro.

Tutti convergono nello strano e distorto tempo a velocità rallentata, lottando tra loro per sopravvivere.

Time Trap è una divertente variazione sul tema dei viaggi nel tempo, ideale per passare un pò del nostro tempo con leggerezza e ironia.

E anche se la realizzazione non è tra le più perfette, diamo comunque credito all’idea che in sè è buona e parecchio originale.

3- Predestination (2014)

uomo con pistola

E ora arriviamo al mio preferito in assoluto tra i film di viaggio nel tempo di questi ultimi anni.

La storia inizia con un uomo che sventa un attentato terroristico per miracolo, rimanendo però orribilmente sfigurato dall’esplosione.

Dopo una dolorosa chirurgia ricostruttiva, finalmente ottiene un nuovo volto, appena in tempo per l’ultima missione della sua carriera.

Scopriamo così che l’uomo è un agente temporale e lavora per una agenzia segreta che previene i crimini prima che essi accadano.

La sua missione consiste di tornare negli anni 70 e avvicinare un sospetto, il quale potrebbe portarlo al pazzo dinamitardo che lo ha quasi ucciso.

Fingendosi un barista, l’agente conosce questo strano ragazzo, che per una scommessa inizia a raccontargli l’incredibile storia della sua vita.

Questo strano tipo infatti era una donna fino a non molto tempo prima, cambiando poi sesso per delle complicazioni dopo aver partorito una bambina.

Come se ciò non fosse già abbastanza, sua figlia era stata poi rapita dall’ospedale svanendo nel nulla per sempre.

Il suo rancore è cresciuto fin da allora nei confronti dell’uomo che l’aveva messa incinta per poi abbandonarla, rovinandogli la vita.

A quel punto l’agente gli offre l’opportunità di vendicarsi, avendo però in mente un piano del tutto diverso per il povero ragazzo.

Una vita dentro al loop

Predestination è un incredibile viaggio nel tempo che mescola alla perfezione fantascienza, noir e il dramma esistenziale.

La prima parte è più lenta e rilassata, dando il giusto spazio ai due personaggi fondamentali della storia.

Il racconto al bar del ragazzo è un piccolo capolavoro di montaggio, riuscendo con semplicità a raccontare la sua lunga e drammatica epopea.

Passando in rassegna i momenti salienti della sua vita attraverso gli anni, scopriamo la sua solitudine di essere diverso e abbandonato da tutti.

Sarah Snook è bravissima a interpretare il doppio ruolo maschile e femminile, dando al suo personaggio una toccante profondità emotiva.

Dall’altro lato, il suo interlocutore Ethan Hawke è bravissimo a interpretare qualsiasi ruolo, dimostrandosi ancora un attore di razza.

Il confronto tra questi due caratteri è il cuore stesso della storia, entrambi dentro lo stesso loop di eventi inevitabili.

Ed essi evolveranno in modo progressivamente coinvolgente e irreversibile per entrambi.

Michael e Peter Spierig gestiscono con classe l’intreccio degli eventi con una messa in scena e una regia impeccabile.

I due registi tengono saldamente il timone di questo viaggio avanti e indietro nel tempo, senza inciampare mai nella confusione narrativa.

Insomma un film che può piacere a tutti, amanti della fantascienza o no, per una magnifica produzione tutta di origine australiana.

Sperando come al solito di avervi potuto consigliare qualcosa di interessante, vi invito come sempre a visitare il mio sito tutto incentrato sul cinema:

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