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A volte in un film cerchiamo solo un po’ di pace e relax, senza dover star dietro a sparatorie, inseguimenti, omicidi o storie con fantasmi e alieni.

Il bello del cinema sta proprio nel poter offrire qualsiasi tipo di film adatto a creare l’atmosfera che lo spettatore va cercando.

Chi vuole avere la tensione o l’adrenalina sempre al top andrà ovviamente in cerca di film d’azione al cardiopalma.

Altri vogliono atmosfere più cupe e spaventose e per loro ci sono migliaia e di horror per tutti i gusti.

E cosi via passando dalla fantascienza alle commedie, oppure ancora i film romantici e altri drammi più’ realistici che affrontano scottanti temi di controversa attualità.

Cosa deve avere un film per offrire un po’ di pace e relax?

I film più rilassanti sono quelli che riescono a creare un mondo tutto loro.

Ovviamente questo e’ un ragionamento che vale per tutti i tipi di film. Ma diventa assolutamente imprescindibile per chi cerca distensione dopo una lunga giornata di stress, al lavoro e in famiglia.

Questo mondi, esistendo solo per qualche ora sui nostri schermi, devono essere come una tinozza piena di acqua calda e sali da bagno profumati.

Arrivati ai titoli di coda, volendo esagerare, si deve addirittura provare il dispiacere fisico che il film sia finito.

Quanti film sono stati in grado di farvi provare tutto questo?

Prendiamone ad esempio soltanto tre, molto diversi tra loro e capaci di trasportarci in altre realtà o altre epoche.

Tre viaggi assieme a personaggi che impareremo subito ad ascoltare seguendo le loro disavventure, come vecchi amici di fiducia conosciuti da sempre.

Film che personalmente ho amato e nei momenti difficili torno a visitare, ritornando felice nelle loro atmosfere rilassanti che danno pace alla mia anima.

1-  Hugo Cabret (2011)

Bambino aggrappato alla lancetta di un orologio

Un piccolo orfano vive di lavoretti per lo zio, rubacchiando quello che puo’ bazzicando la stazione ferroviaria.

Fino a quando il gestore di un piccolo chiosco riconosce in lui un grande talento nel riparare oggetti.

Migliorando le sue abilita’ giorno dopo giorno, il ragazzino vuole rimettere in funzione un vecchio automa che il suo amato zio non era mai riuscito ad aggiustare.

Lui non può ancora saperlo, ma il robot è indissolubilmente legato alla storia di Georges Méliès, uno dei primi grandi pionieri della storia del cinema.

Cosi’ come non può sapere che il vecchio che gli ha dato un lavoro e’, in realtà, Méliès in persona.

Il vecchio regista, deluso da cosa e’ diventato il cinema negli anni, ha distrutto completamente i suoi vecchi film, cercando pace e relax lontano dai riflettori della notorietà.

Assieme a un altra orfana con cui condivide le sue avventure, il ragazzino cercherà di far tornare il geniale artista sui suoi passi, convincendolo a rimettersi in gioco di nuovo.

La nascita del cinema attraverso gli occhi di un bambino

Pieno di citazioni e riferimenti ai primi film che hanno aiutato a trasformare il mezzo cinematografico in una vera e propria arte, Hugo Cabret è anche una eccellente storia di crescita e formazione.

I due giovani attori protagonisti, Asa Butterfield e Chloë Grace Moretz, maturano infatti davanti ai nostri occhi, minuto dopo minuto.

Aiutati da un giovane scrittore conosciuto in biblioteca (Michael Stuhlbarg) anch’esso amante dei film di Méliès, i due ragazzini trovano inizialmente l’ostilità del vecchio regista.

Interpretato dal grande Ben Kingsley, che come al solito si dimostra un attore di impareggiabile carisma, l’attore offre una ispirata interpretazione malinconica e romantica di un genio decaduto.

La chiave per il cuore dell’uomo sarà la sua compagna, Helen McCrory, nel ruolo della donna della sua vita e straordinaria attrice interprete dei film degli albori.

Cinema classico e tecnica moderna

Hugo Cabret e’ un atto d’amore verso la storia del cinema, perfetto per chi cerca una serata piena di cultura, pace e relax.

Il film e’ diretto da un Martin Scorsese in forma smagliante e piu’ volenteroso che mai di innovare e sperimentare.

