Inizia il 13 febbraio, a Torino, una serie di incontri e di eventi per ricordare i diritti umani e dire no all’antisemitismo. L’organizzazione è affidata come, ogni anno alla Chiesa Valdese ed alla Comunità ebraica di Torino. E quest’anno anche la Mole diventa simbolo illunimandosi con la scritta “No all’antisemitismo”.

17 febbraio 1848

Correva l’anno 1848, addì 17 febbraio, quando il Re Carlo Alberto firma le lettere patenti che concedono ai valdesi il diritto di voto ma non solo. La comunità valdese, oggetto per tanto tempo di persecuzioni anche molto crudeli da parte della famiglia Savoia, ottiene in un documento ufficiale libertà religosa e pari diritti civili:”i Valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici de’ Nostri sudditi. A frequentare le scuole dentro e fuori delle Università, ed a con seguire i gradi accademici”.

Da qui l’usanza nelle valli valdesi del Piemonte, ogni 16 febbraio, di accendere dei fuochi in ricordo delle lettere patenti. Una suggestiva ricorrenza che illumina ogni anno con fuochi e fiaccolate, tutta la Val Pellice, Chisone e Germanasca in una notte dedicata al ricordo.

Attualmente in Torino la comunità ebraica conta circa 1000 ebrei su circa 40000 presenti in tutta Italia.

No all’antisemitismo…

Il ritorno dell’antisemitismo è tutt’altro che casuale nell’attuale clima politico e culturale”, afferma Federico Vercellone, docente universitario e presidente del Centro Culturale Protestante torinese. Il professor Vercellone modererà uno degli eventi in programma. Secondo le dichiarazioni del professore “Il web è il luogo su cui più frequentemente esso trova spazio ma è tutt’altro che raro in suo manifestarsi in altre forme, fino alla vera e propria violenza fisica. Questa gravissima recrudescenza nasce dal senso di disorientamento e dalla vaga richiesta di radici il cui riscontro è per lo più negativo.

Non si dice cosa si vuole ma cosa non si vuole. Non si vogliono innanzi tutto gli stranieri di ogni genere e grado, intesi come estranei o intrusi (non si sa bene perché) in una comunità di cui ledono i presunti principi. E’in corso, non a caso, anche una recrudescenza di ostilità nei confronti degli omosessuali che è affiorata anche in fasce colte della popolazione, e persino nel mondo universitario”.

…E la Mole si illumina

Vercellone aggiunge anche che “I motivi storici per i quali l’ebreo veniva riconosciuto come diverso sembrano oggi quasi essersi perduto. Probabilmente solo, per mera ignoranza, considerando che gli attuali protagonisti della vague persecutoria ignorano del tutto o quasi il passato. Difficilmente qualcuno direbbe oggi che la sua avversione nei confronti degli ebrei dipende, per esempio, dal fatto che essi sono “deicidi”.

Probabilmente non è pertanto sufficiente, anche se naturalmente sempre necessaria, un’educazione che metta a giorno l’insussistenza delle accuse nei confronti della popolazione ebraica. Con l’insegnamento si fanno indubbiamente passi importanti, ma l’illuminismo pedagogico non basta. Bisognerebbe riuscire anche a nutrire culturalmente e politicamente, in modo corretto, la sete di radici che emerge in modo tanto violento quanto disperante e disperato”.

Per questo, da giovedì 13 a lunedì 17 febbraio 2020,la Mole antonelliana si illuminerà con la scritta “17 Febbraio: Valdesi ed Ebrei NO all’antisemitismo”.

No all'antisemitismo comunità ebraica accende fuochi nella val pellice di notte

17 febbraio 2020

Quest’anno a dire no all’antisemitismo si inizia il 13 febbraio con una conferenza pubblica alle ore 18 , nella Casa valdese, in Corso Vittorio Emanuele II 23, sul tema “Antisemitismo e musica”, con la partecipazione del prof. Enrico Fubini.

Nel pomeriggio di domenica 16 febbraio, sempre nella Casa valdese, è organizzato il convegno: “No all’antisemitismo, un impegno senza fine”. All’evento parteciperanno Betti Guetta (CDEC Milano Osservatorio Nazionale sull’Antisemitismo), Claudio Vercelli (esperto di Storia del Novecento e dei totalitarismi) e Maurizio Molinari (direttore de La Stampa). A moderare il convegno, l’autorevole presenza del professor Vercellone.

Al termine del convegno sarà offerto alla cittadinanza uno spettacolo di e con Piero Nissim.

Per il 17 febbraio 2020 la comunità ebraica, in collaborazione con l’AEC (Amicizia ebraico-cristiana) di Torino e la FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) ha proposto a tutte le chiese della Federazione di utilizzare la settimana della libertà per riflettere sul, purtroppo sempre attuale, tema dell’antisemitismo.

La sindaca Chiara Appendino, il presidente Francesco Sicari e la Conferenza dei Capigruppodel Consiglio comunale di Torino hanno indetto dalle ore 18, nella piazza del Palazzo di Città, una manifestazione cittadina.

Si intende così ribadire i valori dell’Antifascismo che sono nel cuore di questa comunità. Sono stati invitati a partecipare il presidente della Comunità Ebraica Dario Disegni, Marcello Segre e Maria Bigliani che sono stati oggetto delle intimidazioni fasciste, l’Anpi di Torino che porterà la testimonianza di un partigiano. È invitata tutta la cittadinanza a testimoniare il proprio radicamento nei valori democratici.

Info e prenotazioni

Tutti coloro che intendono assisitere agli eventi, possono contattare direttamente la Chiesa Valdese di Torino, in Corso Vittorio Emanuele II 23 a Torino. Oppure consultare il sito ufficiale.

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Monica Col
Laurea in lettere e filosofia un lungo passato come cronista de “Il Corriere Rivoli15" e “Luna Nuova”. Ha collaborato alla redazione del “Giornale indipendente di Pianezza", e di vari altri giornali comunali. Premiata in vari concorsi letterari come piazza alfieri e historica ( salone del libro 2019). Cura l’ufficio stampa di Parco Commerciale Dora, di "Rossoindelebile", dell’artista di Land Art Osvaldo Neirotti, della galleria d’arte “Ambulatorio dell’Arte “ , collabora sempre come ufficio stampa in determinati eventi del Rotary distretto 2031 e del Movimento Artistico GoArtFactory. Segue la comunicazione per varie aziende del territorio. Ha seguito come ufficio stampa la campagna elettorale di diversi politici sia locali che regionali. Dice di sé: “L’arte dello scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole” (Bergson).È questo secondo me il significato vero della scrittura. Non parole, ma emozioni. Quando riesci ad arrivare al cuore dei lettori, quando scrivi degli altri ma racconti te stesso, quando racconti il mondo, quando racconti l’uomo. Quando la scrittura non è infilare una parola dietro l’altra in modo armonico, ma creare un’armonia di voci, di sensazioni, di corse attraverso i sentimenti più intensi, attraverso anche la realtà più cruda. Questo per me è il vero significato dello scrivere.