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Oggi pomeriggio, sul sito della città di Torino si leggeva dell’apertura degli esercizi con ristorazione d’asporto al via dal 4 maggio. Stasera Alberto Cirio, governatore della Regione Piemonte, annuncia che l’apertura dei takeaway è consentita in tutto il Piemonte, tranne che a Torino. Il capoluogo deve aspettare invece il 9 di maggio.

Di seguito riportiamo il testo integrale del comunicato apparso in un post sul profilo facebook del governatore, pubblicato anche sul sito della Regione Piemonte

CIRIO: DAL 4 MAGGIO CONSENTITI IN PIEMONTE TAKEAWAY E RISTORAZIONE DA ASPORTO, A TORINO DAL 9 MAGGIO

Abbiamo lavorato insieme alla Prefettura di Torino e ai rappresentanti degli enti locali e delle associazioni di categoria per trovare una sintesi tra la prudenza che ci viene chiesta dai medici e l’esigenza di riapertura delle nostre attività. La soluzione che abbiamo individuato ci permette di consentire il servizio di ristorazione da asporto, pur mantenendo alta l’attenzione.
Il Piemonte sta ripartendo e lo fa con l’equilibrio necessario a garantire la salute dei suoi cittadini e della sua economia. Per la procedura di attivazione del servizio ho scelto la via più veloce, infatti basterà semplicemente comunicarlo al Comune, perché le nostre aziende hanno bisogno di lavorare e di farlo subito senza il peso della burocrazia.
Il coinvolgimento diretto dei sindaci, invece, permetterà di valutare eventuali criticità e anche un monitoraggio costante della situazione.
Prudenza e ripartenza possono e devono convivere. Basta avere buonsenso.

Nel caso di criticità specifiche o dove non possibile assicurare il rispetto delle misure di sicurezza, i sindaci potranno anche valutare di vietare l’attività sull’intero territorio comunale o delimitarla su parti di esso.

La scelta di attendere qualche giorno in più per la riapertura a Torino risponde, invece, alla necessità di una maggiore cautela sul capoluogo piemontese, in considerazione dell’alta densità demografica, del numero complessivo delle attività di ristorazione e di un quadro epidemiologico che impone maggiore prudenza.

Le attività di ristorazione interessate (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) potranno attivare il servizio di asporto dandone una semplice comunicazione al Comune, che però potrà immediatamente sospendere l’attività in caso di inadempienza delle prescrizioni da parte dei singoli esercizi.

I Comuni dovranno garantire il rispetto delle seguenti disposizioni

In attesa dell’ingresso, la distanza minima in coda dovrà essere di 2 metri
Il ritiro dei prodotti, precedentemente ordinati, dovrà avvenire per appuntamenti dilazionati nel tempo allo scopo di evitare assembramenti all’esterno e consentendo nel locale la presenza di un cliente alla volta, assicurando che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e sempre rispettando le misure di sicurezza previste dal DPCM del 26 aprile.
Il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e nelle immediate vicinanze.
Sarà consentito l’asporto anche in quegli esercizi di ristorazione per i quali è prevista la consegna al cliente direttamente dal veicolo
Ogni cliente, così come il personale in servizio, dovrà indossare una mascherina.
Le persone presenti all’interno del locale dovranno sempre mantenere la distanza minima di 2 metri.

L’attività di ristorazione da asporto sarà possibile dalle 11 alle 14 e dalle 18 alle 21. Gli orari sono indicativi. Resta infatti salva la possibilità dei sindaci di modificarli per consentire, ad esempio, anche la colazione da asporto.

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