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La mia opera rappresenta un uomo e una donna, che si sovrappongono e si riflettono allo specchio: uno è l’altra e l’altra è l’uno, in un incontro d’amore, in un moto di accoglienza universale”. Così l’artista olandese LDL ha spiegato la sua opera, Outside In. Il primo murales omaggio al movimento LGBT+.

Un’opera unica che arriva a quasi 100 anni dal primo congresso per la riforma sessuale. Congresso che pose le basi per la fondazione della Lega mondiale per la riforma sessuale.

In concomitanza con questo importante centenario, per la precisione 99 anni, dopo JDL realizza Outside In, frutto della collaborazione tra Italia, Stati Uniti e Olanda, per portare la storia di un secolo di conquiste e battaglie per il diritto alla felicità sul muro di una scuola, nel quartiere San Paolo.

Un nuovo monumento per Roma, che è al tempo stesso colore e rigenerazione urbana. Un restyling creativo della città e messaggio, in grado di trasformare un muro bianco in opera d’arte accessibile a tutti.

Veronica De Angelis

Outside In

Outside In è un inno alla libertà che, partendo dall’eredità del movimento, ne dimostra la grandezza stessa“. A introdurre l’opera è Veronica De Angelis, Presidente di Yourban2030 e capofila del progetto.

Un percorso di liberazione collettiva a cui tutti noi dobbiamo qualcosa, non solo gay, lesbiche, trans ecc, ma anche etero, bianchi, neri. Tutti noi, nessuno escluso. È un murales nato da una cordata internazionale, dalla collaborazione di operai, artisti, tecnici di cantiere, istituzioni, ma anche tanti semplici cittadini che attraverso la campagna di crowfunding hanno deciso di dare il loro supporto”, continua Veronica.

“Le loro firme le troverete qui, su questa targa, e ne troverete altre ancora, perché da qui parte una nuova sfida che ci vede uniti per lanciare un messaggio universale di libertà”.

E una firma di queste è inconfondibile: cifra stilistica in bianco e nero, quasi fotografica e lirica. E’ lei, non ci si può sbagliare. JDL.

Outside In, prosegue la missione nata a Stonewall, insieme a quella della tutela dell’ambiente secondo le indicazioni dell’Agenda 2030. È un’opera d’arte destinata a far crescere la consapevolezza e nutrire la speranza e l’orgoglio di ognuno. Questo è Outside In. Un Monumento per tutti, un nuovo luogo di ritrovo e condivisione, dove celebrare un messaggio universale di Amore e Orgoglio”, ha dichiarato Frank Ferrante, co-founder Yourban2030 Stati Uniti.

Un green wall

250 mq di vernice mangia smog, un inno all’amore e al diritto alla felicità. Per questo è “green”. Ma, non è il primo con questa caratteristica. Il più grande d’Europa, Hunting Pollution, si trova nel quartiere Ostiense. E’ stato il primo di una serie di muri di tutti, murales e monumenti, omaggi e opere d’arte a cielo aperto.

Due anni dopo Hunting Pollution, Yourban2030, Veronica De Angelis con la project manager Maura Crudeli, hanno proposto una nuova sfida. Insieme ad una cordata internazionale etica, hanno realizzato un’opera di 250 mq di vernice mangia smog dedicata a La Karl Du Pigné, un personaggio icona del movimento, che lo rende oggi simbolo condiviso di diritto alla felicità, diritto all’affettività.

Un messaggio, quello di Outside In che indica libertà e tutela dell’ambiente. Infatti, per realizzare il murales è stata impiegata la vernice Airlite mangia-smog che neutralizza lo smog di 53 auto benzina euro 6 e 40 auto diesel euro 6 al giorno. La vernice è il risultato di una tecnologia incorporata in una pittura minerale in modo del tutto naturale, senza quindi ricorrere a sostanze chimiche o a biocidi. Grazie all’energia della luce e alla presenza di umidità nell’aria, crea una barriera di ossidanti che decompone le sostanze organiche nocive trasformandole in sostanze innocue. Inoltre, alle sue proprietà antibatteriche e antivirali, unisce pertanto anche la capacità di ridurre gli inquinanti tossici presenti nell’aria.

Un muro ecologico, dunque, cuore verde della città.

Outside In il pmurale dedicato a LGBT con due corpi di donna e di uomo che si abbracciano avvolti da un lenzuolo
“Outside In” di JDL: il primo murales green omaggio al movimento LGBT+ – Foto di Maura Crudeli

Yourban 2030

Alla base del progetto c’è Yourban2030, guidata da Veronica De Angelis.

Yourban 2030 è un’associazione no profit fondata nel 2018 da Veronica De Angelis, giovane imprenditrice romana che ha deciso di investire in prima persona sulla sostenibilità. Con lei, nella realizzazione del progetto Yourban 2030, anche la vice presidente e project manager Maura Crudeli e un team composto da Emanuela Conti, Giuseppe Molinari, Daniele Bernardi.

