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Per la rubrica “33 giri di ricordi”: recensione e retrospettiva dell’album “Supernatural” di Carlos Santana.

La Storia non è solo quella che si studia sui libri di scuola. E’ storia tutto ciò che ha contribuito al nostro sviluppo sociologico e che ha segnato gli eventi culturali. Ogni contesto storico è stato accompagnato dalla musica, colonna sonora che ha “battuto il tempo” e raccontato in modo indelebile la storia, fissandola a colpi di note nella nostra memoria. Nasce così la rubrica “33 giri di ricordi”, la musica che ha fatto la storia.

Proseguono gli appuntamenti con i 33 giri di ricordi, quelli che hanno segnato un’epoca: oggi parliamo di “Supernatural” dei Santana.

1999

1° gennaio: nasce ufficialmente l’Euro, la moneta unica europea. Il 2 gennaio 2002 sostituirà le valute degli undici paesi che vi hanno aderito.

Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca diventano membri della NATO.

A Los Angeles il film “La vita è bella” di e con Roberto Benigni è pluripremiato alla 71° edizione degli Academy Awards. L’attore toscano è  il primo non anglosassone ad essere premiato con la statuetta del Migliore Attore Protagonista.

Il Ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi, già Governatore della Banca d’Italia, viene eletto Presidente della Repubblica Italiana al primo scrutinio (13 maggio).

Roma: la Nuove Brigate Rose uccidono a Roma il consulente del ministero del lavoro Massimo D’Antona.

Viene emessa la prima versione del servizio di “file sharing” denominata Napster.

Romano Prodi viene eletto Presidente della Commissione Europea. Rimarrà in carica per cinque anni.

Nasce il programma di messaggistica istantanea, MSN Messenger Service, divenuto popolare negli anni successivi con il nome di MSN Messenger.

24 dicembre: Papa Giovanni Paolo II apre la Porta Santa: inizia il Giubileo 2000.

Anna Oxa vince il 49° Festival di Sanremo con “Senza pietà”.

Il Milan vince il campionato di Serie A (16° scudetto per i rossoneri). Marcio Amoroso (Udinese) è capocannoniere con 22 reti.

I San Antonio Spurs vincono il campionato NBA battendo ai play off i New York Knicks.

supernatural carlos santana: nella foto il logo di napster, il programma di condivisione musicale, con lo sfondo di un uomo con le cuffie in testa, le mani appogiate a un giradichi

Supernatural

Il fenomeno di Autlán de Navarro (Mexico), ma californiano d’adozione, è in un momento di crisi nera, nerissima.

Dimenticati i fasti degli anni’70, grazie ad album come “Abraxas” e “Caravanserai”, la stella del chitarrista messicano sta spegnendosi inesorabilmente.

L’ultimo grosso successo, in termini di vendite e di popolarità, risale addirittura al 1980 con l’album parzialmente dal vivo “Moonflower” e l’omonimo singolo.

Lui, guru delle sei corde per centinaia di musicisti, lui, che in piena epopea punk dominava le classifiche con la strumentale e struggente “Europa (Earth’s Cry Heaven’s Smile)”, lui, che riempiva stadi ed arene in tutto il mondo, sta vivacchiando, quasi in attesa dell’eutanasia.

Il mix esplosivo che ha caratterizzato i primi lavori, ovvero un caleidoscopio di colori a base di salsa, rock, e blues, in una parola “fusion”, ma assolutamente “latin”, non “tira” più.

Ma ci pensa il mitico produttore Clive Davis a dargli l’input giusto, con una sola parola: ringiovanire.

Ringiovanire il sound, ringiovanire i collaboratori e gli autori, ringiovanire soprattutto la band.

Aggiungete una serie di special guest da paura tipo Rob Thomas, The Product G&B, Everlast, Eric Clapton, Eagle-Eye Cherry e Manà, tra glia altri, ed ecco il risultato: trenta milioni di copie vendute, quindici volte disco di platino, e otto Grammy Awards, fra cui quello più prestigioso, ovvero Album dell’anno. In una parola: “Supernatural”.

supernatural carlos santana - la copertina del disco in un tripudio di colere rosso, con una chitarra stilizzata sulla sinistra
La copertina di Supernatural di Carlos Santana (Santana)

Smooth

Un intro che è diventato leggenda, un ritmo che è diventato vangelo.