Infatti pur essendo una fiaba dolce e rilassante di stampo classico, il regista utilizza come mai aveva fatto prima gli effetti digitali in modo massiccio e onnipresente.

Il risultato sono due ore sognanti in un mondo meraviglioso sospeso tra la finzione e la realtà.

Scorsese ricostruisce i primi film perduti di uno dei padri fondatori della settima arte, con alcune sequenze meravigliose come il celeberrimo Viaggio nella Luna.

Le sequenze all’interno della stazione sono poi assimilabili a un’avventura fantasy, con i piccoli orfanelli che cercano di sfuggire all’orco cattivo interpretato dal ispettore ferroviario Sacha Baron Cohen.

Insomma un film completo e maturo, e allo stesso tempo infantile e confusionario, che ogni vero amante o studioso di cinema non puo’ e non deve lasciarsi sfuggire.

2-  The Dreamers – I sognatori (2003)

Una ragazza e due ragazzi seduti in pace

The Dreamers e’ un romantico e insolito triangolo amoroso ambientato a Parigi durante i disordini del 1968.

Un giovane americano si trasferisce in città per studiare, finendo per convivere assieme a un altro ragazzo e la sua sorella gemella.

I due hanno un rapporto morboso in cui riescono a coinvolgere anche il loro ospite americano.

Nel mezzo del caos che stravolge sempre più le strade della città, si rifugiano sempre piu’ nella pace e il relax dell’arte, in tutte le sue forme.

Il ragazzo infatti fa la loro conoscenza proprio in un cinema e ne condivide l’ossessione con i suoi coinquilini.

Durante le loro giornate, infatti, sfidano continuamente la loro conoscenza di quei tempi dei divi ormai perduti.

Il loro legame diventa sempre piu’ indivisibile, giorno dopo giorno, fino a diventare una assuefazione della quale i tre non possono fare piu’ a meno.

Ma i moti sociali degli operai e studenti, che divampano giusto fuori dalle finestre, riusciranno a farsi strada anche nel loro appartamento.

Ciascuno di loro, a quel punto, dovra’ scegliere se unirsi alla lotta che sta crescendo dal basso oppure tirarsene fuori e vivere semplicemente la propria vita.

Amore, cinema e la lotta contro l’imperialismo

Dal punto di vista pratico, la storia parla di tre personaggi bloccati in una casa, creando continuamente mutevoli alleanze due contro uno.

I due gemelli sono praticamente l’immagine speculare l’uno dell’altra, due personaggi ambigui verso cui proviamo sentimenti contrastanti.

Entrambi sono un po’ snob e viziati, ciononostante innegabilmente anime libere per le quali l’indipendenza e l’arte valori irrinunciabili.

Il loro ospite diventerà l’anello di congiunzione nei loro dissidi e il collante che li farà diventare inseparabili.

Il giovane studente straniero arrivato in Francia per formarsi una cultura, troverà ad aspettarlo uno stile di vita che gli era prima impensabile in patria.

L’americano non e’ poi una scelta casuale per la nazionalità del personaggio.

Non a caso uno dei maggiori grumi delle proteste a quell’epoca verteva sulla guerra statunitense nel Vietnam, capace di infiammare gli animi di piazze intere.

Il capitalismo e l’imperialismo stelle e strisce diventano quindi il nemico numero uno da combattere con il colore, il calore e la fantasia dell’arte.

La pace ai tempi della guerra

L’argomento politico rimane comunque molto soffocato dalle giornate di pace e relax dei protagonisti, tranne che nel drammatico e a suo modo romantico momento finale della scelta nell’epilogo.

I giovani ribelli sono interpretati da un trio di attori eccezionali come i cupi e fascinosi Michael Pitt e Louis Garrel, assieme alla bellissima e ammaliante Eva Green.

Bernardo Bertolucci alla regia inonda di citazioni ogni singolo fotogramma e momento che i tre passano assieme.

I molti riferimenti alle radici del socialismo e il comunismo sono inframmezzati a fugaci immagini di Mao Zedong riconoscibili in tutto l’appartamento, altro riferimento non certamente casuale.

I piccoli flash durante le loro sfide e indovinelli nel mezzo del loro menage à trois sono poi un gioco in cui e’ coinvolto lo stesso spettatore.

