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Qualcuno dice che bisognerebbe vivere come in una commedia, lasciandosi andare a una sana risata folle almeno una volta al giorno per essere davvero felici.

Certamente il genere e’ il più amato in assoluto dell’arte cinematografica.

Una buona commedia e’ adatta a essere vista in ogni situazione, assieme con la famiglia oppure assolutamente da soli.

Il potere taumaturgico di mettere lo spettatore di buon umore e’ un toccasana universale democraticamente alla portata di tutti.

E’ buona norma quindi tenere uno di questi film sempre a portata di mano, suggeriamo magari dentro una teca di vetro con scritto Rompere in caso di emergenza.

Ma quali sono questi film?

Beh prendiamone a esempio qualcuno da inserire nel vostro kit di sopravvivenza quotidiano.

Tre titoli che personalmente trovo utili nel distendere le labbra in un sorriso quando gli scazzi giornalieri mi fanno corrugare la fronte per il nervoso.

Forse non saranno riconosciute come le migliori commedie di tutti i tempi, ma sfido chiunque a ribattere che non si tratta di titoli fuori dall’ordinario.

E quando una storia riesce a stupire, nel bene o nel male, e’ sempre a meta’ strada nella missione compiuta verso il suo pubblico.

1 – A morte Hollywood (2000)

Donna con una pistola e uomo con occhi spalancati

Cecil B. Demented è un regista pazzo al comando di una folle troupe cinematografica dedita al terrorismo artistico.

Il loro credo e’ che i produttori siano troppo impegnati a seguire le tendenze del pubblico, senza mai osarsi a creare qualcosa di nuovo e originale.

Per scuotere gli animi e le coscienze, rapiscono un’attrice famosa per farla partecipare al film indipendente che stanno realizzando.

Inizialmente lei rifiuta categoricamente ma, minacciata dal regista e il suo seguito di artisti pazzi, finisce per unirsi ai loro raid cinematografici per le strade della città.

Seppur spaventata, l’attrice riesce a simpatizzare con il gruppo di emarginati ed e’ inoltre emozionata di avere finalmente un ruolo da protagonista.

Finisce cosi per unirsi alla causa, lottando contro il tempo (e contro la polizia) per girare le ultime scene del loro improvvisato delirio artistico di film.

La loro ultima missione, ovviamente, sarà riuscire a mostrarlo al loro pubblico proiettandolo in un drive in dove avverrà la loro epica battaglia finale.

Anarchia, amore e fantasia

A morte Hollywood è una folle commedia e dichiarazione di amore estremo per il cinema e su cosa ogni artista deve sacrificare per difendere quest’arte.

Non a caso, ogni membro della troupe ha tatuato il suo regista preferito come segno di una vita dedicata alla causa cinematografica.

Otto Preminger, Spike Lee, Pedro Almodóvar o Sam Peckinpah sono, per dirne alcuni, un esempio del tipo di artisti venerato dagli uomini e le donne di Cecil B. Demented.

Lo stesso nome del protagonista e’ un chiaro omaggio al leggendario Cecil B. DeMille, che possiamo ricordare nel cameo in cui interpreta se’ stesso nel mitico Viale del tramonto di Billy Wilder.

Il regista e produttore cinematografico negli anni 30 contribui’, inoltre, all’istituzione dell’accademia per la consegna del Premio Oscar.

Tutti loro, pur essendo registi molto diversi come epoca, genere e stile, sono in realtà tutti accomunati dalla dura lotta per imporre la propria visione contro le castranti e abuliche logiche del marketing.

Un plotone di attori in marcia per la libertà

Stephen Dorff interpreta il folle generale che guida i suoi irriducibili amici in questa tragica commedia ai confini della guerra santa.

Il regista è disposto a sacrificare tutto per completare il suo capolavoro e lanciare il suo messaggio al mondo, compreso se’ stesso e i suoi soldati.

Tutti uomini e donne scelti non solo per la loro pazzia, ma anche per le loro abilità specifiche come tecnici del cinema.

Dalle luci ai suoni, attraverso il trucco e gli effetti speciali, fino alla folle ricerca del montaggio perfetto: il regista non si fa mancare assolutamente nulla.

