Relazione sui dati riguardanti la violenza di genere e domestica nel periodo di applicazione delle misure di contenimento per l’emergenza da Covid-19“. Così si intitola il documento approvato dalla Commissione del Senato nella seduta del 1° luglio 2020 che analizza i numeri emersi durante il lockdown.

Un documento che arriva in redazione grazie all’associazione Artemixia. Promotrice, tramite Rosalba Castelli, del progetto artistico Rosso Indelebile contro la violenza di genere che a breve vedrà partire la seconda Edizione torinese. Riportiamo degli stralci integrali del testo che proprio per la sua fotografia nuda e cruda, basata su numeri, dati e statistiche, colpisce in modo duro. Ponendoci di fronte al fatto che le vittime del Covid-19 e del lockdown non sono state e non sono solo quelle risultate positive.

I numeri della violenza durante il lockdown

La violenza contro le donne è un fenomeno ampio e diffuso, segnato da una vera e propria strage. Con ben oltre 1.600 uccisioni di donne registrate nel corso del decennio 2008-2018 (il picco più alto di omicidi, ben 179, si è verificato nel 2013).[…] Con specifico riguardo alla situazione emergenziale, la Commissione ha acquisito i dati elaborati dal Servizio analisi criminale del Ministero dell’interno nel periodo che comprende il lockdown.

Violenza domestica e di genere durante il lockdown: i dati

Il dettaglio

Nel mese di marzo 2019 si erano registrate 38 uccisioni di persone, di cui 12 erano donne. Nel mese di marzo 2020 ci sono state 11 uccisioni di persone e di esse ben 7 erano donne. Quindi i dati in termini percentuali indicano come nel marzo 2019 il numero delle donne uccise ha rappresentato circa il 30 per cento degli omicidi totali. Mentre nel 2020 rappresenta il 60 per cento.

Inoltre aumenta la percentuale degli omicidi commessi in ambito familiare che sale dal 45 per cento del 2019 al 58 per cento nel 2020. Sebbene gli omicidi complessivi (computando anche quelli commessi fuori dal contesto familiare) siano complessivamente diminuiti da 63 nel 2019 a 53 nel 2020. Ma soprattutto aumentano complessivamente le vittime di sesso femminile che passano da 36 a 40, con un aumento percentuale dal 57 per cento al 75 per cento delle vittime totali.

Il numero verde 1522 e l’App Youpol

La Commissione, nella relazione di fine marzo paventava il rischio che le misure di contenimento adottate potessero rendere più difficile l’accesso delle donne vittime di violenza anche al 1522, il numero gratuito antiviolenza, nonostante tale numero fosse rimasto attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 anche nel periodo del lockdown. Rischio confermato dai dati allarmanti diffusi dalla stessa Associazione Telefono Rosa che lo gestisce.

L’indicazione data da questa Commissione di ampliare la pubblicizzazione sui media, anche attraverso comunicazioni istituzionali ed altre importanti e diffuse modalità di divulgazione ha prodotto gli auspicati risultati. Infatti, durante il lockdown, dal numero 1522 sono state ricevute 5.031 telefonate valide (il 73 per cento in più dello stesso periodo del 2019) e 2.013 (+59 per cento) sono state complessivamente le vittime che hanno fatto denuncia. (Da Doc. XXII-bis, n. 1 XVIII legislatura Senato della Repubblica)

#failatuaparte #riprenditilatuavita

Anche Rosso Indelebile, il progetto artistico di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno della violenza domestica, aveva aderito a questa campagna di pubblicizzazione tramite media con tre video e lanciando gli hastag #failatuaparte #riprenditilatuavita

Restare a casa non è per tutte la stessa cosa – dichiara Rosalba Castelli promotrice del Progetto -. Per le donne che vivono in situazioni di violenza domestica, restare a casa, in questo periodo di quarantena obbligatoria per l’emergenza sanitaria da Coronavirus, consiste nell’essere impossibilitate a chiedere aiuto, sottoposte a un controllo costante da parte di partner abusanti, in una situazione in cui la convivenza forzata aumenta la frequenza delle aggressioni sia fisiche che psicologiche.

L’emergenza nell’emergenza

Spesso in questi contesti ci sono anche bambine e bambini testimoni, ma anche vittime dirette. La violenza, già radicata nel nostro contesto socio-culturale, rischia di trasformarsi in un’emergenza nell’emergenza di cui non si fa menzione. Vogliamo far sapere a queste donne che non sole, che possono riprendersi la loro vita, che i centri antiviolenza sono in ascolto e che è possibile contattare il centro più vicino chiamando il numero 1522 o scaricare l’app per comunicare anche via chat.

Facciamo la nostra parte con un atto di responsabilità condividendo questi video affinché arrivi il messaggio alle persone giuste e a coloro che – pensiamo alle vicine e ai vicini di casa – possono, in questo momento, farsi voce per queste donne raccogliendo il loro grido e chiamando le autorità o mandando una segnalazione, anche anonima, tramite l’app YOUPOL.

#failatuaparte #riprenditilatuavita“.

Previous articleArs Electronica, l’evento che ha coinvolto 120 città
Next article“Rimmel” di Tiziano Ferro: buona la prima, e adesso l’album
Monica Col
Vicedirettore di Zetatielle Magazine e responsabile della sezione Arte. Un lungo passato come cronista de “Il Corriere Rivoli15" e “Luna Nuova”. Ha collaborato alla redazione del “Giornale indipendente di Pianezza", e di vari altri giornali comunali. Premiata in vari concorsi letterari come Piazza Alfieri ( 2018) e Historica ( salone del libro 2019). Cura l’ufficio stampa di Parco Commerciale Dora per la rassegna estiva , del progetto contro la violenza di genere promosso da "Rossoindelebile", e della galleria d’arte “Ambulatorio dell’Arte “. Ha curato l'ufficio stampa e comunicazione del Movimento artistico spontaneo GoArtFactory per tre anni. Collabora sempre come ufficio stampa in determinati eventi del Rotary distretto 2031. Ė Presidente dell 'Associazione di promozione sociale e culturale "Le tre Dimensioni ", che promuove l' arte , la cultura e l'informazione e formazione artistica in collaborazione con le associazioni e istituzioni del territorio. Segue la comunicazione per varie aziende Piemontesi. Dice di sé: “L’arte dello scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole. È questo secondo me il significato vero della scrittura. Non parole, ma emozioni. Quando riesci ad arrivare al cuore dei lettori, quando scrivi degli altri ma racconti te stesso, quando racconti il mondo, quando racconti l’uomo. Quando la scrittura non è infilare una parola dietro l’altra in modo armonico, ma creare un’armonia di voci, di sensazioni, di corse attraverso i sentimenti più intensi, attraverso anche la realtà più cruda. Questo per me è il vero significato dello scrivere".