La no profit si ispira, infatti, ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030, con cui crea connessioni tra arte e innovazioni tecnologiche, per dar vita a progetti artistici in grado di parlare di ambiente e sostenibilità. Larte al servizio della Terra, quindi. L’arte generatrice dell’immagine del futuro verso cui dovrebbe tendere l’umanità, l’arte messaggera ed educatrice.

That’s Veronica

Da anni, Veronica De Angelis è attiva nel campo dell’edilizia ed è una grande appassionata di arte, di viaggi, natura e bellezza. Laureata in Scienze Politiche, con al suo attivo anche un Master in Real Estate and Finance, ha iniziato a lavorare da giovanissima ed è sempre stata sensibile alle tematiche ambientali.

Da qualche tempo, è approdata negli USA con Frank Ferrante della Ferrante Law Firm. Un team di professionisti esperti in tematiche ambientali, sociali e culturali, uno spazio dove far confluire sinergie, progettualità e visioni sul futuro. Il suo obiettivo è quello di lanciare un messaggio sui temi caldi dell’ambiente usando il linguaggio artistico come strumento del suo racconto.

A partire dalla street art, una delle correnti artistiche che più di altre, dialogando con lo spazio urbano, si presta a raccontare concetti e affrontare temi legati allambiente, Veronica ha deciso di regalare al mondo un esperimento di grande valore, estetico e ambientale.

LGBT - Veronica dE Angelis con tailleur beige, lunghi capelli castani, vicino all'opera Outside In
“Outside In” di JDL: il primo murales green omaggio al movimento LGBT+ – Veronica De Angelis – Foto di Carlo Piersanti

Un muro per tutti, un muro di tutti: perché nessun muro si abbatte da solo

Un linguaggio che passa attraverso forme espressive, dalle arti figurative a quelle plastiche e scultoree, ma anche attraverso il cinema, la moda, la musica, le video-installazioni e, ovviamente la street art.

Il murale raffigura una donna che si guarda allo specchio e vede un uomo nel suo riflesso. Spesso uso la mia arte per tradurre le emozioni in visioni che si collegano a questioni sociali. Questa volta mi sono sentita onorata di essere stata coinvolta nel pensare ad un opera dedicata all’identità di genere  a Roma“. JDL racconta la storia dell’opera.

Prima dell’esecuzione del muro ho intervistato un paio di persone della comunità LGBT +.  Uno di loro era un transgender di Amsterdam. Mi ha parlato delle  profonde lotte che ha dovuto affrontare per sentirsi a casa nel proprio corpo. “Emotivamente e fisicamente è stata una vera battaglia per molti anni”. 

Comunemente con gli altri soggetti lgbt con cui ho parlato, si sentivano tutti “bloccati in una bolla” emotivamente saggi, il che lo rendeva sia fisicamente che emotivamente malato.  Questo può portare a grandi incomprensioni dall’ambiente circostante. Il mio scopo era tradurre e “far esplodere” questa emozione usando il murales”. 

Dal 1921 a Stonewall: la libertà della comunità LGBT+

Le lotte per l’accettazione di chi sei. L’idea era di creare una comprensione emotiva nei confronti di questo gruppo target. Si spera che questo muro sia un promemoria per accettare chi tu (o i tuoi cari) siete veramente. Potresti essere sulla buona strada per il supermercato quando realizzi che tuo figlio o tua figlia è bello così com’è, e quella comprensione potrebbe essere la scelta giusta da fare”. Conclude JDL.

Ce n’è voluto di tempo, e tanto è ancora da fare, da quel 1921. Ma qualcosa si muove, anche da parte della Chiesa più conservatrice.

Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. Parole niente meno che di Papa Francesco. Una frase rivoluzionaria, rilasciata all’interno del documentario del regista russo Evgeny Afineevsky, Francesco.

Ma ci sono voluti anni e lotte e sacrifici, come quello di Marsha P. Johnson con i movimenti di Stonewall.

Ciò che il movimento ha dimostrato da quel lontano 1921 e poi passando per il 1969 – i Moti di Stonewall – e per la fondazione dell’Homomonumentary di Amsterdam e così via, è che, come un domino colorato, la libertà di uno ha comportato la libertà di tutti. Le lotte, le manifestazioni, ogni singola conquista che la comunità LGBT ha ottenuto, l’ha ottenuta per tutti. La libertà di amare ed essere ciò che siamo“. Conclude Veronica.

L’omaggio di Vladimir Luxuria a La Karl Du Pigné

L’intervento di Vladimir Luxuria sui diritti, sulla libertà ed il ricordo di La Karl Du Pigné.

Sostieni Outside In

Tutti possiamo contribuire ad Outside In effettuando donazioni su gofundme.com/f/greenmural. I donatori avranno il loro nome riportato su una targa ai piedi del murales e contribuiranno alla nascita di un nuovo monumento per tutti e di tutti, inclusivo e partecipato, racconto di un movimento internazionale, a cui ogni persona deve qualcosa.

Il progetto, fortemente voluto e sostenuto dall’Ambasciata Olandese in Italia, è a cura di Yourban 2030 in collaborazione con il Circolo Mario Mieli, con il patrocinio del Municipio VIII di Roma