Oggi come Ieri” è il nuovo inedito del pianista Marco Grandi, una composizione straordinaria e coinvolgente

88 tasti, 52 bianchi e 36 neri. 7 note e un’infinita possibilità di combinazioni. Due mani, 10 dita, che accarezzano piano quei tasti e il tocco diventa musica. Un’armonia di suoni che compongono una melodia che è cibo per i nostri sensi.

Ma ci vuole fantasia, creatività, orecchio, perché la musica non è data a tutti. Chiunque può ascoltarla ma pochi sanno crearla o semplicemente suonarla.

Ci vuole sensibilità, ci vuole anima, ci vuole talento.

C’è chi nasce con questo dono e lo perfeziona studiando, ma cosa spinge a intraprendere una carriera da musicista?

Tutta colpa di una fisarmonica

Nel nostro caso, galeotta fu una fisarmonica. E’ questo strumento, suonato dal papà, che fa innamorare il piccolo Marco, che comincia a toccare, di nascosto ai genitori, quell’incredibile marchingegno che emette musica aprendosi e chiudendosi, con una tastierina sul fianco. Marco è affascinato e, come tutti i bambini, si fa pescare con le mani nella marmellata, o meglio sulla fisarmonica. Ma al posto di sgridarlo, i genitori fanno una cosa bellissima. Lo incoraggiano, lo iscrivono al conservatorio e a casa arriva anche un pianoforte.

Nasce così Marco Grandi il pianista. Un grande compositore, per me, tra i migliori conosciuti.

Marco Grandi

Perché Marco ha quello di cui parlavamo prima: fantasia, creatività, talento. Marco ha sensibilità e anima e quando suona le sue dita diventano un’estensione di quei tasti bianchi e neri. Il suo tocco è delicato, armonioso, senza sbavature. Riesce a emozionare fino alle lacrime e ascoltarlo è un privilegio.

Ricordo un lungo intro, di sua creazione, su “Alba chiara” di Vasco Rossi, che non ha eguali.

Una carriera ventennale che ha origini lontane, consolidate in tempo di militare.

A 16 anni non avevo la maturità per capire e così mi allontanai dalla musica. Ma quando andai a Pisa, per fare il militare nei paracadutisti, ho ricominciato a suonare. Quando avevamo la libera uscita frequentavamo i locali di Pisa e c’era sempre un pianoforte o una tastiera che mi guardava…così ho cominciato a suonare per i commilitoni e la gente del locale apprezzava molto. Contrariamente a tanti altri militari, ero amico di mezza Pisa. Da lì, sono ripartito”.

E meno male.

Let’s rock

“Il pianoforte è il mio strumento: Io sono nato dal pianoforte, anche se mi conoscono come tastierista”

Marco Grandi, infatti, ha suonato, e suona, in diverse cover band e tribute band, dando sempre un contributo unico e singolare a brani famosi e dando un tocco personale molto gradevole.

In diverse occasioni con la Combriccola del Blasco, ha suonato con Maurizio Solieri, noto chitarrista di Vasco, e con Cucchia, il sax, sempre di Vasco. Con la Babilonia Etnic Band, ha suonato con Irene Fornaciari, e la lista è lunga.

Piazze e locali pieni, nelle notti d’estate liguri. Piazze e locali pieni, in tutta Italia. Perché quando si è bravi sul serio, le piazze si riempiono.

La bellezza di Marco Grandi sta poi nella sua grande umiltà. Mai una superbia, mai un atteggiamento eccessivo. Solo tanta passione, riversata su quel pianoforte. Il suo migliore amico.

E con il suo miglior amico condivide anche l’esperienza del mare, diventando, per qualche mese, il Pianista sull’oceano, a bordo di navi da crociera.

Con la Babilonia Etnic Band, tributo a Robbie Williams, con la partecipazione di Irene Fornaciari, suonerà il 21 dicembre sul palco del Teatro Chiabrera di Savona, in un evento in beneficenza a favore del Reparto Pediatrico dell’Ospedale San Paolo.

Oggi come Ieri

Oggi, finalmente, comincia a produrre inediti e “Oggi come ieri” è il preludio di un album che uscirà a breve.

Una composizione che nasce in un pomeriggio di fine estate, ispirato da un momento di “maretta” (poi finito bene) con la sua compagna storica, Annette.

Un brano che fa spuntare le ali al posto delle scapole, per spiccare un volo dentro se stessi, e ognuno ha la sua storia da ricordare. Oggi come ieri.

E davvero ci si predispone ad un viaggio interiore, che porta alla memoria tutte le cose buone, quelle che arrivano da esperienze di vita, magari negative, ma che hanno un lieto fine. Quella sottile, leggera malinconia che ci accompagna quando sfogliamo l’album della memoria, e che raccoglie di noi le emozioni più intime. Oggi come ieri.

Un brano che porta con se il profumo del mare e che solletica i sensi come la sua acqua salata.

Ho voluto descrivere il mio stato d’animo con le note di questa canzone, il voler cambiare alcune cose che non vorrei più nella mia vita ma ritrovarmi a doverle affrontare nuovamente.. “oggi come ieri” non è cambiato molto anche se attorniato dalla bellezza e dall’amore di chi ami e di chi ti ama, vedi gli scalini della vita meno alti….

Una manciata di minuti per fermare l’eternità di una vita vissuta. Una breve, ma intensa, esperienza musicale.

Se si pensa che questo star bene arriva da dieci dita su 88 tasti, 52 bianchi e 36 neri, che combinano tra loro 7 note…questo non è solo talento, è un dono di Dio. E Marco ce l’ha.

Ascoltare, per credere.