Tra i suoi dipendenti possiamo inoltre notare due giovani attori, che in seguito faranno giustamente carriera, come Maggie Gyllenhaal e Michael Shannon.

Infine Melanie Griffith, come loro ostaggio, finisce per diventare più pazza e scatenata di tutti loro messi assieme.

Rapita durante un provino per un’altra inutile produzione Hollywoodiana ad alto budget, la ragazza diventa poi il simbolo e l’incarnazione del coraggio e la fantasia del piccolo cinema indipendente.

Quando la pazzia diventa arte

John Waters scrive e dirige un’altra commedia dell’assurdo nel suo stile folle, irrefrenabile e irriverente, trafiggendo al cuore le fondamenta dello star system hollywoodiano.

Il regista critica senza pietà il mondo ovattato delle star e dei produttori del cinema, senza pero’ mancare di far gioire il suo pubblico con uno spettacolo di grande intrattenimento.

Cecil B. Demented e la sua folle troupe, infatti, non sono altro che la metafora vivente di tutti gli artisti un po’ pazzi che rimangono tagliati fuori dalle logiche della grande produzione.

Ma non solo. Il regista afferma anche che, per essere un artista, occorre la follia e il desiderio di andare contro la massa, osando creare qualcosa di nuovo che potrebbe anche non piacere.

Un rischio che molte produzioni oggigiorno sembra non vogliano più correre, come dimostra il flop commerciale di questa fantastica e divertentissima commedia.

A morte Hollywood e’ stato fischiato dal pubblico e snobbato dalla critica, arrivando addirittura ai Razzie Awards tra i peggio accolti di quell’annata cinematografica.

Tutto cio’, paradossalmente, non facendo altro che confermare ulteriormente l’idea di base del regista.

Nella sostanza dei fatti, comunque, rimane una commedia fuori di testa come oggi se ne contano sulle dita di una mano e quindi assolutamente da non perdere.

2 – Fatal instinct (1993)

Donna seduta con le gambe accavallate

Il protagonista di Fatal Instinct è un uomo dai due volti: poliziotto di sera e avvocato di giorno, arrestando criminali per poi difenderli il giorno dopo in tribunale.

Ampiamente soddisfatto dalle sue carriere, non può neanche lontanamente immaginare le nuvole minacciose che si preparano a scatenare una tempesta sulla sua vita.

Tanto per cominciare, uno dei suoi clienti sta uscendo di prigione dopo una lunga condanna di cui lo ritiene colpevole, deciso quindi a vendicarsi contro il suo incompetente ex avvocato.

Inoltre, la moglie lo tradisce da tempo e assieme al suo amante sta pianificando il suo omicidio nel dettaglio per intascare i soldi della polizza vita.

Per chiudere in bellezza, una misteriosa bionda inizia a pedinarlo ovunque vada, decisa per ragioni ignote a rovinare il suo matrimonio e la sua vita.

La sua fidata segretaria sarà l’unica a restargli accanto nelle sue disavventure, segretamente innamorata di lui, ma anche lei nascondendo un oscuro passato.

Lentamente e inevitabilmente, tutti questi micro-drammi, inganni e complotti confluiranno fino a una resa dei conti devastante in cui tutti cercheranno di uccidere tutti.

Un film senza cervello, ma molto intelligente

Fatal Instinct è una folle commedia demenziale, esasperata ed esilarante come i vari Scary Movie, Hot Shots o L’aereo più pazzo del mondo.

La storia non pretende minimamente di essere credibile.

L’intero plot, stringi stringi, e’ solo un pretesto per generare una serie continua di gag e intrattenimento dal primo all’ultimo minuto.

Le citazioni dei classici del genere non mancano, da Il postino suona sempre due volte a Cape Fear o anche A letto con il nemico.

Riproponendone i personaggi e gli stilemi in una gustosa caricatura, il film passa in rassegna quasi 50 anni di cinema di genere con grande stile.

Nonostante la demenzialita’, infatti, la messa in scena e’ ottima cosi come la cura per i dettagli e i movimenti della camera, di stampo puramente classico ed elegante.

