Marghe: “Piccola PopStar” è il nuovo singolo

Partiamo dai numeri, che raccontano meglio di qualsiasi opinione quanto sia cambiato il mondo della musica. Oggi gli artisti presenti sulle piattaforme digitali hanno superato i 100 milioni a livello globale e le stime prevedono che questa cifra possa addirittura raddoppiare entro la fine del decennio. Ogni giorno vengono pubblicati circa 106.000 nuovi brani su Spotify, Apple Music, Deezer, YouTube Music e gli altri servizi di streaming: oltre tre milioni di canzoni ogni mese, che alimentano un catalogo mondiale ormai superiore ai 250 milioni di tracce.

Numeri impressionanti. Quasi disarmanti.

Ed è proprio partendo dalla loro apparente freddezza che nasce una delle domande più importanti per chi sogna di fare musica: in un universo così affollato, quali possibilità ha davvero un artista di arrivare al grande pubblico? È una domanda che mi viene rivolta praticamente in ogni Masterclass. Da Bolzano a Siracusa cambiano le città, cambiano i volti degli allievi, ma quella domanda arriva sempre. E ogni volta percepisco che non è una semplice curiosità: è il tentativo di capire se abbia ancora senso investire tempo, studio, sacrifici e speranze in un percorso artistico.

La risposta, però, non esiste. O, meglio, non ne esiste una sola.

Esistono strategie, intuizioni, investimenti, professionisti del marketing e campagne promozionali: tutte strade legittime, spesso efficaci, ma anche economicamente impegnative. Poi esiste un consiglio che continuo a dare da anni e che, nonostante il mercato sia cambiato radicalmente, considero ancora il più autentico: “Fate conoscere la vostra musica. Ovunque. In qualunque modo possibile.”

Suonate dal vivo. Collaborate. Partecipate ai concorsi. Pubblicate video. Accettate gli inviti. Esibitevi nelle piazze, nei piccoli teatri, nei locali, negli oratori, nelle feste di paese. Ogni palco è un’occasione. Ogni pubblico è un’opportunità. Perché il destino, da solo, raramente bussa alla porta: bisogna metterlo nelle condizioni di trovarci.

È proprio durante la finale di un concorso internazionale che ho conosciuto Margherita, tredici anni, in arte Marghe. Era arrivata fin lì dopo aver superato una selezione che aveva coinvolto centinaia di concorrenti. Sul palco è salita con il suo sorriso discreto, una naturale eleganza e un brano di Arisa. Poi ha iniziato a cantare. E mi ha commosso. Nel modo più bello e misterioso che la musica conosca: quello in cui una voce riesce a raggiungere un punto preciso dell’anima senza chiedere il permesso.

Dopo una vita trascorsa tra canzoni, autori, interpreti e palcoscenici, continuo a non saper spiegare perché accada. Alcuni artisti riescono ad arrivarti dentro più di altri. Non è una questione di tecnica, né di esperienza. È qualcosa di invisibile. Succede. E basta. Da quel momento ho iniziato a seguire il suo percorso.

Margherita

Insieme ai suoi genitori, ha trasformato la propria passione in una sorta di piccolo tour d’Italia. Un viaggio fatto di festival, concorsi, audizioni, serate e chilometri percorsi con un solo obiettivo: cantare. Da ogni esperienza ha portato a casa qualcosa – vittorie, inevitabili sconfitte, nuove amicizie, crescita e consapevolezza – costruendo, passo dopo passo, il proprio cammino artistico. Ha pubblicato una serie di singoli, di cui l’ultimo – Piccola Popstar – è uscito in questi giorni.

Lì dentro c’è il perché quella voce sia riuscita ad emozionarmi. Dietro una canzone estiva e semplice ci sono quei dettagli che distinguono un interprete. Marghe ha seguito la strada più semplice e, forse, la più importante: esserci. Cantare. Condividere la propria musica ogni volta che se ne presenta l’occasione. Perché nessuno può sapere chi ci sarà quella sera tra il pubblico. Potrebbe essere un addetto ai lavori. Potrebbe essere la persona destinata a cambiare un percorso. Oppure potrebbe essere semplicemente qualcuno che aveva bisogno di emozionarsi. Come è successo a me.

E, a volte, è già una ragione sufficiente per salire su un palco.

marghe in un collage di immagini
Marghe: “Piccola PopStar” è il nuovo singolo

C’è, infine, un piccolo dettaglio di questa storia.

