Nuovo DDL sulla caccia: cresce la mobilitazione contro la riforma della legge sulla fauna selvatica. Ecco tutte le petizioni attive delle associazioni e come aderire.
Il percorso parlamentare del nuovo DDL sulla caccia che prevede la riforma della normativa, continua a suscitare forti preoccupazioni tra le associazioni ambientaliste e animaliste e una crescente mobilitazione da parte dei cittadini.
Dopo le prime denunce relative a un testo considerato fortemente sbilanciato a favore del mondo venatorio, nelle ultime settimane il provvedimento è stato oggetto di numerose manifestazioni di piazza e di una forte campagna di sensibilizzazione.
Al centro delle critiche restano le disposizioni che inciderebbero profondamente sulla tutela della fauna selvatica, sull’equilibrio degli ecosistemi e sul rapporto tra attività venatoria e fruizione del territorio da parte della collettività.
Le nuove modifiche al DDL 1552: dalla caccia sulle spiagge alle maggiori possibilità di abbattimento
L’esame degli emendamenti nelle Commissioni congiunte Ambiente e Agricoltura del Senato ha portato a ulteriori cambiamenti al testo originario, modifiche che secondo ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia rappresenterebbero un ulteriore arretramento nelle politiche di tutela della fauna selvatica.
Tra gli aspetti più contestati figura la possibilità di estendere l’attività venatoria anche al demanio marittimo, aprendo di fatto la possibilità di esercitare la caccia sulle spiagge prima della chiusura della stagione balneare. Una prospettiva che ha sollevato particolare allarme per le possibili conseguenze sulla sicurezza dei cittadini e sulla convivenza tra attività venatoria e aree frequentate durante il periodo estivo.
Secondo le associazioni, se il provvedimento dovesse essere approvato senza modifiche, le spiagge e altri territori oggi considerati incompatibili con la presenza dei cacciatori potrebbero diventare luoghi interessati dall’attività venatoria già nei prossimi anni.
Non solo. Tra gli elementi contestati vengono indicati anche l’ampliamento delle specie cacciabili, l’estensione dei periodi di caccia, la possibilità di operare in proprietà private e aree fino a oggi maggiormente tutelate, l’uso di visori ottici e di richiami sonori, e la riduzione degli strumenti di controllo scientifico sulle decisioni in materia faunistica.
Le associazioni denunciano inoltre il rischio di una progressiva riduzione delle tutele previste dalla legge 157/1992, considerata il principale riferimento nazionale per la protezione della fauna selvatica e la regolamentazione dell’attività venatoria.
Il richiamo dell’UE e le possibili violazioni delle direttive ambientali
Un ulteriore elemento di forte preoccupazione riguarda la posizione della Commissione europea, che avrebbe evidenziato criticità rispetto ad alcune disposizioni contenute nel DDL 1552.
Secondo quanto denunciato dalle associazioni, il provvedimento presenterebbe profili di possibile contrasto con la normativa europea, in particolare con la Direttiva Uccelli e la Direttiva Habitat, che stabiliscono obblighi precisi per gli Stati membri nella tutela delle specie e degli ecosistemi, come risulta da una missiva dell’UE indirizzata al nostro Governo.
Tra le questioni evidenziate figurano l’estensione della caccia in periodi non compatibili con la tutela della fauna, il ridimensionamento del ruolo del parere scientifico di ISPRA, l’utilizzo di strumenti tecnologici per l’attività venatoria e una maggiore liberalizzazione di pratiche considerate a rischio per la conservazione delle specie.
Le associazioni sottolineano come l’eventuale approvazione di norme in contrasto con il diritto europeo potrebbe esporre l’Italia a nuove procedure di infrazione, con possibili conseguenze economiche a carico della collettività.
Una mobilitazione che cresce
Parallelamente all’iter parlamentare del DDL 1552, è cresciuta anche la mobilitazione della società civile. Diverse associazioni hanno infatti promosso raccolte firme e campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, con l’obiettivo di chiedere il ritiro delle norme ritenute più critiche e la salvaguardia della fauna selvatica.
Le petizioni rappresentano oggi uno degli strumenti principali attraverso cui cittadini e organizzazioni possono manifestare la propria opposizione al provvedimento e chiedere alle istituzioni un cambio di direzione.
La redazione di Zetatielle Magazine si fa promotrice di ogni iniziativa in tal senso e invita i suoi lettori a aderire.
La petizione della LIPU
La LIPU-BirdLife Italia ha promosso una campagna di sensibilizzazione rivolta alla tutela degli uccelli selvatici e degli equilibri naturali messi a rischio, secondo l’associazione, dalle modifiche previste dal nuovo DDL sulla caccia.
L’iniziativa richiama l’attenzione sulla necessità di mantenere un approccio basato sulle evidenze scientifiche e sulla protezione della biodiversità, chiedendo ai cittadini di sostenere la richiesta di revisione del provvedimento.
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La petizione della LAV
Anche la LAV ha avviato una raccolta firme contro il nuovo DDL sulla caccia, ponendo l’accento sulla necessità di rafforzare la tutela degli animali selvatici e contrastare norme considerate un passo indietro nella protezione della fauna.
La campagna mira a coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini, portando all’attenzione delle istituzioni la richiesta di fermare una riforma ritenuta dannosa per gli animali, per l’ambiente e per il patrimonio naturale comune.
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La petizione del WWF Italia
Il WWF Italia ha aderito alla mobilitazione contro le modifiche alla normativa sulla caccia, sottolineando l’importanza di una gestione della fauna basata sulla conservazione degli habitat, sulla ricerca scientifica e sulla tutela degli ecosistemi.
Attraverso la propria iniziativa, l’associazione invita cittadini e sostenitori a chiedere che le scelte legislative siano orientate alla protezione della biodiversità e non all’ampliamento delle possibilità di sfruttamento venatorio.
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La petizione dell’ENPA
L’ENPA ha promosso una raccolta firme per chiedere lo stop al DDL 1552 e la difesa della fauna selvatica come patrimonio collettivo.
L’associazione evidenzia come le modifiche proposte possano incidere negativamente sugli animali selvatici, sugli equilibri ambientali e sulla sicurezza dei cittadini, chiedendo un intervento delle istituzioni prima dell’approvazione definitiva del provvedimento.
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La petizione su Change.org
Anche attraverso la piattaforma Change.org sono state avviate iniziative spontanee da parte di cittadini e gruppi impegnati nella tutela degli animali e dell’ambiente, nello specifico sul bracconaggio e l’uso di richiami sonori.
Le campagne presenti sulla piattaforma rappresentano un ulteriore segnale della crescente attenzione pubblica verso il tema della caccia e della protezione della fauna selvatica, raccogliendo adesioni e richieste rivolte direttamente alle istituzioni.
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Una battaglia che riguarda il futuro della fauna e del territorio
Il confronto sul DDL 1552 non riguarda soltanto la disciplina dell’attività venatoria, ma coinvolge temi più ampi: la tutela della biodiversità, la conservazione degli ecosistemi, la sicurezza dei cittadini e il diritto collettivo a vivere e frequentare un ambiente naturale protetto.
Mentre il provvedimento prosegue il proprio percorso parlamentare, la crescita delle iniziative di partecipazione dimostra come il tema della gestione della fauna selvatica sia diventato sempre più centrale nel dibattito pubblico.
Le associazioni e migliaia di cittadini chiedono ora che le decisioni sul futuro del patrimonio naturale italiano siano assunte tenendo conto della scienza, delle normative europee e dell’interesse generale, evitando che la tutela della fauna venga subordinata a interessi particolari.
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