Sanremo 2021 e Covid-19 è un binomio improponibile. Le ultime dichiarazioni di Amadeus in merito allo svolgimento della prossima edizione del Festival e le problematiche derivanti dalle norme in vigore.

Dal 2 al 6 marzo, salvo nuovi sviluppi dovuti all’emergenza Covid-19, dovrebbe avere luogo la kermesse canora nazionale più famosa nel mondo, il Festival di Sanremo. Come ogni anno, le polemiche, le critiche, i “se” e i “ma” iniziano a fine estate, quando, di norma, si saluta il tormentone estivo per cominciare a parlare della programmazione invernale dei concerti degli artisti. Quest’anno tutto cambia. Non si sa come si faranno i concerti, non si sa come avverrà la promozione dei nuovi album e non si sa come, e a questo punto, neanche quando, si terrà la rassegna canora sanremese.

Tante le voci in merito. Come da programma, interpretazioni deviate o personalizzate della stampa nazionale, stravolgono le dichiarazioni ufficiali. Ecco che la giusta preoccupazione del direttore artistico Amadeus, che ipotizza il rinvio dell’inizio del Festival, diventa invece un secco “no” al suo svolgimento. In realtà, la dichiarazione rilasciata dal conduttore emiliano non mette affatto in dubbio la sua realizzazione, ma è intrisa di buon senso e di responsabilità, in linea con la “diligenza del buon padre di famiglia”.

Il miglior Sanremo del millennio si deve ad Amadeus

Se penso al rischio che abbiamo corso l’anno scorso mi vengono ancora i brividi. #Sanremo2020 è stato un festival straordinario, bellissimo, finalmente riportato alla sua forma più sublime.

Amadeus ha splendidamente gestito la settantesima edizione del Festival da perfetto esperto e conoscitore qual è. Un festival all’insegna della musica e dell’interazione con il pubblico. Ha stravolto la città stessa, trasformandola in un enorme teatro a cielo aperto e ha fatto scendere gli dei dall’Olimpo per mischiarli con i comuni mortali. Un paio di settimane dopo, chiunque fosse stato a Sanremo ha passato il quarto d’ora più brutto della vita, perchè l’ombra del Coronavirus ha oscurato tutta l’Italia per mesi e, di fatto, domina ancora su tutto il mondo.

La visione di Amadeus è stata la più azzeccata degli ultimi vent’anni ed è anche stata un punto di non ritorno su come va gestito una manifestazione di questo spessore, simbolo dell’italianità e del nostro folklore. Se togli il pathos che Amadeus ha saputo ricreare, Sanremo non ha più lo stesso gusto. Come togliere il sale al mare.

Come pensare, dunque, di realizzare il Festival di Sanremo 2021, se le normative di sicurezza Covid-19 restano quelle attuali?

Impossibile. Ma perchè? sono tanti i fattori.

Primo piano di Amadeus sorridente
Amadeus (foto da donnapop.it)

Il teatro Ariston

La prima difficoltà la crea la location stessa: il teatro Ariston. Capacità 2000 posti che, contingentati, diventano 1000. Le quinte del Teatro Ariston sono piccole e durante il festival sono stipate di artisti e relativi manager, uffici stampa, coach, senza dimenticare gli ospiti con i relativi staff. A loro si aggiungono i componenti dell’orchestra.

Poi c’è lo staff di trucco e parrucco e la sartoria. Tutto lo staff della RAI, i cameramen, microfonisti, addetti al palco, alle luci, al suono. Infine, non meno importante, la protezione civile, i vigili del fuoco e le guardie di sicurezza.

All’interno del teatro, un sala ospita i VIP del giornalismo italiano, fino a due anni fa era anche l’unica sede delle votazioni della giuria composta dai giornalisti.

Piccolo inciso: all’ingresso del teatro c’è la “buvette”, o il bar qual si voglia, frequentatissimo solo da chi ha accesso al teatro.

Il Palafiori

Il tempio di Casa Sanremo, del pubblico ma anche il cuore del business del Festival. E’ qui che durante il giorno si concentrano tutta una serie di attività correlate alla manifestazione.

Casa Sanremo è un salotto “off limits” con entrata esclusivamente su presentazione di un pass apposito. Al suo interno, si svolgono mini concerti degli artisti in gara e non solo. Il programma di Casa Sanremo è ricchissimo: premiazioni, ospiti importanti e interviste, gestite da importanti network radiofonici. Il tutto in un contesto da lounge bar con relativi divanetti e luci soffuse.

