Torino Fc vs AC Milan 2-1 (Piatek 18′, Belotti 72′ – 76′)

Destabilizzante: una parola che questa settimana è diventata molto popolare nel vocabolario del tifoso granata, grazie alle esternazioni (o vaneggiamenti, se preferite), del tecnico di San Vincenzo.

Destabilizzante: potrebbe essere il risultato della partita di stasera, per entrambe le squadre, anche se per motivi diversi.

Destabilizzante per il Milan, che ha cercato di rinforzare la squadra, cambiando anche allenatore, anche se i risultati non arrivano.

Destabilizzante per il Torino, che non ha rinforzato per tempo la squadra (i due acquisti last-minute non fanno testo), non ha cambiato allenatore, e i risultati non arrivano. Forse si da fastidio a qualcuno.

Walter “proteggo la squadra e merito rispetto” Mazzarri, stasera manda in campo (3-4-1-2): Sirigu; Lyanco, Izzo, Bremer; De Silvestri, Rincon, Baselli, Aina; Verdi; Belotti, Zaza.

Modulo leggermente più spregiudicato rispetto alle ultime uscite, l’acquisto più caro di sempre, schierato dal primo minuto, il “Leone Indomabile” ancora in panchina, come Laxalt.

Primo tempo

La partita sonnecchia per tutto il primo quarto d’ora, senza che le squadre cerchino l’affondo, poi, alla prima azione in profondità, il Milan passa in vantaggio. Cross dalla destra in area, De Silvestri ostacola Leao e per il Sig. Guida (per il/la VAR pure), è calcio di rigore. Realizza Piatek.

Doppia parata di Sirigu, prima su colpo di testa di Leao, poi su rasoterra di Calhanoglu.

I granata soffrono e non reagiscono allo svantaggio: squadra frenetica e poco lucida.

Prima verticalizzazione dei padroni di casa in pieno recupero, ma sull’uscita a vuoto di Donnarumma, il “Gallo” spara in curva.

Torino troppo brutto per essere vero, o forse troppo vero da sembrare così brutto: squadra imbarazzante, che senza Ansaldi e Iago è giusto da salvezza risicata. Verdi, nonostante l’impegno, non incide. Uno sfacelo totale questo primo tempo, giocato senza cuore, senza dignità, contro un avversario che sta facendo giusto il proprio compitino. Granata buoni giusto a lamentarsi dopo ogni fallo, sull’esempio di chi li guida (si fa per dire), dalla panchina. Il nulla.

Secondo tempo

Si comincia con un tiro di Ola Aina che impegna Donnarumma, poi è il Milan a rendersi pericoloso con Piatek, che sbaglia praticamente un rigore in movimento, con la palla che fa la barba al palo.

Partita decisamente più interessante in questo avvio di ripresa.

Esce Lyanco (nuovo acquisto, Urbano dixit), stasera decisamente inguardabile, entra Ansaldi: Torino che passa al 4-4-2.

Esce Verdi, evanescente e poco incisivo (per nulla contento della sostituzione), entra Berenguer, il cocco del mister.

Pareggio del Torino al 71’: ripartenza dei granata dopo un presunto fallo di Rincon su Calhanoglu, azione personale di Belotti che corre palla al piede per tre quarti di campo e realizza, con un gran tiro che piega le mani a Donnarumma.

Raddoppio del Torino dopo cinque minuti: ancora Belotti punta la profondità palla al piede, assist per Zaza, tiro in corsa e respinta del portiere rossonero; ancora il centravanti ribadisce in rete, con una rovesciata. C’è solo il “Gallo”.

Esce Ola Aina, entra Djidji, quando mancano otto minuti al termine.

In pieno recupero Zaza si mangia con coltello e forchetta un goal già fatto, scivolando sul più bello, solo davanti a Donnarumma.

Miracolo di sirigu sul capovolgimento di fronte.

Finisce 2-1.

C’è solo il “Gallo”

Vittoria destabilizzante? Non lo so, spero lo sia per le convinzioni tattiche dell’allenatore.

La squadra ha giocato un calcio appena sufficiente, quando ha cambiato modulo nel secondo tempo: non ci vuole un genio per capire che due punte come Zaza e Belotti, abbiano bisogno di rifornimenti continui, cross dal fondo e palle in profondità, per potersi esprimere al meglio.

Per circa una mezz’ora si è visto qualcosa di simile, molto abbozzato, per carità, ma si è visto: questo dovrebbe far riflettere WM, sull’impostazione tattica delle prossime partite.

La squadra è scarsa, nonostante sia stata definita dal proprietario come fortissima e difficilmente rinforzabile, ma qualcosa di buono forse si può tirare fuori: un vero allenatore si riconosce da come adatta il modulo agli uomini, e non viceversa.

Il Torino vola al quarto posto in graduatoria (sesto in classifica), il Milan scivola al tredicesimo, ad un soffio dalla zona calda.

Vittoria nel segno dell’unico vero giocatore, l’unico vero tremendista, l’unico vero combattente: Andrea Belotti.

Il “Gallo” toglie le castagne dal fuoco all’allenatore, che probabilmente salva la panchina.

Sinceramente non so se sia un bene o un male.

Rode il culo perdere” dice il “Gallo” in diretta Tv: tu stasera lo puoi dire. Solo tu però.