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Voglio essere onesto con voi, preparando da giorni questo articolo sul cinema reset dimenticato, perfino io avevo dimenticato quali fossero i film di cui volevo parlare.

Non vi faccio quindi una colpa se non conoscete o non ricordate i film in questione, che potreste avere visto oppure no.

Ogni anno escono migliaia di nuovi film, di cui magari anche i più appassionati ne guardano un centinaio e rimangono veramente colpiti soltanto da una decina di loro.

Prendete spunto da ciò che vi scrivo, sempre e comunque, soltanto come un’idea e umile suggerimento per dare uno sguardo a qualcosa che potreste aver involontariamente snobbato.

Soprattutto per i più giovani, ancora meno colpevoli perché all’uscita di questi film magari non erano neanche nati o camminavano ancora gattoni.

Premesso quindi questo mio piccolo sommario di intenzioni, facciamo un reset e riesumiamo assieme qualche frammento di cinema dimenticato.

Soffiamo via la polvere e strofiniamo lucidando per bene, perché una volta dato il PLAY vi assicuro ne varrà la pena.

Per fare contenti un pò tutti, mettiamo sul piatto tre generi di film diversi.

Un bel action anni 80, un film esistenziale dal lontano 60 e un divertente horror del 90.

Allacciate le cinture alla vostra poltrona vip, inforcate gli inutili occhiali 3d e afferrate saldamente il vostro secchiello di pop corn.

Si comincia.

1 – Tuono Blu (1983)

Elicottero in volo sulla città

Un simpatico e bisbetico pilota di elicotteri lavora da anni per la polizia di Los Angeles.

Sorvolando costantemente la città, sorveglia e aiuta i colleghi dall’alto a svolgere il loro lavoro.

Finché una notte non è testimone del brutale attacco a una donna da parte di alcuni rapinatori.

La vittima muore in ospedale e si viene poi a scoprire che era un importante consigliere comunale.

Allo stesso tempo l’esercito gli crede di testare in ambiente urbano un loro nuovo prototipo di elicottero militare.

Il suo nome in codice è Tuono Blu ed è dotato di una tecnologia di sorveglianza e un pesante arsenale tecnologicamente all’avanguardia.

Il mezzo è stato costruito per diventare la nuova arma anti-sommossa contro le crescenti rivolte e manifestazioni sociali.

Mentre sorvola la città alla guida dello strabiliante nuovo giocattolo dei militari, il poliziotto scopre i mandanti dell’omicidio del consigliere.

Dietro l’omicidio mascherato da comune rapina, infatti, si nasconde un complotto per il controllo totale della città.

Avendo registrato tutto con le telecamere dell’elicottero, l’uomo e il suo giovane collega realizzano di essere in grave pericolo.

A quel punto sarà una corsa contro il tempo per consegnare le registrazioni ai media e rendere pubblico lo scandalo oppure finire inevitabilmente uccisi.

Uno sbirro tra i cieli della città degli angeli

Tuono Blu è un originale e divertente poliziesco anni 80, famoso per le sue spettacolari sequenze acrobatiche in elicottero.

L’idea del poliziotto volante rianima un genere ampiamente abusato e dona alla storia uno stile tutto nuovo.

Il film rimescola sapientemente tutti i canoni del caso con un ritmo sostenuto e un senso dell’umorismo onnipresente a smorzare la tensione.

Una ricetta che molti dei film moderni sembrano aver perso, derivando verso storie inutilmente più seriose e un nevrotico montaggio da videoclip.

In aggiunta, la trama non è la solita lotta del bene contro il male tramite personaggi banali e stereotipati.

Al contrario, la repressione feroce della polizia contro i cittadini è ancora oggi, 40 anni dopo, un tema più attuale che mai che non conosce reset.

Specialmente negli Stati Uniti, come abbiamo potuto vedere nei tristi e recenti episodi di cronaca, poi ampiamente strumentalizzati per fini politici di ogni tipo.

30 anni di cinema reset per due autori che oggi molti hanno dimenticato

Il film è stato scritto dal geniale Dan O’Bannon, sceneggiatore dalla gloriosa carriera di blockbuster come Alien o Atto di Forza.

La sua abilità unisce alla perfezione un intrigante plot fantascientifico a delle tematiche psicologiche e sociali universali e controverse.

Alla regia John Badham dirige sapientemente questo mix scandendo il ritmo alla perfezione e traendo il massimo dai mezzi a sua disposizione.

Un regista oggi dimenticato ma che ha segnato il cinema con tanti piccoli cult tra gli anni 70 e gli anni 90.

Da Wargames, Corto circuito a La febbre del sabato sera, forse non tutti conoscono il suo nome, ma certamente hanno visto o sentito parlare di almeno uno dei suoi film.

Scegliendo i suoi protagonisti il regista ha avuto anche la fortuna di ottenere due attori di grande fama e sull’onda del successo.

Roy Scheider era infatti uno dei divi più gettonati dopo la sua splendida interpretazione ne Lo squalo di Steven Spielberg.

