Guidare in stato di ebbrezza un monopattino elettrico è reato

Torniamo a parlare di monopattini elettrici, croce e delizia del traffico cittadino.

Negli ultimi anni i monopattini elettrici hanno trasformato il modo di muoversi nelle città italiane, complice il clamoroso e considerevole sostegno dei Governi nell’incentivare, anche in modo esasperato, l’uso e l’acquisto di questi trabiccoli, attraverso bonus e incentivi a privati e Comuni, anche se, negli ultimi tempi, tante città hanno fatto marcia indietro e hanno vietato l’uso, come a Parigi (leggi qui), o revocato lo sharing, come Firenze (leggi qui).

Una scelta nata con nobili scopi ecologici e che dovrebbe invogliare a snobbare le automobili e decongestionare il traffico cittadino.

Molte persone li scelgono per spostamenti rapidi, economici e flessibili e, in effetti, è una soluzione comoda ed efficace, se usata in modo responsabile. In realtà, sono tante le persone che, invece, usano il monopattino con leggerezza, come se fosse un giocattolo con cui divertirsi sui marciapiedi e in controsenso, fregandosene altamente di regole e divieti.

Questi comportamenti hanno portato anche nuove domande sulla sicurezza stradale e sulle regole da rispettare.

Perché il monopattino elettrico viene considerato un veicolo a tutti gli effetti?

Il Nuovo codice della Strada identifica come veicoli tutte le macchine che circolano sulle strade grazie alla guida umana. In questo insieme rientrano biciclette, biciclette a pedalata assistita e monopattini elettrici. La legge 160/2019 ha consolidato questa impostazione, inserendo i monopattini nella categoria dei velocipedi e, di conseguenza, soggetti alle stesse regole e sanzioni.

Questo chiarimento incide sul comportamento quotidiano degli utenti ed elimina l’idea che questi mezzi possano appartenere a una sfera d’utilizzo ricreativo o informale.

Chi utilizza un monopattino deve considerare le stesse regole applicate agli altri mezzi di mobilità leggera.

Da qui, la recente sentenza di Cassazione che stabilisce che guidare in stato di ebbrezza il monopattino elettrico è reato penale e dunque soggetto alle stese pene e sanzioni previste per gli altri veicoli che circolano su strada.

La strada è uno spazio condiviso dove ogni utente rispetta limiti, precedenze e norme di sicurezza e la Cassazione ha ribadito questo principio con chiarezza, sottolineando che il monopattino partecipa pienamente al traffico urbano. L’equiparazione elimina qualsiasi ambiguità interpretativa e rafforza il ruolo della normativa stradale come riferimento unico per tutti i mezzi di mobilità leggera.

Quali limiti di alcol valgono per chi guida un monopattino elettrico?

I limiti sono gli stessi previsti per chi guida un’auto. La normativa italiana stabilisce un limite di 0,5 grammi per litro di sangue per la guida dei veicoli e questo valore riguarda anche chi utilizza un monopattino elettrico. Il Codice della Strada definisce tre fasce di riferimento che determinano le conseguenze legali.

La prima fascia riguarda valori superiori a 0,5 g/l e comporta sanzioni amministrative. La seconda fascia, oltre 0,8 g/l, attiva il reato penale con conseguenze più gravi. La terza fascia, oltre 1,5 g/l, introduce sanzioni ancora più pesanti che includono arresto, sospensione della patente e confisca del mezzo.

Queste soglie trovano applicazione anche per i monopattini, perché gli effetti dell’alcool sono gli stessi sia che si guidi un’auto sia un monopattino: riflessi ridotti, attenzione e capacità di controllo, rischio per sé stessi e per gli altri, e sono tutti elementi fondamentali per una guida sicura

Il rispetto dei limiti alcolemici diventa quindi un elemento centrale della mobilità urbana. Ogni utente contribuisce alla sicurezza generale attraverso comportamenti responsabili e consapevoli.

Quali conseguenze penali rischia chi guida un monopattino dopo aver bevuto?

Sul piano legale, in caso di guida in stato di ebbrezza si configura una responsabilità penale, anche per chi guida di un monopattino. Le forze dell’ordine possono procedere con controlli e accertamenti, inclusi test alcolemici, durante la normale attività di vigilanza stradale.

La Cassazione ha chiarito che il reato nasce dall’applicazione diretta delle norme già esistenti e che non subentra alcuna nuova fattispecie proprio perché il Codice della Strada già disciplina questo comportamento. Il conducente che supera i limiti previsti affronta sanzioni economiche, possibili arresti e conseguenze sul piano giudiziario.

Le pene variano in base al livello di alcol nel sangue. L’aumento del tasso alcolemico comporta un aumento progressivo della gravità delle sanzioni e la responsabilità riguarda anche tragitti brevi. Ogni spostamento con un mezzo su strada richiede lucidità e controllo, perché ogni situazione di guida coinvolge altri utenti della strada.

Cosa succede in caso di incidente con un monopattino guidato in stato di ebbrezza?

Quando un conducente provoca un incidente mentre guida un monopattino dopo aver bevuto alcol, la legge prevede un aggravamento della responsabilità. Le conseguenze aumentano in base ai danni causati a persone o cose.

La presenza di alcol nel sangue influisce sulla valutazione del comportamento del conducente e la giustizia considera la perdita di controllo come elemento che aumenta la gravità del fatto. Questo porta a pene più severe e a un inasprimento delle sanzioni previste.

Anche piccoli incidenti assumono rilievo giuridico. Ogni situazione che coinvolge altri utenti della strada entra nel campo della responsabilità penale e civile e il sistema normativo tutela in modo particolare pedoni, ciclisti e automobilisti.

Come avvengono i controlli su strada per chi usa monopattini?

Le forze dell’ordine effettuano controlli su strada anche nei confronti di chi utilizza monopattini elettrici. Gli agenti possono fermare i conducenti e utilizzare, in presenza di comportamenti anomali, strumenti come l’etilometro per misurare il tasso alcolemico. Questi controlli seguono le stesse procedure applicate agli altri veicoli.

La Cassazione ha confermato la piena legittimità di queste verifiche. La circolazione dei monopattini rientra a pieno titolo nel traffico urbano; quindi, ogni utente risponde alle stesse regole di controllo.

E, a proposito di regole, ricordiamo che dal 16 maggio 2026 tutti i monopattini elettrici devono circolare con targa e assicurazione (leggi qui), mentre è già obbligatorio l’uso del casco da parte del conducente.

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Immagine di copertina generata con IA

Tina Rossi
Tina Rossi
(a.k.a. Fulvia Andreatta) Editrice. Una, nessuna e centomila, il suo motto è “è meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani” Dice di sé:” Per attimi rimango sospeso nel vuoto,giuro qualche volta mi sento perduto, io mi fido solo del mio strano istinto, non mi ha mai tradito, non mi sento vinto, volo sul trapezio rischiando ogni giorno, eroe per un minuto e poi...bestia ritorno...poi ancora sul trapezio ad inventare un amore magari...è solo invenzione, per non lasciarsi morire...”
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