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C’è un luogo a Torino in cui la corrente pittorica del Surrealismo ha preso casa. Si chiama Sguazzi d’arte ed è in via Avigliana 36/a, nel quartiere Cit Turin, a pochi passi dal tribunale. Ma anche a pochi passi da dove il Surrealismo torinese ha visto le sue origini intorno alla metà degli anni Quaranta. Parliamo di Via Saffi 15 bis a Torino. Sede della “Soffitta macabra”, luogo di nascita, successivamente, del movimento “Surfanta”.

Qui, ad opera degli artisti Abacuc (al secolo Silvano Gilardi), Alessandri, Camerini, Colombotto Rosso, Macciotta, Molinari e Pontecorvo nasce, a Torino, il primo gruppo di Surrealismo italiano che prenderà poi, appunto, il nome di Surfanta. Erede di di quel surrealismo artistico e letterario d’avanguardia del Novecento, nato negli anni 20 a Parigi come evoluzione del dadaismo, di cui Breton fu il massimo teorico.

Opera di Abacuc “Rinoceronte figliato”, per concessione Sguazzi d’arte.

Il surreale di Sguazzi d’arte

All’interno di Sguazzi d’arte troviamo da diversi anni a questa parte, a cura del titolare Stefano Morabito, una esposizione permanente dei maggiori surrealisti italiani contemporanei. Inoltre, fino al 9 novembre, in collaborazione con la mostra Lorenzo Alessandri tra inconscio e surreale, presso la Sala delle Arti di Collegno, è allestita, a ingresso libero e gratuito, una mostra/esposizione sugli artisti fondatori e appartenenti al gruppo Surfanta, oltre ad opere di approccio ad altri pittori surrealisti.

In questa mostra si trova il senso che ha animato il gruppo Surfanta, quello che faceva dire, proprio nel primo numero del periodico “ Surfanta accetta di essere fuori dal tempo perché possiede una profonda fede in quelle categorie superiori che si chiamano Dio e Deità infernali, paura e lotta con la morte […]. Non si vuole col troppo amore per la materia e per le forme apparenti tradire il significato religioso della vita”. Ma si trova anche il senso puro del surreale. Quel surrealismo che vuole esprimere una realtà superiore, fatta di irrazionale e di sogno, per rivelare gli aspetti più profondi della psiche.

I maestri surrealisti

Ecco quindi che fino a novembre si apre da Sguazzi d’arte una finestra su Davide De Agostini, Enrico Allimandi con Colombotto Rosso e Francesco Casorati. E poi ancora Italo Cremona, Silvano Gilardi, Lamberto Camerini e, ovviamente Lorenzo Alessandri.

Uno spaccato d’arte di nicchia se vogliamo, ma di quell’arte che, più di altre correnti pittoriche, riesce a penetrarci nel fondo dell’animo. Seguendo i dettami del sogno, dell’immaginario, della fantasia che si sprigiona dalla nostra psiche quando l’inconscio riesce a ad avere la meglio sulla razionalizzazione.

Immagini di un allestimento presso Sguazzi D’arte con il suo curatore, Stefano Morabito.

Stefano Morabito

Chi è Stefano Morabito, anima di Sguazzi d’arte e appassionato di surrealismo lo apprendiamo direttamente dalle sue parole.

Tanti anni fa, ma non troppi, avevo l’abitudine, anzi il diletto, al sabato mattina di alzarmi presto, circa alle quattro – racconta Stefano-. Mi vestivo in silenzio per non svegliare la mia compagna e uscivo di casa per recarmi al Balon. Un tempo questo luogo aveva su di me un grande fascino, giravo per le bancarelle improvvisate per alcune ore, poi tornavo a casa con il mio bottino. All’inizio erano oggetti strani, ero affascinato da oggetti antichi di cui a volte non afferravo neppure quale potesse essere stato l’uso.

Ho comprato strumenti di misura, giocattoli, una livella ad acqua, dei tubi di Geissler, vaporimetri, dinamometri, clisteri, persino una macchina per elettrochoc, e mille altre cose strane. Poi sono passato all’arte e alle cornici e qui le cose si sono complicate. Giravo con in tasca una lente-contafili, una pila e un metro, era l’attrezzatura minima per non prendere cantonate e all’inizio ne ho prese tante. Poi piano piano, ho imparato a distinguere le stampaccie senza valore dalle serigrafie,dalle litografie, dalle acqueforti, dalle acquetinte e da tanti altri tipi di stampe, mi si era aperto un mondo sconosciuto e affascinante.

Allestimento

L’incontro con Lorenzo Alessandri

Una notte d’inverno davanti ad uno di quei banchetti, mentre un improvvisato ambulante cercava di tirare su il prezzo di due chine firmate Alessandri, mi si avvicinò un vecchio dai capelli bianchi e la barba lunga.Mi picchiettò sulla spalla come se fosse stato il padrone del Balon e di tutta Torino, mi chiese perché avevo comprato quelle chine. Io gli risposi che mi piacevano, insistette e mi chiese se non le trovavo piuttosto tristi, gli risposi che ciò che ci piace non è mai triste.

Non era solo il vecchio aveva un accompagnatore, sembrava un domestico, ogni tanto sosteneva il suo padrone, lo faceva con un grande rispetto, sembrava quasi si scusasse del suo aiuto.Il vecchio dopo le mie parole sembrava soddisfatto, mi porse un bigliettino, sopra c’era un indirizzo di un paese vicino, mi disse: “sono Lorenzo mi venga a trovare“.Io non capivo, gli chiesi: “…Lorenzo chi?“, mi disse: “Lorenzo Alessandri chi altro, mi venga a trovare“, mi ripeté “le regalerò una delle mie bambole magiche…“

Info e orari

Dal martedì al venerdì 11:00-13:00 e 17:00-19.00. Sabato ore 11:00-13:00. Chiuso sabato pomeriggio, domenica e lunedì. Per tutte le altre informazioni si può consultare il sito.

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Monica Col
Vicedirettore di Zetatielle Magazine e responsabile della sezione Arte. Un lungo passato come cronista de “Il Corriere Rivoli15" e “Luna Nuova”. Ha collaborato alla redazione del “Giornale indipendente di Pianezza", e di vari altri giornali comunali. Premiata in vari concorsi letterari come Piazza Alfieri ( 2018) e Historica ( salone del libro 2019). Cura l’ufficio stampa di Parco Commerciale Dora per la rassegna estiva , del progetto contro la violenza di genere promosso da "Rossoindelebile", e della galleria d’arte “Ambulatorio dell’Arte “. Ha curato l'ufficio stampa e comunicazione del Movimento artistico spontaneo GoArtFactory per tre anni. Collabora sempre come ufficio stampa in determinati eventi del Rotary distretto 2031. Ė Presidente dell 'Associazione di promozione sociale e culturale "Le tre Dimensioni ", che promuove l' arte , la cultura e l'informazione e formazione artistica in collaborazione con le associazioni e istituzioni del territorio. Segue la comunicazione per varie aziende Piemontesi. Dice di sé: “L’arte dello scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole. È questo secondo me il significato vero della scrittura. Non parole, ma emozioni. Quando riesci ad arrivare al cuore dei lettori, quando scrivi degli altri ma racconti te stesso, quando racconti il mondo, quando racconti l’uomo. Quando la scrittura non è infilare una parola dietro l’altra in modo armonico, ma creare un’armonia di voci, di sensazioni, di corse attraverso i sentimenti più intensi, attraverso anche la realtà più cruda. Questo per me è il vero significato dello scrivere".