Nell’enorme edificio a tre piani, sale e salotti ospitano esibizioni canore di artisti emergenti, interviste e dibattiti. Non solo. Il padiglione dedicato a Radio RAI è il più frequentato. Qui arrivano per le interviste, tutti i concorrenti in gara e attirano una folla impressionante di fans che sono capaci di stare ore in piedi lungo le transenne della passerella pur di veder passare il loro cantante preferito. Un numero impressionante di man in black della security e servizi d’ordine si affacendano per controllare tutte le aree.

Ma il Palafiori non è solo questo. La struttura ospita diversi stand commerciali ed anche un punto di ristoro con pizzeria e bar, gremito di gente ad ogni ora del giorno e fino a tarda notte.

Nota a latere: al piano terreno avviene il ritiro dei pass di Casa Sanremo, pass accessibili a chiunque lo richieda.

La Sala Stampa Lucio Dalla

E’ il cuore pulsante del giornalismo che ruota intorno al Festival. La sala Stampa Lucio Dalla è un enorme salone all’interno del Palafiori e ospita centinaia di radio, radio web e giornali on line. E’ la “sala di controllo” dell’informazione “in diretta”. Centinaia di giornalisti, speakers e fotografi che vivono praticamente in questo spazio per tutta la settimana. Uno spazio che, proprio per il consistente numero di professionisti partecipanti, è riempito a tappo.

Un luogo dove le collaborazioni e le sinergie sono vitali e impossibile pensare a non interagire tra colleghi.

Anche qui il calendario della sala stampa è ricco di incontri con gli artisti in gara e la sera si segue sullo schermo gigante la puntata del festival.

Un via vai di persone continuo che entrano ed escono, che lavorano febbrilmente per fare informazione e regalare al pubblico una interazione più intima con gli artisti.

Sanremo 2021 e Covid-19: la sala stampa Lucio Dalla con tutti i giornalisti  seduti per terra in mezzo ai banchi

Il pubblico

Assistere dal vivo alle serate del festival è un privilegio riservato a pochi eletti. Considerato la mole di addetti ai lavori, le istituzioni che sovraintendono la kermesse, le personalità e gli ospiti “VIP” che non possono mancare tra il pubblico, di poltrone dedicate agli spettatori (paganti) ne restano ben poche, ma questo è un dettaglio ininfluente. Ciò che conta è che il pubblico d’elite molto spesso e volentieri, almeno fino all’anno scorso, frequenta le quinte del teatro, ovviamente con regolare pass “all areas” al collo.

Il Teatro è una bomboniera, ma come tale è raccolta e minuta, ubicato tra l’ OVS e Calzedonia, in una via stretta e stipata di negozi che, durante la settimana del Festival si trasforma in una eterna passerella gremita di persone. L’ingresso artisti è sulla via Roma e anche qui, per tuta la settimana, lo stretto marciapiede è popolato da curiosi e fans che attendono l’arrivo delle auto che trasportano i cantanti.

Chi è stato almeno una volta a Sanremo per il Festival sa bene di cosa stiamo parlando.

Sanremo 2021 E Covid-19: questo festival non sa da fare

Mascherine, distanziamento e ingresso contingentato non sono assolutamente fattibili. Impensabile realizzare una kermesse come il Festival di Sanremo con queste regole. Nè fuori, nè dentro il teatro. Nè fuori nè dentro il Palafiori. Nè fuori nè dentro le sale stampa dedicate.

Non sono fattibili per l’attività degli artisti, non sono fattibili per l’attività dei giornalisti, non sono fattibili per gli addetti ai lavori.

Come si possono distanziare gli elementi di un’orchestra? Come si può pretendere che un cantante indossi una mascherina per ore prima di cantare? E sono solo due esempi presi a caso. Se poi si pensa all’attività dei fotografi, parlare di distanziamento fa proprio ridere (concedetemi questa licenza).

E non è neanche considerabile l’ipotesi di gestire tutta la macchina sanremese, ingressi, pass e partecipazione delle varie categorie previo tampone o vaccino.

Amadeus ha ragione da vendere: Sanremo 2021 e Covid-19 non sono compatibili. Un festival così è impensabile. Se queste sono le regole, il Festival dovrà aspettare.