Ciao Margherita…ieri per la prima volta in 14 anni di matrimonio ho ceduto ad una tentazione…è un collega di lavoro, anche lui sposato. Non ci siamo mai molto considerati (anzi siamo molto diversi) ma ieri, e tralascio i particolari, non siamo riusciti a sottrarci a questa cosa quasi da adolescenti. Eppure, amo mio marito e non so come questa cosa sia potuta degenerare così. Forse ha ragione chi dice che l’essere umano riesce a separare cuore e fisico…So che non mi risponderai…però ci provo…a te è mai capitato? Sei sempre stata fedele? Una tua fan che per forza deve restare anonima!

Cara Fan Anonima,

non ho nessun problema a risponderti, anche se forse la mia risposta la giudicherai banale. Io, sinceramente, non sono mai riuscita, nel corso della mia vita, a scindere fisicità e sentimento. Cioè, per me quel tipo di passione deriva sempre da un interesse umano e sentimentale verso l’eventuale partner. Questo non significa non aver vissuto avventure, ma non sono mai caduta in tentazione e significa che alla base c’era sempre qualcosa che, nel mio caso, andava oltre.

E poi, sì: sono una persona fedele. E non per autoimposizioni, imperativi morali, educazione bacchettona o altro…ma perché quando sono con una persona, se le cose vanno bene, io trovo in quella persona tutto quello che mi fa stare bene. Diversamente, preferisco stare sola.

Mi ricordo che quando lavoravo con Tomas Milian [n.d.r. attore, sceneggiatore e cantante cubano], il suo fascino su di me era molto forte. Non solo era bello ma anche straordinariamente cavaliere, gentile, premuroso.

Però quando parlo del nostro rapporto dico sempre “se non ci fosse stato mio marito…mi sarei innamorata”…Capisci? “Se non ci fosse stato mio marito…”.

In più, io ho un’idea dell’amore – forse un po’ idealizzata – , per cui la “lei” ama solo il suo “lui”, per cui non c’è posto per altri e dove ci si amerà per sempre. Solo crescendo ho imparato che una passione, un po’ come un fiore, può anche sfiorire ma a me piace ancora pensare all’amore come una favola a lieto fine!

Un bacione, Margherita

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Margherita Fumero
Attrice teatrale televisiva e cinematografica. Allieva di Macario, ha lavorato per anni in coppia con Enrico Beruschi. Tra le sue partecipazioni più famose: Drive In di Antonio Ricci e Camera Cafè nel ruolo della stagista Wanda. Dice di sè: Descrivermi? Io? Già è difficile descrivere una persona che si conosce da diverso tempo, figuriamoci se stessi, ma...ci proverò! Anche perché non è così scontato che un individuo si conosca in tutte le sue sfaccettature, nonostante sia in “compagnia di se stesso” da tutta una vita. Infatti, ci sono parti di noi che ci sfuggono, altre che sono sotterrate negli strati più profondi del nostro animo, oppure altre che semplicemente non vogliamo vedere. Io, complice il lavoro che faccio, ho dovuto scavare dentro di me, anche per fare arrivare al pubblico l'emozione che deriva dall'essere in una particolare situazione. In più – e lo dico per chi non conosce la mia formazione – ho frequentato l'Accademia di arte drammatica, non di “arte Comica”! Fu Macario che mi consigliò di dedicarmi al comico, attraverso la frase che cito in tutte le interviste dove mi chiedono dei miei esordi: “con quella faccia lì, devi far ridere”, mi disse. Tuttavia, non si deve pensare che essere attori comici significhi per forza conoscere solo il lato divertente della vita; anzi! Si dice che i più grandi comici della storia siano stati dei depressi; un po' come i clown che, in alcune scuole di mimo e recitazione, vengono presentati come personaggi in realtà tristi. Io, in realtà, a parte qualche triste e naturale accadimento – come quelli che la vita riserva più o meno ad ognuno di noi – non posso sicuramente dire che sia o sia stata una persona infelice. Al contrario: la mia “voglia di far ridere” deriva da quella serenità che ho sempre respirato in famiglia. Mia mamma Luisa era un po' come me: ironica, sorridente e con la battuta pronta. Il mio papà Gino era più riflessivo, più incline alla saggezza, ma sempre sereno. Io ho fatto un bel frullato di queste caratteristiche, ci ho aggiunto quello che la natura mi ha regalato attraverso il temperamento et voilà: signore e signori, questa è la Fumero! Una signora buffa ma dignitosa; un soggetto autoironico ma profondamente rispettoso degli altri; una donna che può interpretare mille personaggi, pur rimanendo sempre se stessa. Una persona che finge sul palcoscenico ma che è profondamente vera nella vita reale.