Anche le suggestioni della colonna sonora creano il giusto mood, con tanto di jazzisti in carne ed ossa a suonare in scena con i protagonisti.

Un cast di serie A al servizio della follia

Armand Assante si dimostra un incredibile protagonista comico, totalmente devoto alla demenza del suo protagonista.

L’attore si prende tutti i riflettori di questa folle commedia pur essendo, storicamente, abituato a ruoli piu’ cattivi da duro e macho alfa.

In questo caso, però, dimostra un’ottima autoironia stando al gioco e interpretando un personaggio idiota ai massimi livelli.

Ovviamente il suo lavoro e’ ampiamente facilitato da un cast femminile fenomenale.

Come sua moglie per esempio c’è Kate Nelligan, anch’essa un’attrice di solito a suo agio in ruoli molto più drammatici.

In questo caso, interpreta goliardicamente una ninfomane insoddisfatta e perennemente irritata dal marito.

Sean Young, l’indimenticabile protagonista di Blade Runner, è invece l’inevitabile femme fatale che in ogni thriller di questo tipo non puo’ mancare.

L’attrice gigioneggia in modo sexy e divertente nel ruolo a meta tra la misteriosa bionda alla Alfred Hitchcock e la psicopatica femme fatale alla Basic Instinct.

Il suo impegno e’ corteggiare incessantemente il protagonista per spingerlo a tradire la moglie, reale bersaglio contro cui cerca vendetta.

Infine, direttamente dalla famosa serie Twin Peaks arriva la dolce e sensuale Sherilyn Fenn.

Come sua amata e fedele segretaria, sarà l’unica a sospettare e provare ad avvertirlo sulle intenzioni delle altre due donne.

Ovviamente il suo capo sarà troppo idiota per darle retta, fino a che non sarà troppo tardi, ma nel frattempo anche lei avrà il suo da fare con un ex marito violento arrivato in città per ricongiungersi alla sua latitante sposina.

I tempi comici di un attore/regista

Carl Reiner, già attore comico di successo, dimostra di sapersela cavare più che dignitosamente anche alla regia.

Infatti, arriva a questo film dopo altre commedie come Il mistero del cadavere scomparso e Ho perso la testa per un cervello.

Entrambi con protagonista l’esilarante collega Steve Martin, un altro grande comico dalla mimica fantastica e l’irresistibile parlantina a mitragliatrice.

Fatal Instinct è la sua commedia più pura, folle, inalterata e senza esclusione di colpi.

Un omaggio a una serie di cult del dramma e thriller rimescolato nella tradizione demenziale del famoso trio Zucker / Abrahams / Zucker.

Purtroppo, a differenza dei grandi successi di questi ultimi come Una pallottola spuntata, questo film non ha avuto altrettanto fortuna ai botteghini.

Oggi come oggi è stato tristemente quasi completamente dimenticato, aggiungerei stranamente, visto che negli ultimi decenni i film demenziali ben riusciti sono stati davvero pochissimi.

Ma i veri amanti del divertimento a tutto spiano e con citazioni a raffica troveranno pane per i loro denti.

Sicuramente e’ una delle commedie più sottovalutate degli ultimi 30 anni, perciò consigliatissima a chi vuole farsi due risate senza troppi sofismi intellettuali.

3 – Stretch – Guida o muori (2014)

Uomo con una valigia in piedi su una macchina sfasciata

Stretch è la storia del peggior giorno nella vita di un autista di limousine.

Un uomo insoddisfatto e bloccato in un lavoro che non porterà mai a nulla, vivendo nel ricordo della bella moglie che l’ha lasciato da tempo.

Come se non bastasse, ha soltanto 24 ore per pagare un ingente debito verso un gruppo di loschi criminali che lo minacciano.

Senza idea di come mettere insieme tutti quei soldi, si limita a continuare il suo lavoro quotidiano portando in giro per la città alcune celebrità.

Finché un eccentrico miliardario non sale sulla sua limousine e gli parla di un grosso pacco di droga da recuperare e consegnare in tempi strettissimi.

Se ci riesce, guadagnerà abbastanza per riuscire a tirarsi fuori dai guai.

