Chi ha diritto al bonus vacanze? Come funziona? E per le strutture turistiche e gli albergatori, è davvero vantaggioso?

Il decreto Rilancio prevede un aiuto alle famiglie italiane per le loro vacanze. La crisi determinata dal lockdown si riversa anche sulla possibilità economica degli italiani di poter andare in ferie. Un meritato riposo, dopo un così lungo periodo di stress e di chiusura forzata, ci sta. E allora ecco il bonus vacanze, ma a quanto pare, fatta la legge trovato l’inganno. Il bonus può essere un contributo interessante per il turista, ma per l’albergatore non è certo una soluzione vantaggiosa. Ma vediamo come funziona, chi ne ha diritto e perchè sarà ben difficile che gli albergatori aderiscano con gioia a questa iniziativa.

Chi può beneficiare del bonus vacanze?

A parte il fatto che è da vedere chi quest’anno potrà andare in vacanza, visto che durante il lockdown, nelle imprese che hanno chiuso o dovuto lasciare a casa i propri dipendenti, è stato incentivato l’uso di permessi e ferie per coprire le assenze sul posto di lavoro. Quindi, per i dipendenti, fisicamente potrebbero mancare i giorni da usufruire per le ferie. La maggior parte poi non ha i soldi. Comunque, per chi invece ha sia il tempo che i soldi, dipende dal numero dei componenti del nucleo famigliare.

500 euro, pari a 4 notti circa di pernottamento in un 3 stelle, per le famiglie con più di due componenti. 300 euro se siete una coppia, quindi un paio di notti e mezzo. 150 se siete da soli, una notte sola, o al massimo due se vi accontentate. Ovviamente se scegliete la pensione a due stelle, forse riuscite a beneficiarne al meglio. Comunque è un aiuto.

Non potete dunque usufruire del bonus vacanze all’estero. E’ valido solo in Italia. Dovete avere un reddito di meno di 40mila euro annui e potete usarlo da luglio a dicembre 2020. Non coprirà la vacanza della famiglia intera ma solo un componente avrà un prezzo ridotto. Gli altri pagano intero. Tra poco capirete questa sottile differenza.

Il Decreto Rilancio all’art. 176 “Tax credit vacanze” recita:

Per il periodo d’imposta 2020 è riconosciuto un credito in favore dei nuclei familiari con ISEE in corso di validità, ordinario o corrente ai sensi dell’articolo 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013 n. 159, non superiore a 40.000 euro, utilizzabile, dal 1° luglio al 31 dicembre 2020, per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive, nonché dagli agriturismo e dai bed &breakfast in possesso dei titoli prescritti dalla normativa nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico ricettiva.
Il credito di cui al comma 1, utilizzabile da un solo componente per nucleo familiare, è attribuito nella misura massima di 500 euro per ogni nucleo familiare. La misura del credito è di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona.

Come si utilizza?

In pratica, potete usarlo in un solo albergo, su un unico viaggio, pagando in un’unica soluzione ed è obbligatorio aver prenotato tramite agenzia turistica o tour operator. Non valgono quindi le prenotazioni fatte sui siti tipo Trip Advisor, Airbnb o Booking.com, cosa buona e giusta, al fine di non far guadagnare aziende estere.

Della serie: Turisti fai da te no tour operator? Ajajai…no bonus!

Non è chiaro se potete scegliere di prenotare da voi le vacanze nell’albergo dove siete soliti andare, concordando direttamente con la struttura la prenotazione con il bonus, o se dovete per forza prenotare con un’agenzia, pagando una commissione, ovviamente. Per amor di verità, il sito Info Alberghi sostiene che sono valide le prenotazioni effettuate attraverso il loro portale, in quanto mette in contatto diretto gli hotel con gli utenti web, senza gestire la fase di prenotazione e di pagamento.

Nel decreto, infatti, si legge che il credito è riconosciuto alle seguenti condizioni:
a) le spese debbono essere sostenute in un’unica soluzione in relazione ai servizi resi da una singola impresa turistico ricettiva, da un singolo agriturismo o da un singolo bed & breakfast.
b) il totale del corrispettivo deve essere documentato da fattura elettronica o documento commerciale ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, nel quale è indicato il codice fiscale del soggetto che intende fruire del credito.
c) il pagamento del servizio deve essere corrisposto
senza l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.

Come viene erogato?

Ora viene il bello. Il decreto recita:

Il credito è fruibile esclusivamente nella misura dell’80 per cento, d’intesa con il fornitore presso il quale i servizi sono fruiti, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, e per il 20 per cento in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi da parte dell’avente diritto.

Tradotto significa che voi fisicamente non riceverete soldi per andare in vacanza. Pagherete comunque un 20% all’albergatore che poi vi verrà rimborsato sulla dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, sotto forma di detrazione d’imposta. Il restante 80% ve lo anticipa l’albergatore sotto forma di sconto. “D’intesa“, significa che non è obbligatorio per gli albergatori accettare questa formula, quindi il bonus è valido solo nelle strutture che aderiscono all’iniziativa.

Albergatori : oltre il danno, la beffa

Come recuperano gli albergatori questo sconto?

Praticamente si chiede di anticipare le vacanze agli italiani e di vederne il rimborso l’anno prossimo, sotto forma, anche per loro, di credito d’imposta. Quindi, per gli albergatori, applicare lo sconto significa non avere entrate immediate.

Se lo scopo era sostenere il turismo e incentivare le vacanze credo proprio che siano riusciti solo a far incazzare ulteriormente tutto un settore già in crisi. Non bastavano i tavolini ad un metro, le sanificazioni obbligatorie, i distanziamenti, la chiusura delle regioni e il covid. Ci mancava il bonus vacanze studiato così!

E’ proprio il caso di dirlo, per i poveri albergatori, questo oltre ad essere un danno, è pure una beffa.

Ora che possono riaprire e da giugno aspettano con ansia che finalmente arrivi un pò di linfa nuova per poter veder entrare i primi soldini, da luglio dovrebbero accettare di veder arrivare turisti che per l’80% di almeno un terzo della vacanza non pagheranno. Certo, potranno poi cedere il credito d’imposta ai propri fornitori, alle banche oppure agli intermediari finanziari. Ma quello che forse non è chiaro è che gli albergatori avranno comunque del personale dipendente, dei costi e delle tasse che dovranno pagare in tempo reale.

Come sopravviveranno ad un’estate come questa? Quanti albergatori aderiranno?

Per dovere di cronaca, il decreto cita”Lo sconto è rimborsato al fornitore dei servizi sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con facoltà di successive cessioni a terzi, anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonché a istituti di credito o intermediari finanziari”.

Qualunquemente…

Non è ancora chiara la modalità con cui richedere il bonus in quanto il decreto non specifica come e a chi va sottoposta la richiesta ne con quale modulistica.

Ultima nota a latere: questi NON SONO soldi stanziati OGGI per incentivare il turismo, poichè non erogati in anticipo e in più soggetti alla probabilità di utilizzo del bonus, che rimane vincolato al credito di imposta dei contribuenti. Il decreto recita:”Agli oneri derivanti dal presente articolo, valutati in 1.677,2 milioni di euro per l’anno 2020 e in 33,8 milioni di euro per l’anno 2021, si provvede ai sensi dell’articolo 265″. Bisognerebbe quindi vedere quanti vacanzieri aderiranno al bonus vacanze e quante strutture lo accetteranno, per valutare a posteriori se sono davvero così tanti i milioni che saranno realmente utilizzati a questo scopo.

bonus vacanze albergatori nella foto due ragazze in bikini entrano in mare