Ed è forse quello che spiega meglio di ogni altro perché oggi auguro a Margherita un percorso artistico lungo, equilibrato e consapevole.

Il giorno del suo provino le assegnai un voto molto alto, ma non il più alto. E, durante la riunione della giuria, non insistetti perché salisse sul gradino più alto del podio. Può sembrare una contraddizione. In realtà, era un gesto di attenzione.

Chi lavora da tanti anni nella musica sa che il successo ha tempi delicati. Anticiparli può essere rischioso. Il nostro è un ambiente capace di regalare sogni, ma anche di caricare un artista di aspettative troppo grandi, troppo presto. In Margherita vedevo un talento evidente, ma vedevo anche una ragazza ancora meravigliosamente acerba, con una voce già capace di emozionare e, proprio per questo, bisognosa di tempo. Studio, palchi, esperienze, errori, incontri: tutto ciò che trasforma una promessa in un artista solido non può essere accelerato.

Al termine della Masterclass, sotto il palco, glielo spiegai con sincerità. Non puoi mai sapere come reagisce chi ha tredici anni. Mi ascoltò, sorrise con la sua solita dolcezza e ringraziò. Nessuna delusione evidente, nessuna rigidità e nessuna rivendicazione.

Ed è stato in quel momento che ho capito qualcosa di decisivo: il suo valore non era soltanto nella voce, era nel modo in cui stava dentro alla musica.

L’ho visto nella capacità rara di accettare un percorso senza trasformarlo in frustrazione. Nella curiosità di imparare prima ancora che emergere. Nell’equilibrio emotivo di chi sa che ogni passaggio, anche quello meno appariscente, ha un senso. Perché esiste una qualità che nessun concorso può assegnare e nessuna tecnica può costruire da sola: la relazione autentica con la propria passione.

È una lezione che vale per chiunque scelga di vivere d’arte.

Il talento ti apre una porta. L’umiltà decide quanto lontano riuscirai ad arrivare.

Marghe: “Piccola PopStar” è il nuovo singolo

I principali traguardi artistici di Marghe (Margherita Peracchi)

è una giovane cantante italiana nata nel 2013 a Segrate e cresciuta a Parma.

La sua formazione artistica prende forma molto presto all’interno del Coro Ars Canto “Giuseppe Verdi”, dove dal 2019 al 2022 entra nella sezione voci bianche partecipando a produzioni di grande prestigio come Turandot al Teatro Regio di Parma, Misa Tango all’Abbazia di Valserena e La Buona Novella di Fabrizio De André.

Parallelamente allo studio del canto, sviluppa un percorso che unisce musica, danza e ginnastica artistica, elementi che contribuiscono a costruire una presenza scenica già matura per la sua età.

Nel corso degli anni si distingue in numerosi concorsi nazionali, ottenendo riconoscimenti significativi come il Miglior Inedito al New Talent School, la Stella del Palco all’Imola Leonardo In-Contest e la Miglior Tecnica Vocale a Viareggio, oltre a diverse vittorie e piazzamenti di rilievo in festival e rassegne dedicate alle giovani voci.

Il suo percorso include anche esperienze televisive e live di grande visibilità, tra cui la partecipazione a Rising Voice Kids trasmesso su Canale Italia, il Tour Music Fest, il Rumore Bim Festival e diverse esibizioni come opening act, tra cui il concerto dei The Kolors alla Trentino Music Arena e un duetto con Arisa in Salento. Nel 2025 e 2026 consolida ulteriormente la propria identità artistica attraverso la pubblicazione dei suoi primi inediti, tra cui Il senso di noi, Non mi passa (anche come autrice) e Piccola Popstar, che segna una tappa importante nella sua evoluzione musicale

Potete seguire Marghe su Instagram, Spotify e sul canale YouTube.

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Gae Capitano
Gae Capitanohttps://gaecapitano.it/
Paroliere, compositore, arrangiatore e musicista italiano. Disco d’Oro – Disco di Platino – Finalista Premio Tenco – Vincitore Premio Lunezia Autori- Vincitore Premio Panchina, Resto del Carlino – Vincitore Premio Huco- Finalista Premio De Andrè – Valutazione Ottimo Mogol e Docenti Centro Europeo di Toscolano
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