Senz’altra via d’uscita, lui accetta, senza pero’ sapere che la polizia e’ appostata sul luogo dello scambio pronti ad arrestare chiunque si presenti alla porta dello spacciatore.

Inoltre i suoi creditori, ormai stanchi di aspettare i suoi soldi, inviano alcuni brutali teppisti per dargli una lezione e fare di lui un esempio per gli altri debitori.

Incastrato nel fuoco incrociato delle tresche di questi personaggi, la sua unica speranza di rimanere in vita fino a sera sarà di essere più brillante e fortunato di tutti gli altri.

Un giorno soltanto da vivere a Los Angeles

Stretch è una folle e spericolata commedia d’azione sulla corsa contro il tempo di un uomo in guerra con il mondo intero.

La storia viaggia senza esitazioni da un luogo e da una situazione all’altra nella grande giungla urbana di Los Angeles.

La cattiveria dei suoi protagonisti è tagliente come un bisturi e l’onnipresente umorismo aiutano ad alleggerire l’ansia e la frenesia, con un ritmo sempre frizzante senza pero’ rendere tutto insulso o stupido.

Trascinato alla disperazione in una serie di situazioni una più assurda dell’altra, l’autista e’ abbandonato al suo destino nell’indifferenza dei suoi colleghi e presunti amici.

Solo trovando la forza necessaria dentro di sé e giocando senza regole può sopravvivere a un destino beffardo che sembra ormai averlo preso di mira.

Nella città degli angeli le stars adorano i cammei

Patrick Wilson è un protagonista eccezionale, con il carisma divertente di un uomo tanto stressato da arrivare ad essere quasi indifferente verso la sua stessa tragica situazione.

L’attore conquista immediatamente il pubblico con il suo sorriso smagliante e l’acuta ironia di un personaggio che sa di essere ormai alle sue ultime battute.

Nel suo viaggio e’ poi accompagnato, un po’ consigliato e un po’ deriso, dal fantasma di un vecchio collega morto sul lavoro interpretato da Ed Helms.

Tra i vari predatori della giungla di cemento, la sua unica amica sarà la bella receptionist interpretata da Jessica Alba.

Come unico vero raggio di luce ad illuminare il suo giorno più buio, la bellissima potrebbe infatti essere l’unica vera via per dimenticare la sua donna.

Inutile provare poi a fare l’elenco delle star che hanno prestato il loro volto nel ruolo di se’ stessi.

Durante la sua lunga giornata, l’autista se la dovrà vedere con numerose celebrità come David Hasselhoff, Ray Liotta e Norman Reedus.

Anche se goliardiche apparizioni, gli attori sono sinceramente credibili e decisamente bastardi nei loro piccoli cammei, infierendo ulteriormente sul protagonista già provato dagli eventi.

Un film dimenticato da salvare e rivalutare

Personalmente, è il mio film preferito della filmografia di Joe Carnahan.

Il regista dimostra ancora di saper mettere su grande spettacolo come nei caciaroni Smokin’ Aces o la riproposizione cinematografica della famosa serie tv A-Team.

Un autore che pero’ ogni tanto tira fuori anche il suo lato piu’ serio e impegnato, realizzando alcune piccole perle come The Grey o Narc – Analisi di un delitto.

Stretch è un film che consiglio praticamente a chiunque, nonostante si parli di un altro flop commerciale, questa volta probabilmente a causa di una distribuzione decisamente mediocre.

Il film viaggia tra il dramma, l’action e la commedia folle, sfondando i generi in modo da soddisfare le esigenze cinematografiche di chiunque.

Perfetto ed elegante per ogni situazione, dalla piacevole serata con gli amici o per rallegrare la giornata quando si è tristi, soli e incupiti.

Un altro film che dimostra come cercare nel passato (neanche poi così lontano, visto che parliamo del 2014) può portare alla luce piccole gemme da lucidare amorevolmente e poi ammirare di nuovo.

A tale punto aggiungo quindi il consiglio di visitare anche il mio sito FabioEmme.it (in inglese), pieno di tanta bella robina da guardare, vecchia e nuova, per sfiziare alla grande tutti i vostri gusti.

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