Un ragazzaccio dalla faccia simpatica e la battuta sempre pronta, perfetto per adattarsi a qualsiasi ruolo e genere di film.

Come suo acerrimo nemico abbiamo invece il sempreverde e mefistofelico Malcolm McDowell.

Iconico volto della follia, l’attore si è poi definitivamente abbandonato ai ruoli da cattivissimo dopo il celeberrimo Arancia Meccanica di Stanley Kubrick.

I due interpretano due piloti d’elicottero dalla forte rivalità che sfocerà inevitabilmente in un combattimento aereo finale al cardiopalma.

Riassumendo, Tuono Blu è un cult dimenticato che ai suoi tempi sbancò i cinema di tutto il mondo, seguito poi dall’omonima serie televisiva.

Un film senza età che non risente del reset di guardarlo oggi o la mancanza dei moderni effetti digitali, invecchiando quindi come il vino e migliorando con gli anni.

2 – Zorba il greco (1964)

Uomo greco a braccia aperte

Uno scrittore in crisi creativa è in viaggio verso Creta per rialimentare la fiamma tornando alle terre ereditate da suo padre.

Mentre aspetta la partenza della sua nave, fa amicizia con un vecchio greco di nome Zorba.

Chiacchierando amabilmente durante l’attesa, scopre che l’uomo una volta era un esperto minatore.

Decide cosi di assumerlo alle sue dipendenze per rimettere in sesto la vecchia miniera di lignite che fa parte dei suoi possedimenti.

Il greco si dimostra subito un uomo pieno di saggezza e volontà di aiutarlo anche nella sua vita personale.

In aggiunta, la gente del luogo desolato e isolato è molto contenta che finalmente in paese sia tornato un pò di lavoro.

Ma il carattere e comportamento del vecchio, assolutamente imprevedibile e incontrollabile, metterà a dura prova la pazienta e la resistenza del giovane.

Lasciandosi andare a una serie di eccessi, Zorba sparisce per giorni sperperando tutti i loro soldi e mandando in rovina qualsiasi speranza per il loro progetto.

Ma nonostante il disastro l’amicizia e il profondo rispetto del giovane verso l’anziano lo trasformeranno in un vero maestro di vita.

E la sua lezione più importante è che la vita, la musica e l’amore sconfiggono sempre qualsiasi avversità e disgrazia.

Quanto può essere complicato il più semplice degli uomini?

Zorba il greco è una magnifica apologia della vita e la felicità, vissuta attraverso la pazzia di un uomo libero da ogni costrizione.

Il suo bianco e nero classico di un cinema reset ormai dimenticato di semplice naturalezza che racchiude la storia in un epica cornice senza tempo.

La povertà delle locations e la sua popolazione lotta in ogni scena contro la loro grande ricchezza di passione e benevolenza.

Un contrasto che eleva ancora di più il pathos e la poesia della sua essenza, trasformandolo in un racconto di crescita e formazione per tutte le generazioni.

La lezione è una delle più semplici ed efficaci: nella vita ci vuole un pizzico di pazzia per essere davvero liberi e felici.

E anche se finiamo per distruggere quello che amiamo e possediamo, forse ripartire da un reset totale non è questa tragedia che immaginiamo.

Una morale che si stacca dalla quantità di soldi che abbiamo in banca e il successo nella nostra professione, qualunque essa sia.

E seguendo i consigli di questo nonno pazzo, forse ognuno di noi può trarre giovamento dalle sue folli perle di saggezza.

Euforico ed ebbro di fantasia e ottimismo, l’uomo è in cerca semplicemente della sua strada per un angolino di mondo dove trovare un pò di pace e gioia.

La cultura contro l’esperienza

Il contrasto tra i due personaggi principali è anche un riflesso della doppia natura del suo grande protagonista.

Un uomo di grande esperienza e conoscenza che conquista la scena fin da subito, facendosi amare senza remore da chiunque incontri.

Mirabilmente interpretato da Anthony Quinn, questo superbo personaggio rimane ad oggi l’apice delle sue performance cinematografiche.

L’attore è sempre stato uno strepitoso caratterista, adoperato di solito in una miriade di ruoli secondari come nei famosi Viva Zapata o I cannoni di Navarone.

Al suo fianco c’è il giovane ed ingenuo intellettuale interpretato da Alan Bates.

Uno scrittore che non riesce più a scrivere, miserabilmente infelice e sperduto nella sua triste e solitaria esistenza senza amici e senza amore.

Dall’altro lato, Zorba è invece un uomo chiassoso, ignorante e volgare che però vive a pieno ogni momento e ogni giorno della sua vita.

La sua storia ci insegna quindi che la cultura non rende migliori se non è supportata dall’esperienza e la conoscenza del mondo e le altre persone.

Il regista Michael Cacoyannis lascia saggiamente le redini del film in mano a Quinn che regna in ogni inquadratura giogioneggiando senza regole.

Una scelta azzeccata che porterà il film ad essere uno strepitoso successo internazionale degli anni 60.

Amato all’unanimità dalla critica e gli spettatori di tutto il mondo, possiamo definirlo uno dei massimi esponenti del reset culturale degli ultimi 50 anni.