Dalla Gioventù bruciata del mitico James Dean alla Venere di Milo reincarnata nel meraviglioso corpo di Eva Green, trovate voi il vostro momento preferito.

Ogni istante del film e’ studiato per onorare il mondo dell’arte e quello del cinema praticamente senza sosta, facendolo diventare un altro cult indispensabile a tutti gli amanti della settima arte.

3-  I favolosi Baker (1989)

Una cantante e due musicisti che vicini col sorriso

I favolosi Baker sono due musicisti che vedono la loro carriera di pianisti da sala scivolare inesorabilmente nel declino.

Per svecchiare la loro formula e dare una scossa alle loro serate, decidono di aggiungere una voce femminile al loro duetto.

Dopo una serie di audizioni insoddisfacenti, i due sono quasi sul punto di rinunciare, fino a che una bionda li ammalia con la sua voce calda e sensuale.

La ragazza è un po’ rude e volgare nei suoi atteggiamenti e non ha nessuna esperienza nell’esibirsi davanti a un pubblico.

Ma grazie ai loro consigli riesce velocemente a migliorare, arrivando a farsi amare dal pubblico e diventare una vera e propria diva delle sale.

Ma il successo andrà di pari passo con i litigi e i malumori sempre più crescenti dentro al trio.

Infine sarà poi l’amore per uno dei due fratelli a dare il colpo di grazia, sciogliendo definitivamente il gruppo.

Ma l’insuccesso potrà forse essere la possibilità per i due uomini di riavvicinarsi come fratelli.

In due siamo pochi ma in tre siamo troppi

I favolosi Baker e’ un ottimo musical romantico che contrappone con pace e relax la carriera e i soldi contro la vera e incontaminata felicita’ di vivere facendo quello che si ama.

I due fratelli inizialmente sono infatti sull’orlo del fallimento, ma conducono un’esistenza soddisfatta e appagante.

L’aggiunta della donna alla loro famiglia instaura un nucleo di instabilità che diventerà col tempo sempre più incontrollabile.

Non tanto per colpa della donna in se’, anche lei alla ricerca della sua strada per uscire dalla sua miseria quotidiana.

Quanto, invece, per l’invidia che monta tra i due quando lei finirà per diventare più grande e importante del loro stesso spettacolo.

Alla gelosia professionale si aggiungerà anche quella sentimentale, quando il piu’ giovane inizierà ad amoreggiare con la cantante.

La pace della musica vince sempre

Il film vanta un cast stellare a partire dai simpatici fratelli Jeff e Beau Bridges come musicisti e l’incantevole Michelle Pfeiffer nel ruolo del giovane cantante.

Tra i fratelli Bridges, Jeff e’ il più giovane, impulsivo e anche inopportuno e aggressivo, ma anche quello dotato del talento più puro davanti al pianoforte.

Beau invece ha più’ il senso pratico nel mandare avanti la baracca, riuscendo a fare quadrare i conti e organizzando le serate del gruppo.

La giovane Pfeiffer invece sbalordisce in questo film cantando con la sua stessa voce calda e profondamente particolare.

L’attrice si esibisce in una serie di ottime cover come, per citarne una, la splendida More than you know di Ella Fitzgerald, con cui strabilia i fratelli nella sua prima scena.

Come il film precedente, un altro triangolo inizialmente ben assortito che diventa sempre più instabile nel tempo fino all’inevitabile separazione.

Steve Kloves scrive e dirige questa dolce e rilassante storia d’amore e famiglia, sfruttando al meglio il cast a sua disposizione.

Con I favolosi Baker tocca il punto più alto della sua povera carriera da regista, almeno numericamente, considerando che questo sarà il suo secondo e ultimo film.

Come sceneggiatore invece sarà molto più prolifico, scrivendo quasi tutte le trasposizioni cinematografiche della famosa saga di Harry Potter.

Una piccola opera perfetta e armoniosa che chiude sommessamente la porta di questo piccolo trittico di pace e relax al cinema.

Tre mondi molto diversi tra loro che vi aiuteranno a staccare nel momento del bisogno.

Alienandovi qualche ora dai vostri pesi quotidiani, entrerete nella magia di queste storie, chi lo sa come… forse dietro c’è davvero un piccolo incantesimo.

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