Un ringiovanimento che passa anche attraverso due ulteriori capitoli: la timbrica della chitarra, dalla Gibson alla Paul Reed Smith, che gli confeziona la “PRS Santana”, e il cappello. Abbandonata la chioma cespugliosa e fluente degli esordi, la bandana degli anni ’80, Carlos Santana, complice una incipiente calvizie, opta per il cappello, rigorosamente Stetson, modello “Odenton pork pie”, e, giusto per avere più carisma e sintomatico mistero, gli occhiali da sole..

Smooth” è un vero masterpiece: un mix esplosivo di generi, una “contaminazione” globale, estremamente sexy, condito da una chitarra che non tradisce mai, inconfondibile, nonostante il suono più acuto, a volte stridulo, rispetto al passato, e dalla voce sporca e affascinante di Rob Thomas.

Il videoclip, 228 milioni di visualizzazioni, è un tripudio di colori, e good vibrations: sexy anche in questo caso, calza a pennello.

Maria Maria

Oh, Maria, Maria. she fell in love in East L.A. To the sounds of the guitar, yeah, yeah. Played by Carlos Santana”.

Quando il reggaeton, nato praticamente con questo singolo, incontra il rap: grandissima performance by The Product G&B, unita ad un irresistibile mix di chitarra acustica ed elettrica. Un ritmo che entra nelle vene, una flebo di energia, che illumina anche la giornata più buia.

349 milioni di visualizzazioni per il videoclip: se sexy si adattava a “Smooth”, qui siamo quasi hard.

Corazòn espinado

La mia preferita in assoluto.

Lingua spagnola che ha sempre un suo perché, un ritmo trascinante, stacchi da paura, e soprattutto un intro copiato almeno un miliardo di volte. Canzone che è stata musa ispiratrice negli anni a venire, per tantissimi musicisti: il colombiano Juanes, uno fra i tanti.

Grandissima performance vocale di Fernando Fher Olvera, cantante dei Manà, che rende il brano ancora più intrigante.

Il videoclip ha realizzato “solo” 187 milioni di visualizzazioni e presenta un Carlos Santana che rispolvera il look anni ’70, e il resto della band in azione sul palco di un piccolo club.

Shaman

Tre anni dopo “Supernatural”, Carlos Santana pubblica “Shaman”, dove si avvale del featuring di parecchi artisti rap e hip hop: il disco ottiene un discreto riscontro di critica e di pubblico, senza tuttavia raggiungere le vette del precedente.

Nel 2005 esce “All that I am”, che vanta diverse collaborazioni di prestigio, soprattutto per l’hit-single “Just feel better”, che vede la voce di Steven Tyler degli Aerosmith, assoluta protagonista.

Poi nuovamente l’oblio, per una decina d’anni, interrotto quasi per magia da “Santana IV”, album registrato con la formazione storica, che lo ha accompagnato nei primi anni ‘70, e che si è rivelato un gradito ritorno ad atmosfere vintage, ormai quasi dimenticate (soprattutto per i vecchi fans).

Una cosa, il guru della chitarra, non ha mai fatto mancare ai milioni di supporters sparsi nel globo: i concerti. Sempre sold-out in ogni continente, in ogni nazione, anno dopo anno, decade dopo decade.

Personalmente ho avuto la fortuna di assistere ai live più volte, in epoche diverse, e di apprezzare, oltre ai suoi assoli, le spettacolari sezioni ritmiche: batteristi come Graham Lear e Walfredo Reyes (mai abbastanza celebrato), e percussionisti come Josè “Chepito” Areas e Peter Escovedo (padre di Sheila E, batterista di Prince).

Concerti dove tutti, ma proprio tutti, i presenti, diventavano chitarristi provetti, anche se solo per una notte: la magia di una “Samba pa ti”.