Una piccola perla rara che molti hanno dimenticato e altri non hanno mai conosciuto, sommersa nell’oceano del cinema degli anni che furono.

3 – Cose preziose (1993)

Uomo e donna abbracciati

Nel centro della piccola e isolata comunità di Castle Rock viene aperto un nuovo negozio chiamato Cose Preziose.

Il suo proprietario è un vecchio singolare e riservato che sembra conoscere alla perfezione i desideri dei suoi clienti.

Ognuno di loro, varcando la sua porta, trova un oggetto o un cimelio particolare che lo attrae in modo irresistibile.

Ma il prezzo da pagare è molto più alto di quanto inizialmente immaginavano.

In cambio della sua mercanzia, infatti, viene richiesto soltanto un piccolo scherzo da fare ai danni di un ignaro concittadino.

Presto o tardi, tutti gli abitanti della città cadono nella tentazione e ricambiano compiendo innumerevoli dispetti e cattiverie uno contro l’altro.

Il clima diventa molto presto venefico ed estremamente pericoloso, alimentando piccole invidie e rancori in odio e furia omicida.

Scatenando una serie di reazioni furibonde, purtroppo, alcuni cittadini cominciano a uccidersi l’un l’altro.

Ma il piano finale in realtà è molto più ambizioso e prevede la devastazione totale di tutte le loro vite senza lasciare nient’altro che un cumulo di macerie fumanti.

Soltanto lo sceriffo locale intuisce il diabolico disegno, cercando di limitare i danni.

Ma gli eventi sempre più distruttivi e caotici lo costringono a rimandare fino all’inevitabile confronto finale con il malvagio proprietario del negozio.

Una città, mille storie diverse

Cose Preziose è una esilarante e avvincente metafora horror sull’ossessione del consumismo e l’avidità umana.

Il desiderio di possedere la loro particolare cosa preziosa spinge lentamente e inesorabilmente tutti quanti sul baratro della follia.

Quindi in questo è il consumismo a consumare letteralmente le anime e le menti di coloro che finiscono vittima dell’incantesimo.

Tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, riporta lo scrittore nella sua amata cittadina di Castle Rock, facendo un reset totale delle sue storie e dei suoi personaggi.

Il luogo immaginario creato dallo scrittore, infatti, era già stato teatro in passato di alcuni degli incubi del geniale re dell’horror del Maine.

Alcune delle sue migliori e più ispirate opere convergono tutte qui, in un modo o nell’altro.

Come attirate da un oscuro e malefico magnete, vi si intrecciano le vicende di opere come Cujo, La metà oscura e anche La zona morta.

Un intrecciarsi di trame e destini che ha portato, nel 2018, alla non molto riuscita e omonima serie televisiva.

Ormai dimenticato e lontano da essere un’opera imperdibile, resta un semplice esempio di cinema reset fedele più che dignitosamente al suo proposito.

Storicamente, i film tratti dagli scritti di Stephen King diventano dei grandi capolavori o delle inenarrabili boiate.

Una legge non scritta che, per una volta, viene piacevolmente violata da questo film.

Quando l’orrore si nasconde nel sorriso dei nostri amati vicini di casa

A dirigere la baracca abbiamo l’onesto mestierante Fraser Clarke Heston, figlio della più famosa stella del cinema Charlton Heston.

Il regista mette in scena alcuni validi, anche se a volte inutili, virtuosismi di camera scegliendo un ritmo in crescendo verso l’apocalittico finale.

Protagonista supremo della storia è Max von Sydow, istrionico diavolo che manovra tutto dietro le quinte.

Le rughe navigate e gli occhi senza tempo del grande attore sono la sintesi perfetta del suo personaggio.

Un malvagio puro e completo, paziente e implacabile, che osserva divertito la discesa negli inferi di tutti i suoi clienti.

Unico a contrastarlo è il puro di cuore interpretato da Ed Harris.

Cavaliere senza paura e senza macchia, lo sceriffo si pone come ultimo baluardo contro le dilaganti forze del male.

E anche se le sue intenzioni sono onorevoli e altruistiche, si troverà solo in guerra contro tutta la sua intera città.

Il film ha incassato discretamente nei cinema di tutto il mondo, finendo però velocemente dimenticato.

Nell’immaginifico collettivo infatti, a torto o ragione, è stato soppiantato nel reset culturale da altre opere di derivazione Kinghiana.

I vari Shining, Carrie, Misery non deve morire, Le ali della libertà o Stand by me sono stati capaci di sedimentare più a lungo e a fondo nei nostri ricordi.

Ma ciò nonostante, in estrema analisi, questo Cose Preziose è forse uno dei più ingiustamente sottovalutati.

Una volta che lo avrete visto, ditemi se non ho ragione a inserirlo in questa lista di film che hanno bisogno di un reset generazionale.

Augurando il meglio a ciascuno di voi, concludo come al solito ricordandovi che per ulteriori nuovi e vecchi consigli di cinema potete collegarvi al mio sito:

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